Progetto famiglia – Mulino Bianco cercasi…

Il mio progetto famiglia nasce molto tempo fa, forse ero ancora una bambina quando giocavo con le barbie e la mia barbie California sposava il Ken della mia amica Michela e dalla loro unione nascevano due bellissimi bambini: l’autista dei lego del mio fratellino e poochie (ex timbro di mia sorella).
Un maschietto e una femminuccia.

Si, sarà colpa di mia mamma che mi ha cresciuto a tarallucci, crostatine e tegolini del Mulino Bianco, ma il mio progetto famiglia coincideva con la famiglia del Mulino Bianco: nella loro casa regna sempre l’armonia, la mamma e il papà vivono senza incomprensioni, i bambini non litigano mai, si svegliano senza far storie, fanno colazione in tempi record e sono subito pronti per uscire, e poi splende sempre il sole, il cielo è azzurro e l’erba fresca e profumata!
Quanto la mia famiglia è distante dal modello? Forse sarebbe meglio chiedersi se ha senso darsi un modello di questo tipo. Certo chi non la vorrebbe una famiglia così? Ma la domanda è, può esistere una famiglia cosi? Io penso di no!
Io e mio marito ci amiamo moltissimo, il nostro rapporto ha superato l’esaurimento di sua madre, la lontananza, la precarietà lavorativa sua, la costruzione di una casa, l’arrivo di un figlio. Si, anche l’arrivo di Filippo perché nonostante tutta la gioia che ha portato nella nostra vita e seppur desiderato con tutto il cuore e concepito “nel momento giusto“, il suo arrivo ci ha sconvolto come un tornado! Le notti insonni, il cocktail di stanchezza, spossatezza, senso di inadeguatezza, l’assenza di aiuti intorno in grado di toglierci il bambino anche solo per un paio d’ore, hanno finito per allontanarci, abbiamo smesso di essere amanti, amici, complici, siamo diventati conviventi e poi conviventi insofferenti.. Credo ci sia stato un momento in cui abbiamo toccato il fondo, a Santa Maria di Leuca, nel giugno scorso. Da lì siamo ripartiti con la consapevolezza di poter contare su un solido sentimento che valeva la pena di riscoprire, ma anche di avere un cammino faticoso da compiere, fatto di piccoli passi l’uno verso l’altra e di tanti passi da fare nella stessa direzione, quella del nostro progetto di famiglia, che non è più quello del Mulino Bianco, ma quello in cui i componenti si amano, si rispettano, si urlano contro se ne sentono il bisogno, ma poi si chiedono scusa e si perdonano perché si stimano e si comprendono. Persone vere, fatte di sentimenti sempre validi e sempre da accettare. Oggi siamo questo, persone che si confrontano, che si incazzano, che si divertono insieme nella consapevolezza che la direzione è quella giusta e le motivazioni sono molto forti.

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9 Comments

  • Tra le foglie del mio giardino ha detto:

    Io non lo so se esiste la famiglia del mulino bianco…ma credo che ognuno debba farsi la sua famiglia del mulino bianco, nel senso che non importa se nella realtà magari non c’è il sole, si può essere felici anche in un’orrenda giornata piovosa insieme a chi si ama; non importa se la stanchezza delle notti insonni si fa sentire, si può trovare sollievo in un caffè caldo bevuto accanto ad un altro caffè caldo e ad un biberon di latte. Voglio dire, penso che la famiglia del mulino bianco, sia o no davvero delmulino bianco, ci se la costruisce giorno dopo giorno insieme, come dici tu. Certo è che io non concepisco tante delle mie amiche che si lamentano in continuazione dei mariti e insultano i figli perchè “non fanno i bravi”…ma che senso ha?! Pare che il marito invece che sposarselo per amore gliel’abbia appioppato qualcun’altro e che i figli invece di averli avuti siano capitati per caso per distruggergli la vita, ecco io questo proprio non lo sopporto. Non so sarò strana io ma io davvero mi sento di ringraziare ogni singolo istante per avere accanto mio marito proprio esattamente com’è e i miei bimbi proprio esattamente come sono.

  • Corie ha detto:

    Anche io sono crescita con il modello del Mulino Bianco, e con due genitori che si amavano molto.
    Sposandomi ho capito che non c’é nulla di scontato, e che l’amore costa fatica, altroché!!!!!
    E ho capito che quello chwe andava bene per i miei, o per le mie amiche non poteva funzionare con me e Paul. E ho capito che devo trovare un NOSTRO equilibrio, e che questo richiede una gran dose di pazienza e originalità.
    Detto questo ogni girono bisogna fare il tifo per la propria famiglia, per far felici noi e i nostri bimbi.

  • MammaMoglieDonna ha detto:

    @Tra le foglie del mio giardino: Condivido in pieno quello che hai scritto! La famiglia va costruita giorno dopo giorno, passo dopo passo, senza mai dare nulla per scontato e ringraziando per ogni singolo istante insieme.
    @Corie: Bellissimo anche il tuo commento: l’amore costa fatica eccome, ma ne vale la pena eccome!

  • Lizzina ha detto:

    Secondo me la famiglia è fatta di momenti belli, dolci, divertenti, ma anche di compromessi, pazienza, momenti difficili che vengono vissuti tutti insieme grazie all’amore, il rispetto, la stima che si prova gli uni verso gli altri che aiutano a cercare il giusto equilibrio.

  • MammaMoglieDonna ha detto:

    @Lizzina: è che a volte degli eventi esterni minano quell’equilibrio e allora bisogna ricordarsi del progetto di famiglia che si è scelto, che è più importante di tutto

  • Micaela ha detto:

    Non conoscendovi in profondità, posso dire quello che vedo io: una coppia solida e serena, che ha affrontato e affronta il mare in tempesta e ne usce vincitrice e consapevole di ciò che si deve affrontare quotidianamente. Quello che avete/state superando vi ha rinforzato ulteriormente.
    Ecco cosa vedo.

    E poi… CHE NOIA LA FAMIGLIA DEL MULINO BIANCO!!! NON SUCCEDE MAI NIENTE!!!!

  • Lizzina ha detto:

    Conosco bene il pericolo di eventi esterni negativi, sono i momenti difficili di cui parlavo e che, se affrontati insieme, possono essere superati anche se con sacrifici e difficoltà.

  • mammamedico ha detto:

    hai scritto delle cose molto sagge e molto vere. Quando mi sono sposata i “soliti simpaticoni” me lo sconsigliavano dicendomi il famoso detto “IL MATRIMONIO é LA TOMBA DELL’AMORE”. in realtà non è proprio così. spesso lo sono i figli. Amatissimi, desideratissimi. ma tutti ti parlano di notti insonni e di coliche (per fare un esempio), ma nessune ha il coraggio di parlare del cambiamento del rapporto con il patner. E si fa ancora più fatica perchè senza il confronto ti senti un’aliena!

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