L’orologio delle emozioni

Qualche giorno fa vi raccontavo di Filippo e di come ultimamente sia preso dalle attività creative in solitaria.
Ha voglia di fare, di disegnare, tagliare, incollare e poca,pochissima voglia di farsi guidare in queste cose.
Noi siamo organizzati così. a sua disposizione, in uno dei ripiani più alti dello scaffale della stanza dei giochi c’è una scatola con tutti i colori di uso quotidiano a spirito e a legno, e una pila di fogli riciclati che io porto a casa dall’ufficio.
Il resto del materiale creativo, dai fogli colorati ai cartoncini, dai colori a tempera ai pennelli, alle forbici, la colla e quant’altro, sono tenuti in una scatola nel mio mobile scrivania. Quando Filippo vuole cimentarsi in attività creative diverse dal disegno, chiede e io gli “apparecchio” la penisola in cucina così che sia al riparo dalle ingerenze del fratellino curioso e a volte fastidioso.
Quando posso io sono lì accanto a lui, anche solo per guardare, quando non posso, lo lascio libero di fare finché non chiede il mio aiuto, un consiglio o semplicemente viene a farmi vedere quanto realizzato.
E’ un’emozione per me ogni volta vedere quello che è capace di fare, non tanto per la perfezione della realizzazione, quanto per l’idea, la creatività, la lucidità di certe scelte e di certi dettagli.
E’ il caso di una delle sue ultime creazioni:
  L’OROLOGIO DELLE FACCINE:  “mamma funziona che quando sei triste metti sulla faccina triste, quando sei contento metti sulla faccina contento
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in realtà altro non è se non l’orologio delle emozioni: un orologio con al posto delle ore e i minuti, bambini il cui viso esprime un sentimento, una emozione.
Ha disegnato gli omini e poi li ha incollati su un cartoncino giallo.
Io ho aggiunto la freccia e tagliato il foglio per farlo diventare quadrato.
Non sono una meraviglia queste faccine?!?
Sono stata molto contenta di vedere la sua opera, penso che sia stato un buon esercizio per lui quello di mettere a fuoco i vari stati d’animo e le espressioni ad essi connesse, per poi rappresentarli sull’orologio.
Contento

Contento

Triste

Triste

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spavaldo

Qui c'è il cuore perché vuole le coccole!

Qui c’è il cuore perché vuole le coccole!

Se vi va, potete cimentarvi anche voi con i vostri bambini a costruire un orologio delle emozioni.
Se invece ne volete uno già fatto, come questo,

ma soprattutto volete capire a cosa serve e come si usa un SENTIMENTOMETRO… allora dovete procurarvi il libro Oggi mi sento così, Ed. Mondadori

Il libro  Oggi mi sento così parla di emozioni e le si descrive attraverso il racconto di situazioni tipiche in cui certe emozioni si provano, per aiutare i bambini a riconoscerle, ad indentificarle e a chiamarle col loro nome, sviluppando così la loro intelligenza emotiva.

Di intelligenza emotiva vi ho parlato in altri post, e per me parlarne una volta in più non è che un piacere. Io credo nell’importanza di educare i bambini a riconoscere, accettare ed esprimere le loro emozioni, positive o negative. Alcune emozioni sono belle nel senso che provarle è piacevole, altre lo sono meno, ma i bambini devono imparare ad accettare che esistono e soprattutto a gestirle.
Imparare a controllare le proprio esplosioni di rabbia o di pianto, è sano e costruttivo.
Questo libro può essere un valido supporto: Didi e Zoe aiutano i lettori a capire e a raccontare di che umore si sentono ogni giorno in vari esempi di diverse tipiche situazioni della vita di tutti i giorni.

quando mangia il gelato, quando gioca con il suo papà, quando va in piscina… Didi è allegro. E tu quando ti senti allegro”

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Quando gli cade il gelato, o quando Zoe non vuole giocare con lui. Didi è triste. E tu quando ti senti triste?

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Quando canta la ninna nanna al fratellino, quando abbraccia la mamma, quando consola Didi, Zoe è affettuosa. E tu quando sei affettuoso?

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I bambini si riconoscono nelle scene presentate ed è bello sentire il loro tono eccitato e partecipativo quando esprimono la loro opinione sulla situazione o mostrano di aver capito attraverso esempi concreti.
Il libro descrive anche situazioni empatiche, ovvero scene in cui uno dei due protagonisti prova dei sentimenti a seguito di situazioni che “capitano” all’altro protagonista. E anche l’empatia è, a mio avviso, un sentimento da valorizzare e da rafforzare nei bambini che ce l’ hanno già innata.
Ma la cosa più meravigliosa in assoluto è l’invito al bambino a non esternare i suoi sentimenti negativi con comportamenti estremi quali calci, pugni e pianti disperati, ma a sedersi e riflettere per poi parlarne con qualcuno (ad es. la mamma) e cercare insieme una soluzione. Un vero invito a quello che si chiama Allenamento Emotivo.

Un libro bello, ben fatto, molto costruttivo, che vi metterà tra le mani lo strumento per allenare i vostri figli ed educarli nell’ambito più importante della vita, l’educazione emotiva. Perché se cresceranno consapevoli delle loro emozioni e capaci di gestirle, saranno adulti più felici, in grado di accettare, affrontare e superare anche le situazioni più difficili.

 

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