Albero di Natale tra Tradizione e storia, la mia…

 

L’albero di Natale è per me il simbolo del Natale.
In casa mia il rituale della preparazione dell’albero è sempre stato magico… Quando ero bambina addobbavamo un albero rigorosamente vero: mio padre, un vero papà green, lo portava a casa, trovava il vaso giusto in cui metterlo e poi andava in cantina a prendere il necessario mentre io e i miei fratelli aspettavamo toccando l’alberello e pizzicandoci con i suoi aghi… Quando arrivava la scatola con le palline spacchettavamo, mettevamo in fila e ci raccontavamo l’uno l’altro quale ci piaceva di più e perchè… Ognuno appendeva all’albero le sue preferite… era un albero multicolore come se ne vedono pochi ormai.. le lucine erano minuscole campanelle colorate e ogni anno ce n’era una da sostituire perché il filo si accendesse, ma quando finalmente accadeva mi sembravano più belle che mai!
Facevamo anche il presepe col muschio vero e la capanna di legno costruita da mio padre.
Il mio albero di Natale parla di me e della mia famiglia, di noi quattro che prima eravamo due, poi tre e ora quattro.
Il mio albero è arrivato a casa nostra per il primo Natale con mio marito, nel 2004, è un albero finto, non sono una mamma green, ma mi piaceva l’idea di avere un albero che ci accompagnasse negli anni, che raccontasse la nostra storia… e poi quelli veri pungono!
Gli addobbi sono stati aggiunti anno dopo anno… Non riesco a fare a meno di loro… raccontano di me, di noi..
Questa è la prima palla, è sul mio albero sin dal primo Natale.
Questa campanella me la son portata da Cuba nel novembre 2007 insieme al mio Filippo…
I fiocchi li ho fatti il primo anno, con i nastri comprati insieme all’albero fuori dal Warner Village di Parco de’Medici…
I fiori vengono da piazza Navona, anno dopo anno…
come questi…
le altre due palle credo vengano dalla coop di qualche anno fa
Questa palla l’abbiamo aquistata nel dicembre 2007 dopo il test di gravidanza: io sentivo che sarebbe stato un maschietto, il mio Filippo, ma siccome già pensavo che i colori fossero asessuati, l’ho presa blu, pensando che a Flavia (se fosse arrivata una bambina) sarebbe andata bene lo stesso.
Questa invece, decisamente kitsch l’ho presa a piazza Navona l’anno scorso la prima volta con Edoardo ancora in carrozzina è un omaggio a lui e a quella giornata.
Questo piccolo angelo è un regalo che feci a mio marito quando eravamo fidanzati  pensando al giorno in cui l’avrei appeso al nostro albero.
E questo un presepino regalatoci da un’amica il nostro primo Natale da sposi
Quest’anno ho avuto due aiutanti d’eccezione, mi è piaciuto farmi aiutare da Filippo e anche avere Edo tra i piedi perché mi piace l’idea che possano fare loro questa splendida tradizione, che possano innamorarsi del Natale e ricordarsi di questi momenti quando saranno grandi e avranno il loro albero di Natale.
In queste foto armeggiano con i personaggi del presepe di legno della Sevi
che ho comprato per loro l’anno scorso…
Sul nostro albero, come vuole la tradizione, c’è una stella,
simbolo della stella cometa, che viene da Pisa, dicembre 2010
Da un paio d’anni, una volta completato l’albero, io e Filippo ci sediamo sul divano e leggiamo Il viaggio di una stella il libro a fisarmonica di Natale dei Topipittori, ci lasciamo avvolgere dalla magia del racconto e dalla suggestione delle immagini e quando leggiamo le parole…
…e la stella capì che il suo viaggio era finito.
Così, scivolando nell’oscurità, raggiunse la cima di un albero e vi si posò.
Ancora oggi, la notte di Natale, chi volesse vedere la stella, la trova lassù.
Prendo in braccio Filippo e lascio che sia lui ad appendere la stella sulla punta del nostro albero.

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