Un chiodo fisso

Episodio 1: ieri Filippo girava per casa dicendo “Platz, platz” e accompagnando la voce con un gesto della mano e del dito indice. Per chi non lo sapesse, il comando breve in tedesco è usato per l’addestramento dei cani. Io, che lo avevo sentito da mio nonno, che lo aveva subito come prigioniero di guerra in Germania, ho chiesto “Amore, chi è che dice così?” “la maestra X” 


Episodio 2: Filippo ieri è stato messo a riflettere dalla maestra X, per aver tirato una macchinina. Non voglio discutere del metodo educativo, mi interessa invece analizzare il fatto. A casa capita che Filippo faccia questo gesto (abbiamo anche creato una regola stile tata per ricordarci che non si fa) e succede per frustrazione (adesso non posso venire, sto facendo altro), noia (si è stancato di giocare, vorrebbe fare altro, ma non sa forse neanche lui cosa), rabbia. Non conosco il contesto in cui Filippo lo ha fatto, ma mi viene il dubbio che se fosse stato impegnato in qualche divertente/coinvolgente attività, forse non sarebbe successo. No?


E’ che la maestra A, che sta male, ci manca… ci stava insegnando un sacco di canzoncine… non eravamo mai messi a riflettere quando c’era lei..


E poi c’è la maestra Y…
Episodio 3All’uscita un tristissimo foglio riporta una tabella sulle cui righe sono i nomi dei bambini e sulle colonne le diciture “PRIMO”, “SECONDO” (cosa sono è spiegato sotto a penna) e per ogni bambino la casella riporta scritto “TUTTO, META’, Q.TUTTO, NO, SI”. Questo è tutto quello che dovrebbe bastare ad una mamma che è stata sette ore lontana da suo figlio, no? Che altro vuoi sapere?
Ieri vado a prendere Fili, lui mi corre incontro, la maestra Y è seduta (non l’ho mai vista in piedi), non si alza. Io mi avvicino, lei mi indica il foglio e fa “è tutto scritto là” 
Tutto? Cioè secondo lei, tutto della vita di mio figlio in quelle sette ore, è racchiuso nelle paroline “NO”, “Q.TUTTO”.
Io forzo un sorriso e “e se volessi sapere com’è andata la giornata, a chi posso chiedere”
e lei “ah, si, ha dormito, si, si, ha dormito un’ora e mezza”
Io ho cancellato il sorriso e mi sono voltata verso il foglio.
Ma alle altre mamme basta leggere “NO”, “Q.TUTTO” per tornare a casa serene?
Cioè davvero quelle due parole colmano tutto il vuoto di sette ore passate lontani?



Episodio 4: La maestra Y, venerdì gli ha dato le caramelle.
Ora se c’è qualche mamma ancora pensa che le caramelle fanno male ai bambini così piccoli, che sia meglio un ciambellone fatto in casa piuttosto che una merendina, che sia meglio una frutta che un pacchetto di patatine per merenda, alzi la mano? Perché lo so che le mamme non sono tutte così, ma io sono così. 
Io non voglio che mio figlio mangi le caramelle a due anni!
Ho anche paura che possa strozzarsi con una caramella!
Non voglio che la maestra dia le caramelle a mio figlio di due anni!



Mi date qualche consiglio, vi prego, perché c’ho un chiodo fisso nella mente, che non passa…

4 Comments

  • Ella ha detto:

    -Episodio 1: non ho parole….
    -Episodio 2: anche da noi vengono messi a “riflettere” su una seggiolina se sono nella stanza, su una panchina se sono in giardino. Ho assistito un paio di volte alla “punizione” che è stata accettata di buon grado dai 2 bambini (nel particolare si stavano azzuffando tra di loro) che senza fiatare si sono messi seduti sulla panchina. Pare che, pedagogicamente parlando, il bimbo si più colpito dal non poter continuare l’attività insieme ai compagni che non altri tipi di punizione. Non mi ricordo dove l’ho letto….
    -Episodio 3: Anche da noi c’è il foglio, ma la maestra che ti accoglie lo prende, lo legge e lo si commenta insieme. A noi raccontano anche cosa hanno fatto durante la giornata, ci fanno vedere i lavoretti e sono sempre disponibili ad una chiacchierata (ieri la maestra D. mi ha anche cantato le parole della canzoncina più gettonata del momento, che io non conoscevo). Non so se facciano così con tutte le mamme, penso ci sia anche qualcuna che prende il bimbo e fugge via….
    -Episodio 4: Sono d’accordissimo!!! Figuriamoci, noi lo abbiamo proibito tassativamente anche alla nonna, che sottobanco allungava caramelle!!! Più tardi le scoprono e meglio è!Qui secondo me devi parlarne con loro, magari nel contesto era una buona cosa (che ne so, premio per aver svolto bene qualche attività…bisogna sempre cercare di contestualizzare, anche l’episodio del lancio della macchinina…magari l’ha tirata addosso ad un bambino, vai a sapere)…spero di averti aiutata! 😉

  • MammaMoglieDonna ha detto:

    Una cosa è certa. Devo parlare con loro. Devo instaurare quel contatto che loro al momento rifuggono, per stanchezza o superficialità o pigrizia. Magari pensano che preferisco correre via senza troppe chiacchiere, ma nel mio caso non è così e quindi vorrei qualche spiegazione in più. Le insegnanti di tua figlia sono un sogno!

  • BISmamma ha detto:

    Assolutamente devi parlare con loro, spiegare chiaramente quello che vuoi e non vuoi per TUO figlio! Oggi purtroppo la maggior parte delle persone non ha tempo di parlare….è tutto un corri corri generale….e chissà che loro non siano state portate proprio dai genitori frettolosi ad essere cosi “stringate”!!

    Le caramelle??? Io ho iniziato con il dentista che ero piccolissima….e stamattina è stata la prima persona che ho visto dopo i miei figli, mio marito e mia madre.
    Non so se la colpa sia stata delle caramelle (che sicuramente avrò mangiato anche all’età di Filippo) ma una cosa è certa….se non permetti a queste maestre di fargliele conoscere….è decisamente meglio!

  • MammaMoglieDonna ha detto:

    Stamattina mi hanno dedicato un po’ di tempo ed è stato proprio Filippo ad aprirmi la strada: mentre entravamo i raccontava di come Stefano fosse stato cattivo il giorno prima con lui. La maestra lo sente e gli fa “e racconti a mamma come ti comporti tu?” e io “si, ma qualche volta mi piacerebbe avere un momento per parlarne anche con voi” e così abbiamo iniziato a parlare.
    Mi hanno raccontato un po’ in generale come vive il nido e l’interazione con gli altri bambini.
    Ho spiegato che mi piacerebbe avere più momenti per parlare di come vanno le cose e lei si è scusata del fatto che “spesso” (sempre in realtà)non possono dedicare tempo alle mamme, ma pare che estraniarsi a parlare con una mamma faccia loro perdere il controllo sui bambini, controllo che poi si recupera con difficoltà.
    Mi hanno detto che martedì c’è una riunione e lì avremo certamente occasione di parlare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *