Giocare con Mirò: un foglio fatto di blu

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I bambini sono molto sensibili alla poesia delle cose. Avete mai visto con quanto interesse e devozione studiano un sassolino raccolto per strada? Vi siete mai incantati a guardare con loro una lumaca mentre si arrampica faticosamente su un muro?

I bambini sanno entusiasmarsi, sanno cogliere il bello delle piccole cose e amano sperimentare e riprodurre quello che vedono. Mirò era come i bambini, la sua arte partiva dall’osservazione della realtà per poi estraniarsi e volare con la fantasia verso una realtà parallela, la sua. Mirò si lasciava ispirare dalle piccole cose, da una macchia sul muro, da un filo che usciva dalla tela, da una granello di polvere.

Ho sempre bisogno di un punto di partenza, sia esso una macchia di polvere o uno squarcio di luce. Questa forma fa nascere una serie di cose, una ti conduce verso un’altra. Un pezzo di filo può dare inizio a un mondo. Trovo i miei titoli man mano che lavoro, allo stesso modo in cui sulle mie tele una cosa porta ad un’altra

Avevo presentato Mirò a Filippo in occasione dell’anniversario della nascita dell’artista e avevamo giocato con le sue opere già in quella occasione.  A Filippo era piaciuto molto, è uno di quegli artisti che riconosce a prima vista, per questo ho pensato di proporgli ancora Mirò, certa di incontrare il suo interesse. Questa volta siamo partiti da un libro, abbiamo letto insieme il libro Mirò e la poesia delle cose, edito da Art’è ragazzi nella collana Arte per Crescere 

Giocare-con-mirò-

La collana che porta la firma di Marco Dallari nasce per promuovere nei bambini e ragazzi l’interesse per l’arte attraverso libri ricchi di immagini, in cui l’arte è raccontata in maniera moderna, per nulla noiosa, attraverso storie, aneddoti, proposte di laboratori e attività interessanti che aiutano a capire l’opera dell’artista e a sperimentare il suo modo di vedere e di creare.

Leggendo questo bellissimo libro abbiamo letto la storia di Mirò e riflettuto sul fatto che un artista si porta dentro quello che vive, e anche la terra in cui nasce, ne caso di Mirò la vitale e gioiosa Catalogna, influenza le sue opere.

All’inizio del libro c’è un bellissimo racconto a proposito del fatto che Mirò amava chiamare in colori con i nomi sbagliati: chiamava il giallo verde, il rosso blu, l’arancio azzurro, il bianco, ovviamente, nero. Questo suo modo di fare faceva impazzire i suoi compagni di classe, mentre la sua maestra Elvira si dedicava giornalmente alla cura di questo problema e quando sembrava che tutto andasse finalmente nel verso giusto, Mirò fece un disegno….  E non vi dico nulla perché non voglio rovinarvi la sorpresa..

Vi racconto di questo bellissimo libro perché al suo interno abbiamo trovato una proposta per fare una bellissima attività per giocare con Mirò:

La prima parte di questa attività ha come obiettivo la realizzazione di un foglio fatto di blu.

Per Mirò il blu è il colore dei sogni, si parte dall’osservazione della realtà, da una ricerca su internet delle varie tonalità di blu esistenti e dalla raccolta di oggetti blu. Noi l’abbiamo fatta in casa, quindi i nostri oggetti blu sono prevalentemente giochi:

blu

Dopo averne osservato le gradazioni di colore abbiamo preso un foglio bianco, quattro piattini di plastica e le tempere: blu, giallo, rosso, bianco e nero.

Abbiamo disposto su ogni piattino un po’ di blu e poi lo abbiamo sfumato con ognuno dei 4 restanti colori aggiungendone via via di più.. in modo da ottenere tante gradazioni diverse di blu.

Una volta pronte le nostre tavolozze ci siamo divertiti a mettere i colori sulla nostra tela…

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con i pennelli e infine con le mani… perché volevamo che il nostro foglio fosse tutto blu…

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Ed ecco il risultato finale, il nostro foglio fatto di blu:

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Ma non è finita qui, ovviamente… su questo foglio creeremo la nostra poesia delle piccole cose

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