Un pomeriggio a Trastevere

Metti che hai un pomeriggio libero, finalmente tutti e tre insieme.
Metti che è sabato, che è settembre ma è ancora estate e che fa caldo ma non troppo e che i turisti ci sono ma non troppi e i romani son tornati ma non troppi e allora pensi che forse te la puoi vivere come piace a te, quando è come se fosse un po’ tutta tua.
E così prendiamo l’indispensabile: il passeggino, un pallone e andiamo.
Esageriamo andiamo con i mezzi: per la gioia di Filippo lasciamo la macchina al parcheggio e prendiamo la metro destinazione Circo Massimo e da lì il tram 3 che ci porta a Trastevere.
Scendiamo e…
Camminiamo godendoci il sole e gli amati vicoletti di Trastevere verso piazza Santa Maria in Trastevere.
Credo che Filippo abbia apprezzato, l’atmosfera, i sampietrini e nonostante il passeggino ha deciso di camminare dandomi la manina, ma anche no e voltandosi ogni tanto compiaciuto per dirmi “mamma, io cammino!”
la piazza era quasi deserta, così diversa dalle folle delle serate di qualche anno fa.. ma sempre affascinante.
Stare qui oggi ha un sapore nuovo, sento un tuffo al cuore, immagini di risate, bicchieri di vino, amici e ricordi lontani mi affiorano alla mente e poi spariscono per fare posto a nuovi ricordi, a nuove risate, quelle del mio cucciolo che “guarda mamma!” indicando i piccioni in cima alla fontana e “mamma, io corro!” rincorrendo il pallone che il papà ha lanciato fuori dalla sua portata..
Si riesce anche a farsi nuovi amici

Si, Roma era semideserta, il Tevere più malinconico del solito con i resti dell’estate accartocciati sulle sue rive, ma che bello essere lì.. respirare un po’ di quella Roma che ci piace tanto.

La nostra passeggiata serale ci ha portato a Campo de’ Fiori per un aperitivo in piazza durante il quale Filippo si è deliziato ascoltando gli “artisti” di strada e mangiando quintalate di amate patatine e per fortuna anche un po’ di bruschetta al pomodoro.
E quando ormai pensavamo di ritirarci per farlo cenare decentemente, una giovane deliziosa signorina ha deciso di iniziare a lanciare nell’aria enormi bolle di sapone. Neanche a dirlo, Filippo si è gettato nella mischia di bimbi che rincorrevano le bolle e a continuato così fino alle 22.00 quando ormai stremato, in una pausa pipì, mi ha detto “mamma, casa!”
E allora via, di nuovo passeggiata fino al lungo Tevere e poi autobus e poi treno e poi casa e Filippo che si è goduto anche tutto il viaggio di ritorno sull’autobus affollato di gente multicolore e sul treno nuovo lungo lungo, per crollare finalmente in macchina.

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