Se tu guardassi con il cuore oltre la disabilità

Antonella mi seguiva già da un po’… ho notato nei suoi commenti una sensibilità che mi attraeva.. c’è stata subito empatia, ma come spesso mi capita non ho il tempo giusto (o non sono capace di prendermelo) di ricambiare le visite, così non ero mai stata sul suo blog. La staffetta di blog in blog del mese scorso mi ha dato l’occasione di passa da lei e ho letto finalmente la sua storia.

Mattia - I colori dell'amore

La storia di Antonella e della sua maternità speciale mi ha fatto commuovere, ma soprattutto mi ha colpito per il suo modo combattivo di reagire. Non che non ne avessi mai viste, di mamme combattive, anzi, quando penso a situazioni del genere, la mia mente va sempre alla mia amica de panza, Isabella la mamma di Nina.
Ho vissuto la storia di Isabella passo passo, da quando è cominciata, da quando la malattia di Nina è arrivata nella sua vita come un fulmine a ciel sereno.
Nina è una bambina speciale, come lo è Mattia, il bimbo di Antonella.
Sono due bambini fortunati perché hanno mamme combattive che si rimboccano le maniche ogni giorno e fanno di tutto per rendere la loro vita migliore. Ma c’è una cosa che loro non possono fare: combattere contro il pregiudizio, l’indifferenza, la vigliaccheria di certe persone. Noi possiamo fare molto in questo senso,  crescendo bambini sempre più consapevoli che la diversità può essere una ricchezza, che un bambino speciale non è una condanna, ma un dono, che ti fa osservare la vita con tutt’altra prospettiva, che fa più azzurro il cielo azzurro e più verde i prati verdi.

Io voglio insegnare ai miei figli ad aiutare, a rispettare, ad amare i bambini con difficoltà e a prendere da loro tutto il bello che sanno darti. Io nel mio piccolo per esempio, ho scoperto che un sorriso di Nina è mooolto più caldo ed emozionante che il sorriso di un bambino qualunque.

I bambini per loro natura sono più bravi di noi adulti, non hanno mezze misure, son sinceri, leali, spontanei, curiosi difronte alla diversità. Dovremmo lasciarli liberi di guardare, di chiedere, di conoscere invece di allontanarli come molti fanno pensando di proteggerli o di proteggere l’oggetto della loro attenzione. La conoscenza è la vera arma contro la diversità, solo conoscendo si può accettare veramente e apprezzare veramente quello che un bambino con disabilità può dare.

E visto che adoro i libri per bambini, ve ne propongo un paio sul tema, con due protagonisti che vi entreranno nel cuore: Elmer l’elefante variopinto un elefante burlone che vuole essere come gli altri e alla fine scopre di non poter nascondere la sua vera natura neanche dietro la vernice grigia, e soprattutto il dolcissimo e tenerissimo Tico e le ali d’oro (un regalo di Isabella..!) l’uccellino nato senza ali che vive grazie alla solidarietà degli amici, che appena conquistate un paio d’ali d’oro se ne va per il mondo a donare piuma dopo piuma a chi ne ha bisogno per poi tornare dai suoi amici apparentemente uguale a loro, ma infondo molto diverso nelle esperienze e nei ricordi.

Questo post partecipa al contest Se tu guardassi con il cuore oltre la disabilità del blog I colori dell’amore.

 

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