Una cena speciale

Filippo alle 18.30 aveva 39 di febbre.

Ho avviato la cena con la consapevolezza di non avere nessuna speranza che cenasse.
In frigo c’era l’orata che non aveva mangiato la sera prima e ho pensato di trasformarla in polpette. 
Le ho cotte con un filo d’olio e poi ne ho messa 1 nel mio piatto e 1 nel suo. 
Ho fatto un numero uguale di pezzetti per me e per lui e ho messo in bocca un pezzetto solo quando lui ne prendeva uno. Ho masticato lentamente e non ho fatto a lui alcun invito a fare presto o a non distrarsi.

Abbiamo finito serenamente i nostri pezzettini e quando gli ho proposto di bissare, lui ha accettato. Abbiamo mangiato la seconda polpettina con lo stesso procedimento. Quando gli ho detto che ne volevo ancora una, lui ha detto “io no mamma”. “Ok, però mi fai compagnia?” e lui “ma io voglio andare di là” e io “mi aiuti allora, così facciamo prima” io pensavo a qualcosa del tipo ‘facciamo un po’ ciascuno’, mentre lui ha preso ad imboccarmi. L’ho lasciato fare e poi gli ho detto “perché non facciamo un po‘ ciascuno così facciamo prima?” incredibile, ma ha preso la sua forchetta e ha iniziato a prendersi un pezzettino mentre con la mia imboccava me. E’ stato spassosissimo e alla fine ha mangiato più di quanto sperassi!!


Cosa ho imparato:
– che se non mi aspetto nulla è meglio
– che se gli metto poca roba nel piatto è meglio
– che se gli metto poca roba nel piatto è bello fare il bis
– che se mastico lentamente mi pesa di meno la sua lentezza
– che se non faccio la mammina (rompina) ottengo di più!

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