A tavola

Farlo mangiare è sempre stato un problema.
Quando era piccolissimo aveva una crescita inferiore alla media.
Crescendo è parso apprezzasse le pappe, ma da quando mangia da solo più o meno da quando aveva 10-11 mesi, sono iniziati i problemi.
Filippo ha iniziato a mostrarsi molto lunatico in fatto di cibo: tolte 2-3 cosette  con le quali potevo andare sul sicuro (pizza, riso, uovo, carote, zuppa miglio-piselli-lenticchie decorticate di NaturaSì) per il resto era possibile che di un alimento facesse una scorpacciata un giorno e non lo volesse neanche assaggiare quando dopo un po’ di giorni glielo ripresentavo.
Lunatico anche sul come: intera o a pezzetti, una volta sembrava preferirla in un modo, una volta in un altro..
Per fortuna ha sempre adorato la frutta, forse per merito del nido!
C’è stato un periodo prima dell’estate in cui è diventato più lunatico e pazzoide del solito: ha iniziato a dare in escandescenze se il cibo non era presentato (pezzetti o no) come lo voleva, di fronte ad una cosa mai vista si rifiutava di assaggiarla, se decideva che una certa cosa non la voleva affatto e io insistevo prendeva a buttarla per terra o a cacciare via il piatto schifato, a volte rovesciandone il contenuto.
Io non mi sono mai sognata di obbligarlo a mangiare, né di usare metodi di distrazione per confonderlo durante i pasti, ha sempre funzionato così: io preparo la cena, se gli va la mangia, se decide di non mangiarla, non ci sono controproposte. Nessuna. Nemmeno il sano biberon di latte.
Nonostante il fermo proposito di gestire la cosa con pazienza e razionalità, abbiamo avuto delle brutte litigate per questi motivi. Non ho mai voluto accettare che buttasse il cibo per terra e ci mancherebbe! Sono quasi riuscita a fargli perdere questa brutta abitudine insistendo affinché tenga il piatto davanti anche se non vuole finire la portata. Sono riuscita ad ottenere che non butti le cose per terra e che non allontani il piatto a patto di non insistere troppo, ma sul quanto e cosa mangiare, la situazione questa estate è peggiorata: Filippo ha attraversato una vera e propria fase di inappetenza.
Per quanto io abbia sempre cercato di tenerlo lontano dalle cose dolce è quelle che chiedeva ad ogni ora: biscotti, gelato, torta.
Ogni volta a tavola, la sua frase più ricorrente era “no ace” (non mi piace).
Non so quanto si trattasse di inappetenza e quanto invece fosse un tentativo di imporre la sua volontà. Così per un po’ ho ricominciato a farlo mangiare sempre insieme a noi (a volte anticipavo la sua cena, perché noi avevamo orari più estivi) a cucinare per tutti cose che ero sicura che avrebbe mangiato, tanto per riappacificarlo con la tavola. E ha funzionato.
Per un po’.. 
Adesso sta male, febbriciattola a 37 da una settimana, gola rossa, catarro in un orecchio…
E di nuovo mangia pochissimo…

2 Comments

  • Micaela ha detto:

    Povero!!! Guarda, il mio pediatra – che avrà pure i suoi difetti, ma è molto “bimbo-oriented” in fatto di cibo – afferma che i bimbi si autoregolano, se non mangiano è perchè non ne hanno bisogno e viceversa. Se in certi periodi hanno bisogno di qualcosa in particolare (vitamine, zuccheri, proteine) allora incrementano da soli le loro richieste di tali cibi e che va bene così. Se non mangiano e se vengono forzati, si rischia di farli sentire peggio (soprattutto quando sono incimurriti e pieni di catarro)…
    insomma, tutto questo per dirti di non preoccuparti più di tanto e di assecondarlo…
    ecco.
    Certo, il mangiare tutti insieme dà un sapore più buono alle cose, questo è fuori dubbio!

  • MammaMoglieDonna ha detto:

    Avete ragione! Tu e il tuo pediatra.
    Anche la mia, dice sempre che solo i bambini che non hanno cibo possono morire di fame, tutti gli altri non corrono rischi!

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