Oggetto transizionale – Edoardo e la giraffa

Edoardo e la giraffa si sono conosciuti circa un anno fa:  Edoardo stava per iniziare l’inserimento al nido e io volevo provare a rendergli le cose più semplici. Avevo letto tante volte di come i bambini sotto l’anno di età si affezionano ad un oggetto e si sentono sicuri quando possono tenerlo con loro, è il cosiddetto oggetto transizionale.

Il mio piccolino sin dalla nascita era sempre stato un bambino molto abitudinario, molto regolare, quello che Tracy Hogg definisce un bambino da manuale e avevo pensato che se gli avessi trovato un oggetto transizionale, forse per lui andare al nido sarebbe stato meno traumatico.

Ecco come è nata la storia d’amore tra Edo e la sua giraffa:

  • Ho scelto io la giraffa. Era un peluche di Filippo, comprato nel bazar del Bioparco di Roma un paio d’anni prima. Ho scelto la giraffa perché avendo il collo lungo aveva una presa facile e sicura anche per un piccoletto di 10 mesi.
  • Ho iniziato a proporgliela mentre lo cullavo prima di andare a letto. Lo tenevo in braccio e facevo in modo che lui stringesse tra le braccia la giraffa.
  • La mettevo nel letto insieme a lui addormentato e al risveglio enfatizzavo il fatto che lei fosse lì… facevo in modo che le coccole del risveglio includessero anche giraffa.
  • Il passo successivo, in concomitanza con l’inizio dell’inserimento, è stato quello di creare una routine per la messa a letto che coinvolgesse l’oggetto transizionale per metterlo nel lettino ancora sveglio con la giraffa, perché si addormentasse da solo.
  • Quando ero incinta, avevo comprato per lui un carillon che suona una musica molto delicata così ho creato una routine che prevede la giraffa, il carillon e il ciuccio.
  • La riuscita della routine era molto legata anche ad un uso corretto del ciuccio: era fondamentale perché tutto riuscisse, che lui non usasse il ciuccio durante il giorno, se non per dormire. Devo dire che ha funzionato quasi subito. Edoardo si era affezionato alla giraffa e la sua presenza lo tranquillizzava al punto che poteva addormentarsi da solo.
  • Quando ha iniziato a dormire al nido, ho proposto alle insegnanti la possibilità di portare la giraffa a scuola e loro l’hanno accolta volentieri. La giraffa è diventata la sua inseparabile amica: dormiva con lei, ma non solo, quando lo lasciavo la mattina, lui continuava a stringerla tra le sue manine paffute e in questo modo si tranquillizzava.

A distanza di un anno, sono molto contenta del rapporto che si è creato tra Edoardo e la giraffa. La sua “ATTIA” fa parte della routine della buonanotte: leggiamo un libro insieme al fratellone e poi ognuno del suo lettino, uno accanto all’altro: Filippo sceglie ogni sera un peluche diverso, Edoardo abbraccia la sua giraffa e chiede il ciuccio. Io do loro il bacino della buonanotte, gli auguro sogni d’oro, accendo il carillon e me ne vado, tranquilla.

La giraffa è un punto fermo per lui, a volte se ha bisogno di un po’ di relax o forse solo di compagnia, va nel suo lettino, la prende e se la porta con se, mentre sfoglia un libro o gira per casa. E’ così tenero! Sono i suoi momenti di relax, momenti appunto che poi passano e la piccola peste può tornare a combinare qualche guaio. Crescendo questi momenti sono sempre meno, ma che ci siano non mi dispiace, né mi preoccupa. Sono sicura che col tempo imparerà a fare a meno del suo oggetto transizionale, ma per ora, se lo aiuta ben venga.

E i vostri cuccioli? Hanno anche loro un oggetto transizionale? Avete mai pensato che questo potrebbe aiutarli ad affrontare l’inserimento al nido!?

Qualche informazione in più sull’oggetto transizionale qua e là sulla rete:

Mamme Acrobate:  Oggetto transizionale: cos’è e perché rassicura il bambino

Nostro Figlio:  Il pupazzo del cuore, ovvero l’oggetto transizionale

ToWriteDown:  Oggetti Transizionali (non convenzionali!)

LegnanoCheMamme:  L’oggetto transizionale, ovvero la copertina di Linus

Tuttomamma: L’orsacchiotto: l’oggetto transizionale per eccellenza

BabyBazar:  Oggetto transizionali per la crescita dei bambini

MammAmsterdam:  L’oggetto transizionale

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