Mettere in guardia i bambini. QUESTO SONO IO

Una volta in una libreria per bambini mi sono imbattuta in questo libro

 

che svela ai  bambini il segreto e la meraviglia di crescere: dalla pancia della mamma alle scoperta di sé, dalle prime relazioni sociali alla nascita delle amicizie. Spiega ai bambini come riconoscere le loro emozioni, come capire e rispettare quelle degli altri. Inoltre li esorta a condividere sempre quello che hanno dentro con i loro cari: raccontare a mamma e papà le loro paure, le loro gioie, i successi e i fallimenti.
Ho subito pensato che lo avrei comprato prima o poi.

Mio figlio è un bambino molto socievole e curioso. Non ha paura di nessuno. Non nega un sorriso e una parola a nessuno, anche se non lo conosce, anzi, spesso è lui stesso ad attaccar bottone. E questo se da un lato ora mi fa sorridere e mi piace, dall’altro mi preoccupa molto perché temo che metterlo in guardia dalle brutture del mondo, comporterà in qualche modo uno snaturamento di questo suo splendido modo di essere.E questo mi dispiace.

Ma come si può non spiegare loro certe cose?

Certo, come dice Equazioni “Non vogliamo che cresca triste e sfiduciato, e nemmeno cinico e pieno di rabbia. Vogliamo che riesca sempre a vedere del buono e del bello nel mondo e nelle persone.  Vogliamo che tra tutta la miseria del mondo, sia sempre in grado di sorridere, di ridere e di meravigliarsi.”

Possiamo provare ad insegnare loro ad ascoltare il campanellino interiore ” Perchè tutti abbiamo una sorta di campanellino, che comincia a suonare, per quanto in sordina, quando determinati comportamenti posti in essere da una persona ci fanno sentire a disagio… il campanellino non va mai ignorato; se ne parla con papà e mamma…”
Io vorrei non dovergli togliere la sua innocenza. Vorrei che bastasse dirgli e soprattutto dimostrargli sempre, ogni giorno, che può sempre contare sulla mamma. Che alla mamma può dire qualsiasi cosa, perché la mamma lo capisce, lo aiuta e non lo giudica.
Comunque una cosa è certa, non possiamo mettere la testa sotto la sabbia e sperare che le brutte cose non capitino a noi, dobbiamo renderli consapevoli che esistono delle brutte cose, senza però togliere loro la speranza in un futuro migliore.
Nonostante tutto i nostri bambini devono poter credere nella possibilità di cambiare il mondo. Altrimenti siamo finiti!
 

6 Comments

  • serenamanontroppo ha detto:

    Questo è un tema delicato, su cui anch’io ogni tanto mi interrogo.
    Il mio principale interrogativo è come conciliare il renderli consapevoli e non togliergli l’innocenza…questo libro potrebbe essere una buona guida.

  • MammaMoglieDonna ha detto:

    E’ proprio questo il tema su cui mi piacerebbe ci confrontassimo. Come possiamo metterli in guardia senza snaturarli?

  • Corie ha detto:

    io penso che durante la crescita ci sono delle situazioni e degli spunti che cominciano a metterli in guardia.
    Perché devo camminare con la mano a mamma e papà?
    Perché non mi posso allontanare quando siamo al parco?
    Perchè mamma non risponde quando le fanno un complimento per strada? (ammesso che succeda più… )
    E così piano piano li cominciamo a rendere consapevoli.
    allo stesso tempo dobbiamo invece insistere sul valore dell’amicizia e sulla nostra relazione con loro. Quello é il posto della confidenza, sia mentale che fisica.
    Scusa la prolissità , ma come puoi ben immaginare é un argomento che mi sta molto a cuore, come tutte credo.

  • MammaMoglieDonna ha detto:

    @Corie: grazie a te per essere intervenuta. La tua idea è sicuramente praticabile: cogliere le occasioni che si presentano per spiegare qualche concetto più complicato.

  • Davide - Equazioni ha detto:

    eh. si! è proprio una complessa questione di equilibrio tra il mettere la testa nella sabbia e soffocarli nella paura sbattendogli in faccià la realtà (che fortunatamente è solo una piccola parte di realtà).
    bel post. e grazie del link!

  • MammaMoglieDonna ha detto:

    @Davide: Prego! Dovere!

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