La riunione al nido

Uno spaccato di società: la mamma trendy, la mamma stanca che si è dovuta portare il figlio alla riunione e il figlio corre e lei ogni due per tre deve alzarsi e rincorrerlo, la finta arzilla, l’arzilla, la mamma riposata, persino la mamma con le unghie disegnate (chi le farà le faccende a casa sua?!?), la mamma attenta, la mamma col sorriso isterico, la mamma preoccupata, la mamma tesa, la mamma ansiosa “come si comporta? vi ascolta? mangia? dorme?”, la mamma annoiata, la mamma di fretta “potete dirmi come va mia figlia, che devo scappare di corsa”, la mamma in ritardo “scusi può ripetere”, la mamma che “vi prego ditemi come fate, a casa non fa questo e non fa quello”.. 
Insomma ce n’era per tutti i gusti.
Di cosa abbiamo parlato?
di progetti quali l’orto e i colori primari
di apparecchiare e sparecchiare
di percorso verso l’autonomia (però alla mamma che dice “vorrei provare a togliere il ciuccio”, la risposta è “ma no, aspetta ancora, magari a giugno”)
di colla, cartelloni che mancano, foto da stampare, ma mancano i soldi, insomma del classico contributo da dare

di tante belle fotine che ritraggono i nostri cuccioli nelle loro attività quotidiane al nido che presto potranno essere ammirati dalle mamme sognanti all’uscita dal nido
di tanti bei cartelloni colorati appesi con i loro lavori di gruppo
di come si divertono a fare certe cose, dei giochi che preferiscono e scopri quanto i bambini a quell’età si somigliano nei gusti e quanto invece possono essere diversi
dell’angolo della riflessione, che funziona come calmante, che non è una punizione, ma un modo per pensare a cosa si è sbagliato con la maestra che ogni tanto chiede “stai pensando?” eccome! Vuoi che non pensino!?!?
Nel dettaglio, Filippo è molto autonomo, si vede che viene da un altro nido, si è integrato molto bene, ascolta, è coinvolto quando si fanno le attività, ha solo un difetto, non controlla la sua rabbia.. ha delle reazioni un po’ esagerate quando gli strappano un giocattolo, quando gli fanno una prepotenza.
Bene lavoreremo sulla rabbia.

5 Comments

  • Micaela ha detto:

    Anche con Miriam abbiamo lo stesso “problemuccio” della rabbia… che pare stia andando un po’ meglio ultimamente, ma non è che abbiamo fatto tanto lavoro in merito, anzi, non ne abbiamo fatto proprio… sarà una fase… boh…
    a proposito, manco a farlo apposta tempo fa ho scritto anche io un posto mooooooolto simile al tuo… http://lemcronache.blogspot.com/2010/10/riunione-al-nido.html
    incredibile, eh!?

  • MammaMoglieDonna ha detto:

    Lo avevo letto a suo tempo e effettivamente, dopo un po’ che sei lì, ti viene da guardarti intorno ad osservare la fetta di mondo che ti è accanto, no? Penso sia naturale, a me succedeva anche quando viaggiavo in autobus. No? So’ strana?!

  • MammaMoglieDonna ha detto:

    Riguardo la rabbia.. quando dico che ci lavoreremo, intendo un po’ tutti. Io sono una tipa abbastanza isterica: con Filippo ho una pazienza infinita anche perché lui è un tesoro, ma quando non reggo più la mia rabbia esplode nel vero senso della parola e non va bene!
    Sto lavorando su me stessa, non su di lui. L’esempio è fondamentale.

  • Micaela ha detto:

    Macchè strana… siamo normalissime o forse no!?
    Senti, la storia della rabbia è già difficile per noi, figuriamoci per dei bambini così piccoli che neanche sanno esternare bene le loro sensazioni… non possiamo pretendere la luna da loro, piuttosto dobbiamo saper aiutarli a capire, è questo il difficile.
    Ecco… vallo a spiegare a mia madre ora perchè non rimprovero Miriam quando ha di queste crisi…

  • MammaMoglieDonna ha detto:

    Sono d’accordissimo con te, per questo dico che voglio lavorare su me stessa, diciamo che colgo l’occasione… 😉
    E a Fili ho ordinato il libro “Che rabbia!” tanto perché i libri non sono mai abbastanza e perché aiutano moltissimo ad elaborare le emozioni.

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