Un ciclo che si chiude

Abbiamo parlato tante volte dei problemi di insufficienza di poste nelle strutture pubbliche per quanto riguarda l’asilo nido e la scuola dell’infanzia.Dopo un anno di nido privato e uno di nido comunale, Filippo oggi saluta la sua parentesi nel pubblico e si appresta a tornare nel privato a settembre.
Oggi il suo ultimo giorno di nido. Per lui che non se ne rende conto del tutto, ovviamente. Per me che penso che non vedrà più le sue maestre con tutti i loro pregi e difetti, ma soprattutto che non vedrà più i suoi amichetti fatta eccezione di due o tre che vivono nel quartiere e che incontriamo ai giardinetti.
Sono sicura che non sarà un trauma per lui, forse per settembre avrà già dimenticato i loro volti e i loro nomi, ma a me oggi, non sembra giusto che lui non possa proseguire con loro il suo percorso scolastico.
So che si farà nuovi amici, che si troverà benissimo nell’asilo dei grandi, ma non posso fare a meno di pensare a quanti sacrifici emotivi chiediamo a questi piccoletti. Prima accettare la separazione dalla mamma che torna a lavoro, poi accettare di fidarsi delle educatrici di un nido, poi cambiare nido perché conviene economicamente alla famiglia e quindi cambiare amici ed educatrici e ora cambiare di nuovo tutto, dalla struttura alle insegnanti ai compagni di avventure. Ok, loro hanno mille risorse, l’importante è che abbiano dei punti fermi affettivi in famiglia, tutto vero, tutto verissimo.
Eppure oggi ho pianto.
Ho pianto mentre la maestra Anna se lo stringeva forte.
Ho pianto mentre baciava Marica
Ho pianto mentre diceva “buone vacanze” ai suoi amichetti.
Ho pianto e non è colpa degli ormoni!

6 Comments

  • valepi ha detto:

    🙁 la mia Princi inizierà l’asilo (pubblico) a settembre e anche lei dovrà salutare presto le maestre egli amichetti del nido (privato)

    quando ci penso mi viene il magone e quindi evito di non pensarci… rimando il problema ad agosto, quando chiuderanno… a volte penso che sarà un problema più suo che mio, altre volte mi rendo conto che anche se non parla o non piange o non chiede registra tutto e dopo un po’ riporta a galla tutto… non so come sarà per lei quest’esperienza… spero di riuscire a starle vicina se ne avrà bisogno…

  • sly ha detto:

    penso che i problemi ce li facciamo più noi adulti…io ho cambiato i miei figlioli dalla privata alla statale tra mille ansie e dubbi…è stato un anno fantastico..cami e fili adorano le nuove maestre e si son fatti tanti amichetti…io ora sono molto contenta!

  • Federicasole ha detto:

    hai davvero ragione…………me ne sto rendendo conto anch’io e mi dispiace e non so come proteggerla da quegli sbalzi e sacrifici emotivi adesso che la sto inserendo al nido privato!Appelliamoci alle loro risorse e speriamo che siano più forti di noi, io mi dò coraggio guardando gli altri bimbi che sembrano tranquilli anche se sono passati già da tutti questi cambi di cui parli tu!in bocca al lupo!bacioni a te e a Filippo!

  • vany ha detto:

    sai penso che tu abbia perfettamente ragione. per i bimbi è un lavorone emotivo tutto ciò.. e sta alla famiglia capire se va tutto bene! nel tuo caso penso sia così..
    io purtroppo non trovo un nido comunale qua.. o meglio. cè ma costa quanto il privato.. avevo iscritto mio figlio in un baby parking ma non ci voleva stare così non lho più portato.. e li ce ancora la sua roba!!!!!!

  • MammaMoglieDonna ha detto:

    @valepi: sono sicura che supererà la cosa alla grande! Loro sono veramente bravi ad adattarsi. Non so quanto questo gli costi, ma si adattano!
    @sly: non fatico a crederci. hai ragione.
    @Federicasole. non puoi proteggerla. Non c’è modo, puoi starle vicino quando ha bisogno di conferme, puoi abbracciarla quando lo chiede e dirle che la ami e che tu ci sei sempre. Per il resto ce la farà da sola.
    @vany: non conosco la tua esperienza nel dettaglio, ma tutti i bambini hanno difficoltà all’inizio, se pensi che sia il posto giusto per lui, insisti. Si ambienterà, te lo dico per esperienza (io non potevo scegliere!)

  • Micaela ha detto:

    Così però fai piangere pure me, eh…
    non oso immaginare a quante lacrime verserò pure io!

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