Se fossi in montagna: la mia montagna

montagnaIo sono cresciuta in un piccolo paesino di montagna, un piccolo angolo di paradiso dove il tempo sembra non passare mai, dove le signore anziane sono quelle donne che son state bambine il secolo scorso, che son state educate al senso della famiglia, della tradizione, alla cultura della terra.

Un paese dove i bambini crescono per strada, liberi, senza paura, che si sbucciano un ginocchio e quasi neanche piangono, dove l’uomo nero non esiste.

Un posto idilliaco, se non fosse che poi cresci e a può capitare che ti stia stretto e che cominci a pensare che le tradizioni, le sicurezze calde, ma un po’ bigotte non ti soddisfano più e allora pensi di andartene e ci provi e te ne vai e cominci la tua nuova vita che non ha nulla in comune con la vecchia se non la tua famiglia che hai lasciato lì e la tua casa e le tue radici.

E allora passa il tempo, 10 anni e tu capisci che la tua montagna sarà sempre il tuo porto sicuro perché anche se te ne vai, te la porti dentro. Per sempre.

Per quanti chilometri tu possa fare, per quanto tu possa cambiare completamente vita, la montagna viene con te. Quando sei triste o semplicemente hai pensieri, il pensiero della tua montagna, della sua pace, il senso di immutabile certezza che certi scorci di mondo ti sanno dare, ti rasserena e per quanto duro possa essere il momento, sai che passerà perché tutto passa.

Solo lei non passa.

Se fossi in montagna, sarei al mio paesello, sarei tra le mie montagne e porterei con me i miei bambini perché voglio che imparino il senso della montagna, che capiscano la forza delle radici che solo la terra sa dare.

Con questo post partecipo al gioco di Trippando: #sefossiinmontagna

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