Cose che non vedo dalla mia finestra – Venerdì del Libro con Topipittori

cose che non vedo dalla mia finestra

Scrivere la recensione di questo libro non è stato affatto facile.

Ce l’abbiamo da un po’ e ho visto Filippo sfogliarlo diverse volte, ma ancora non lo avevamo letto insieme. L’ho preso, l’ho guardato e ho pensato “come lo racconto?” Così ho chiamato Filippo e gli ho chiesto se questo libro gli fosse piaciuto. Molto! – mi ha detto sorridendo. Allo raccontamelo – ho detto io.
Abbiamo iniziato a sfogliarlo insieme e lui a spiegarmi le cose che vedeva…
Animali che si sono nascosti.
E perché? – chiedo io.
Per giocare a nascondino!
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 Persone che guardano.

Cosa? – chiedo io.

La partita allo stadio

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 Libri. Mamma questo sembra quello della stellina che leggiamo a Natale!!!

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Anatre che attraversano la strada, papà anatra sta davanti e qui dietro questo quadrato c’è un’anatra che si è nascosta.

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Capre che camminano su due zampe
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Mare in tempesta

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Mamma guarda la bambina che parola grande che dice?! E il bambino che parola piccola!?

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Oh… Piove!!

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Mamma quaggiù ci sono macchie di leopardo e di ghepardo… e qui,questo è un tirannosauro… sono macchie di tirannosauro!!
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Questo è papà mio, questa zia Giusy, questo Edo, … questa mamma mia.

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Qui c’è una capra nascosta. Qui un grillo, qui un’ape e qui una tigre…

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Caramelle

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 Animali che giocano. A cosa chiedo? Hai visto cos’hanno in testa… ci pensa e poi.. A non ascoltare.

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mamma mia

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Questa è una Tigre con gli uccelli che gli fanno compagnia.

E questi segni cosa sono? – chiedo

Pioggia, si son sbagliati a farla gialla.

E se non fosse pioggia? – chiedo.

Raggi. No, è pioggia. Mamma quando la pioggia è gialla che vuol dire?

Non so – rispondo.

Forse che tramonta la pioggia. 

Ecco, spero che Giovanna Zoboli non me ne voglia per non aver letto il suo splendido testo e aver preferito farmelo raccontare da Filippo, ma volevo capire lo spirito con cui un bambino approccia un libro del genre.
E’ un libro immagini fluttuanti, di scarabocchi, di situazioni volutamente incompiute, sapientemente illustrato da Guido Scarabotto in cui i bambini possono vedere quel che vogliono, immaginare, inventare.
Il testo di Giovanna Zoboli è dunque superfluo? Certo che no!
Ad una prima lettura mi è piaciuta l’idea di mettere alla prova l’immaginazione di Filippo, senza condizionamenti. Ed è stato divertente, ma accompagnare le immagini con la descrizione dell’autrice è come chiudere il cerchio, definire l’indefinibile, mettere la cornice al quadro, tutto torna o tutto viene sconvolto e reinventato.
Quel che conta è aver messo in moto l’immaginazione. Aver guardato oltre la finestra e aver trovato oltre quello che c’è, quello che non c’è.
Non era a questo che ambiva l’autrice quando diceva in un’intervistaDalla propria finestra ognuno di noi vede pochissimo del mondo. Ecco, forse è proprio questo, invitare a guardare le cose anche le meno visibili, appariscenti, funzionali, oppure al contrario eccezionali, ma che non si sanno più guardare per via dell’abitudine”?

 

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