Scuola Pubblica o Privata?

LA SCUOLA PRIVATA – Filippo ha iniziato ad andare al nido quando aveva 13 mesi. Ha frequentato il primo anno in un asilo privato rigorosamente selezionato tra quelli in convenzione col comune in modo da garantirci certi standard (grandezza aule, rapporto educatrice/bambini, menù, ecc..), per la modica cifra di 458 euro per 11 mesi.
Era un asilo bellissimo, colorato, luminoso, un giardino sintetico pieno di giochi di ogni genere, le pareti decorate da cartelloni con lavori prodotti dai bambini o con foto dei bambini intenti nelle attività più disparate, dalla pittura a dita al collage, giochi di intrattenimento sul corridoio di ingresso (uno splendido cavallo a dondolo dal quale non c’era mai verso di scendere all’ora di andare a casa), le insegnanti giovani e sempre allegre nonostante la paga, uno cuoca che sembrava nonna papera, sempre a disposizione dei bimbi per un biscottino di straforo e poi ogni giorno un ciambelline bello, morbido, profumato.
E poi i pranzetti: Filippo spazzolava sempre tutto e ci credo, se c’era pesce erano polpettine di pesce panate al forno, e mangiava le verdure, non so come le cucinasse Babba, ma mangiava doppia razione di verdure.
LA SCUOLA PUBBLICA – Quest’anno dopo una settimana di frequentazione in questo eden, ci chiamano per l’asilo comunale vicino casa. 134 euro al mese. Siamo stati molto combattuti, ma alla fine abbiamo dovuto dire di si. Un asilo nuovo, di appena 3 anni. Una bella struttura, luminosa, ma poco curata. L’erba del giardino è incolta. Le pareti sono spoglie. Gli arredi rigorosamente in legno, pochi giochi (che non è un male), anche se mi è parso ben scelti. Le educatrici un po’ più adulte, forse qualcuna un po’ più svogliata.. La cuoca c’è ma non si vede. Il suo modo forse più naturale di cucinare ancora non incontra il gusto di Filippo.
Il ciambellone si vede raramente, per il resto ci sono biscotti confezionati o i cereali. Filippo ha avuto il nome al suo posto sull’appendiabiti solo ieri dopo più di un mese di frequentazione. La sua educatrice di riferimento è assente da una settimana e solo ieri chiedendo ho scoperto che ha subito un piccolo intervento e sarà assente per un po’. E nel frattempo? Ho visto una educatrice più presente del solito (forse copre qualche turno in più), due ragazze giovani diverse, un’altra più adulta ieri. Non vorrei essere la rompina della situazione, ma è troppo chiedere un po’ di stabilità per questi bambini? E un po’ di chiarezza per i genitori? E le ore di compresenza? Molte volte mi è capitato di trovare in classe quelle che una volta si chiamavano bidelle. Per carità sono molto dolci e carine, e forse più pazienti delle educatrici stesse, ma è giusto? Funziona così?
Ho sempre pensato che la scuola pubblica fosse da preferire a quella privata, purtroppo la mia impressione fino a questo punto è abbastanza negativa. Speriamo di ricrederci.

7 Comments

  • Micaela ha detto:

    Per come la vedo io, persone e professionisti validi si trovano nel pubblico, così come nel privato, quindi non generalizzerei e cercherei di capire ogni singola realtà. D’altro canto però, dalla mia piccola esperienza, ho riscontrato che nel privato non ci sono poi controlli rigidi e si cerca di chiudere un occhio, proprio perchè si paga… ho portato Miriam per diversi mesi in un nido privato e lì non erano fiscali con i certificati medici, le aulee peccavano di poca igiene, i bimbi si vedevano spesso con naso e manine sporchi, cosa che invece non accade affatto nel nido comunale che ora frequenta, in cui si cura parecchio il rapporto tra bimbi e educatrici, ci sono diversi incontri con i genitori, etc…. Tutto questo per dirti che secondo me dipende dalla direzione della scuola e dalle relative direttive, non dipende dal fatto di essere pubblico o privato.
    Poi, tutto può essere eh…

  • Micaela ha detto:

    Hai pensato di parlarne con la direzione dei tuoi dubbi lecitissimi? magari ti sanno dare delle risposte precise e terranno in considerazione il tuo punto di vista, no?

  • MammaMoglieDonna ha detto:

    Effettivamente la penso proprio come te, sono sempre stata convinta che educatrici/insegnanti/professoresse valide si trovano nelle scuole pubbliche così come in quelle private, è per questo che mi sono fidata a cambiare nido.
    L’impressione per ora non è buona, l’impatto è stato duro, per me almeno.
    Filippo sembra trovarsi bene, mi saluta serenamente all’ingresso e all’uscita lo vedo a suo agio. Ogni tanto si ricorda di qualche dettaglio che manca nell'”asilo nuovo”, come lo chiama lui. Qualche volta mi dice “mamma andiamo asilo Silvia?” (ex educatrice), ma sono rare volte. E per il resto è sereno. Prima o poi mi rassereno anche io.
    Sicuramente parlerò con la coordinatrice e sono sicura che questo mi rasserenerà!

  • serenamanontroppo ha detto:

    Di recente ho raccontato del nido della piccola Ciopola, che è un nido pubblico, dove mi sento anch’io tranquilla e rassicurata, per la professionalità delle educatrici e per l’igiene, la pulizia, gli spazi ecc.
    Condivido il pensiero della saggia Micaela, che dimostra il fatto che generalizzare talvolta è sbagliato e non sempre pagando si ottiene di più.
    Di principio sono per le strutture educative pubbliche, perchè credo che sia giusto che l’istruzione non diventi una questione di soldi.
    P.s. 134 € è davvero una cifra competitiva però…

  • MammaMoglieDonna ha detto:

    Diciamo che ho sbagliato il titolo del post.
    Anche io non condivido l’idea che l’istruzione debba essere pagata, su questo concordo con voi.
    Io mi sono trovata molto bene nell’asilo “di Silvia”, come lo chiama Filippo.
    Forse è presto per giudicare l’asilo nuovo, mi darò il tempo di conoscere meglio le educatrici, di osservare meglio le dinamiche, ma anche di avere un comportamento proattivo con le educatrici e con la coordinatrice.
    Stiamo a guardare.
    Si, Serena, economicamente stiamo respirando!

  • emily ha detto:

    io anni fa ho scelto il nido privato xkè nn ce ne erano di pubblici e a quel nido di suore (noi siamo laici!!!!) lavorava la mia baby sitter e quindi l’inserimento è stato facile ma avevo anche una gola profonda che mi raccontava piccole e grandi ingiustizie, rattoppi, e problemucci della struttura…..chiedi di parlare con la direttrice scolastica, cheidi chiarimenti, la differenza di retta è grande da giustificare il cambiamento ma nn la rinuncia al tuo diritto di informazione

  • MammaMoglieDonna ha detto:

    Grazie Emily per il tuo intervento e benvenuta sul mio blog.
    So benissimo che in ogni nido ci sono problemini che vengono camuffati o piccole ingiustizie.
    Per ora non sono ancora riuscita a parlare con la coordinatrice perché coordina 4 nidi, quindi non sempre si trova lì e con i miei orari, ma non dispero.
    Nel frattempo ho saputo che la maestra assente ha prodotto fin’ora solo un certificato a breve termine, per questo si sono succedute due diverse persone e l’altre tizia che ho visto, sostituiva un’altra educatrice che casualmente era assente nella stessa settimana.
    Insomma, una concomitanza di eventi e poi, che posso dire, spero che la titolare torni presto.
    Comunque Filippo non si lamenta e questo conta.

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