A Capodanno si buttano le cose vecchie

A capodanno bisogna disfarsi di qualcosa di vecchio, è una specie di rito scaramantico, il capodanno si vive infatti come un momento di passaggio: qualcosa finisce e qualcosa comincia e e allora ci liberiamo del vecchio, soprattutto quello che non ci è piaciuto dell’anno appena passato e accogliamo il nuovo speranzosi.
Non posso dire di essere una che butta facilmente, anzi, semmai il contrario. mi libero difficilmente degli oggetti, sono una nostalgica, tendo ad assimiliare l’oggetto al ricordo e ho paura che buttando l’uno io possa perdere anche l’altro.
Ma a fine anno il mio bilancio lo faccio sempre, che sia positivo o negativo, ho bisogno di fare progetti e di guardare avanti comunque sia andata.
E se guardo a questo anno che mi lascio alle spalle, ecco cosa butterei..

La nostra esperienza alla scuola statale: il passaggio dalla scuola privata alla scuola pubblica e per giunta statale è stato per me un vero dramma: abbiamo dovuto rinunciare ai corsi di teatro, di inglese, di musica, alle recite in costume a teatro, alle maestre giovani, sorridenti e sempre disponibili, per passare alle forniture di materiale didattico, dai libri ai colori, ai cartoncini, alla carta igienica, alle maestre frustrate dai tagli alla scuola o dai tanti problemi del sistema scolastico italiano, o dai cavoli loro che addirittura rinunciano alla recita scolastica e alla loro “vocazione”.
Purtroppo non riesco ad apprezzare questa scuola e mi rendo conto che è a causa delle insegnanti, delle loro sparate su mio figlio, perché ormai la scuola italiana è messa talmente male che le cose vanno bene solo se le insegnanti di loro pugno, decidono di fare cose, prendere iniziative, rimanere fedeli alla loro vocazione con spirito di sacrificio e di abnegazione. Mi rendo conto di quanto sia ingiusto, posso sforzarmi di mettermi nei loro panni e di vedere le cose dalla loro prospettiva, ma non riesco comunque a giustificarle perché rimango dalla parte dei bambini che hanno diritto ad una scuola positiva, costruttiva, educativa nel senso vero della parola.

Le bronchiti di Edoardo: ci hanno rovinato le vacanze estive costringendoci alla clausura proprio nella parte centrale dell’estate, quella più bella e spassosa… e ora l’incubo sembra tornare… ecco, delle bronchiti, delle corse al pronto soccorso, delle notti passate a sentire il suo respiro affannoso, farei volentieri a meno.

Ma più di tutto butterei le incomprensioni con mio marito che ci hanno angustiato troppe volte questo anno. L’arrivo di Filippo nella nostra vita aveva dato uno scossone al nostro rapporto, l’arrivo di Edoardo è stato un ciclone.. ci ha travolti con tutti i problemi annessi alla gravidanza e ai postumi del cesareo e poi la gestione di un menage a 4 senza aiuti esterni. Abbiamo provato a contare solo sulle nostre forze e per un po’ ha funzionato, ma ci ha logorato: la sera troppo stanchi anche solo per parlare, ci siamo lasciati vivere senza pensare a NOI.. Adesso abbiamo una persona che ci aiuta in casa e anche se per poco, devo dire che per me è di grande sollievo. Decidere di prenderla è stato decidere di dare una svolta, di rassegnarci a farci aiutare per essere più sereni. Spero di poter usare questa serenità a beneficio della mia famiglia e del mio matrimonio.
E a questo punto…
 …per il nuovo anno chiederei, come tutti, la salute per me e i miei cari, l’amore, la pazienza, il tempo da passare con le persone che amo e perché no. qualche soddisfazione professionale!

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