Ricordando Giovanni Falcone

Ero a casa di mio zio quel giorno, c’era il sole ed era caldo, anche nel mio bel paesino di montagna, quando maggio era maggio e la primavera inoltrata era primavera.
Ero in camera di mia cugina seduta sul letto, forse leggevamo un diario, forse aspettavo che si cambiasse… questo dettaglio non lo ricordo.
Ricordo perfettamente che la radio suonava Mare Mare di Luca Carboni… mare mare mare che profumo di arrivare lì da te, da te, sto accelerando e adesso ormai ti prendo mare mare mare…
Forse l’ascoltavano anche loro.
Anche loro dovevano andare la mare a quanto pare, a Favignana, l’indomani.
Ad un certo punto la musica si interrompe e la radio dà la notizia.
Avevo 15 anni, ma non credo che sapessi davvero chi era e cosa faceva quel signore di cui parlavano… anche se mi resi conto perfettamente dell’enormità di quel gesto.
Ricordo che mi precipitai di sotto in soggiorno per chiedere a mio padre.
Mio padre e mio zio sedevano sul divano con la TV accesa, avevano facce che si commentavano da sole…
Erano sconvolti,  non rispondevano alle nostre domande, così anche noi ci sedemmo e ci incollammo davanti al televisore.
Non ricordo cosa provai in quel momento, le mie curiosità vennero soddisfatte solo più tardi e nei giorni a seguire. Solo poi insomma seppi chi era Giovanni Falcone e cosa aveva fatto per far arrabbiare quei mostri che lo avevano ucciso in modo così plateale, così devastante.
Forse quel giorno capii che ci sono uomini che vivono e lottano per quello in cui credono senza preoccuparsi delle conseguenze, che pur sentendosi “morto che cammina” continuano a camminare, tenendo dritta la testa e la schiena nonostante tutto.
Oggi gli assassini sono in galera, sappiamo tutto, chi ha deciso la sua morte, quando, chi ha premuto il grilletto, chi faceva da spalla, tutto, tutto. E loro, i mostri, pagano per quello che hanno fatto.
Ma nonostante ciò io in un giorno così non riesco a sentirmi soddisfatta e sollevata. Non so voi, ma in questo caso sapere che il colpevole sta pagando non mi basta. Anche perché quanti altri colpevoli ci sono per quelle morti? Come si incrociano con la storia d’Italia e della sua situazione attuale? Questo ancora non lo sappiamo.

Giovanni-Falcone-MammaMoglieDonna

Grazie Giovanni Falcone per il messaggio di speranza e di eroismo che mi hai trasmesso e che spero di trasmettere anche io ai miei figli un giorno ricordandoti.
E un modo per ricordarlo e farlo conoscere ai ragazzi di oggi, può essere attraverso la collana I grandissimi di Edizioni El
Falcone e Borsellino non avevano né spade magiche, né corni da caccia.
Avevano solo le leggi per combattere, e il loro coraggio. Tanto coraggio.

3 Comments

  • SILVY71 ha detto:

    Uomo immenso che ha veramente donato la sua vita per il bene di questo Paese oggi bistrattato da tutti.

  • Laura ha detto:

    Io tornavo da un allegra gita in bici quel giorno.Me lo ricordo fosse ieri.Mia nonna mi aspettava seria e imbronciata sul terrazzo di casa…il mio primo pensiero fu..oh mamma sono in ritardo…invece no: aveva saputo della notizia e voleva dirmela quanto prima ma nn c erano telefonini all epoca.
    Vidi tutti i servizi lessi gli articoli i libri…Il libro “cosa nostra” è sul mio comodino da allora…

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