Tradizioni e nostalgia

Il post di MammaGiochiamo mi fa trovare il coraggio per scavare dentro di me e raccontarvi di quando ero bambina e cosa era questo giorno per me bambina.
Sono cresciuta in un piccolo paese tra le montagne in provincia di L’Aquila e lì gli allevatori di animali erano molti, almeno quando io ero bambina. C’erano pecore, mucche, capre, cavalli, asinelli, cani, gatti… insomma sono cresciuta un po’ come Heidi… E la festa di Sant’Antonio era molto sentita. La tradizione voleva che gli animali fossero condotti davanti alla chiesa per essere benedetti e poi ogni famiglia per propiziarsi i favori del Santo offriva pane o soldini ai bimbi che passavano a chiedere. Una specie di dolcetto scherzetto ma più seriosa. E noi piccoletti, armati di federe di cuscino (era lì dentro che raccoglievamo il pane) e marsupio legato in vita uscivamo a piccoli gruppi e giravamo a piedi tutto il paese riempendo i nostri sacchi come dei piccoli babbi natali. Finito il giro ci si trovava a casa di uno dei bimbi del gruppo e si contavano i soldini facendo a gara per chi ne aveva di più. Si perché se in alcune case eravamo trattati tutti allo stesso modo, quando si visitavano le case di parenti o amici, si veniva trattati con riguardo, quindi poteva capitare che qualcuno avesse più soldini di altri.Che soddisfazione riempire i salvadanai arrivati a sera! Era una vera festa per noi!
Oggi il paese si è un po’ spopolato, ma la tradizione è ancora molto sentita, anche da chi non ha più animali o non li ha mai avuti. E i bimbi vanno ancora in giro a raccogliere pane e soldi, ora sono in giro, piccoli e meno piccoli, nonostante il freddo e il ghiaccio per le strade. Mi piacerebbe far vivere a Filippo questa avventura tra qualche anno, sono sicura che si divertirebbe un sacco… spero che la tradizione si mantenga abbastanza da permettergli di prendevi parte. Aspettatelo, ok?

4 Comments

  • Micaela ha detto:

    Questa cosa non la conoscevo, bella davvero!

  • MammaMoglieDonna ha detto:

    @Micaela: Sai, sono quelle tradizioni della cultura italiana che sono vive solo in piccoli paesini, come il mio, in cui ancora è molto presente l’attaccamento ad esse. Quanti ricordi…

  • MammaGiochiamo? ha detto:

    spero vivamente anche io che le tradizioni durino nel tempo, per non vivere solo di futile, ma per credere in qualcosa di piu profondo, per far fivere ai nostri bimbi il piacera dell’attesa di un giorno speciale, e per avere anche loro da grandi ricordi e nostalgie da tramandare a loro volta ai loro figli.
    Noi come genitori, dobbiamo almeno mantenere vive le tradizioni di famiglia e perchè no!? anche crearne di nuove.
    Un abbraccio Jessica

  • MammaMoglieDonna ha detto:

    @MammaGiochiamo: quanto hai ragione! Intendo impegnarmi su questo fronte, perché le tradizioni sono la nostra storia personale e senza storia cosa siamo? Il piacere dell’attesa di un momento speciale è qualcosa di molto bello, voglio trasmetterlo, anzi regalarlo a mio figlio introducendolo a queste tradizioni.

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