Lo sviluppo del bambino dopo l’anno… a che punto siamo

Tu, tu col cappellino di lana perché papà ha sempre paura che prendi freddo…
Edoardo-un-anno-MammaMoglieDonna
Tu che sali e scendi dal cavallo e fai cloc cloc… e hiiiiii, per simularne il verso
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Tu che hai da poco compiuto 1 anno e hai deciso che nonostante questo puoi fare tutto quello che fa tuo fratello di 4 anni, compreso mangiare con la forchetta dei grandi
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 Tu che non ti separi mai dalla tua giraffa “tattà”
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 tu che adori la pappa, mangiarla, prepararla…
Edoardo-un-anno-MammaMoglieDonna
 tu che lavi le manine da solo…
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 tu che smonti la casa e “chi se ne importa perché tanto mi ci rotolo così bene in mezzo a questo macello...!”

Edoardo-un-anno-MammaMoglieDonna
Tu, proprio tu con quegli occhietti furbi lì… lo sai che ti amo!?
Il mio piccoletto sta crescendo giorno dopo giorno: l’aquisitizione di nuove competenze, le sue conquiste mi meravigliano come fosse la prima volta.. perché in effetti è la prima volta, perchè è la prima volta con Edoardo, perché è vero che ogni bambino è diverso, che ogni figlio è diverso, anche se ha la stessa mamma, la stessa famiglia, la stessa casa e perfino gli stessi giochi di un altro.
Ci sono tappe che sono comuni allo sviluppo del bambino dopo l’anno, conquiste che tra i 12 e i 18 mesi si raggiungono, chi prima e chi poi, dal camminare, al parlare, alla manualità fine, al mangiare sempre più “adulto”, ma ognuno ha il suo percorso, le sue attitudini, le sue preferenze, ognuno ha il suo passo.
 
Edo ha iniziato a camminare a 12 mesi,  dopo circa un mesetto di allenamento di “passetti-passetticon suo nonno, cui è seguita una fase di consolidamento caratterizzata da barcollamenti, bernoccoli, fino ai passi via via più fermi, alla capacità di frenare, di invertire la marcia, di camminare spedito.. 
Edo ha ormai un equilibrio invidiabile, cammina velocemente, si ferma a raccogliere oggetti, inverte il senso di marcia senza problemi.
Ha una passione per i libri di ogni forma e colore e non potrebbe essere altrimenti essendone circondato praticamente da quando è nato: stando a contato con i libri del fratellone non ho potuto evitare che ne sfogliasse, il che ovviamente ha portato a qualche vittima, ma ha anche fatto si che Edo iniziasse a sviluppare la capacità di sfogliare un libro per bimbi grandi a dimostrazione del fatto che l’allenamento è il modo migliore per educare in tutti i campi.
 
A differenza del fratellone adora impilare e infilare formine e palline, nonché incastrare e mettere e togliere tappi ai barattolini e oggetti uno dentro l’altro… Sembra un precisino… ma chissà…
 
Stando accanto al fratellone spesso intento a disegnare, ha imparato non solo a tenere in mano le matite ma anche a scarabocchiare a girarle dal verso giusto, a mettere e togliere il tappo ai colori a spirito. Potenza dei fratelli maggiori!
Sempre osservando il fratellone, ha imparato a salire e scendere dalla sediolina in bagno per lavarsi le manine: le strofina per lavarle e si lava il musetto imitando il fratellone e la scorsa domenica appena dentro la doccia senza che io dicessi nulla ha simultato di lavarsi i capelli… come fa il fratellone sotto la doccia.
 
Per quanto riguarda il linguaggio solo da qualhe giorno manifesta interesse per le parole e la loro ripetizione.
Sa riconoscere gli animali e imitarne il verso, adora le mucche, i cavalli, i cani… adora i peluche che fanno quasi tutti “ba-bba”.. come il cane, ma soprattutto più di tutto, adora la sua giraffa “tattà”, la sua copertina di linus di cui un giorno vi dirò…
Di solito la prima parola arriva intorno ai 10 mesi, Edo ha iniziato un po’ dopo con la parola “papà”!
Dice “nennennè” per dire ninne, “ta-ta” per dire ciao, “no-nna”(con la o chiusa che mi fa morire dal ridere) per dire nonna, dice “tatto” per dire gatto che fa un maooo dolcissimo, e poi “pappo” per dire tappo, “qua qua” per dire acqua e “pappà” per dire pappa…”bbbo” per dire Filippo, “papà” e “bapà” per chiamare il suo adorato papà
“e mamma?” chiedo io e lui sorride con quella faccia furbetta e dice “bapà!”

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