Giocare con l’arte: Mirò e le piccole cose

La settimana scorsa abbiamo giocato con Mirò e realizzato un foglio fatto di blu, svolgendo la prima parte del laboratorio su Mirò e le piccole cose,  proposto sul libro Mirò e la poesia delle cose edito da Art’è ragazzi.

La seconda parte dell’attività parte dalla raccolta di piccoli oggetti, preferibilmente elementi naturali quali una foglia, un sasso, rametto, oggetti che spesso ispiravano Mirò al punto che le sue opere nascevano spesso dall’osservazione delle piccole cose, come questi oggetti che nella sua mente diventavano segni di un nuovo alfabeto.

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La seconda parte del laboratorio, parte dunque dall’attenta osservazione degli oggetti raccolti, anche attraverso il tatto e l’olfatto per poi lasciarsi ispirare dalle loro forme e dalle loro caratteristiche per tracciare dei segni su un foglio.

E quando sarete si sicuri di aver compreso l’alfabeto ad esso sotteso, potrete prendere i pennelli o i pennarelli o del materiale per un collage e riportare quei segni sul vostro foglio blu. Uno, poi, l’altro, poi ancora l’uno e l’altro, come note di uno spartito. Oppure due dell’uno e uno dell’altro.. alternare, ripetere, secondo la vostra personale ispirazione.

I colori dovranno essere due, massimo tre: il nero che sarà sempre protagonista e un altro colore a vostra scelta, ricordatevi di non dovete disegnare cose riconoscibili.

Ecco come abbiamo svolto noi il nostro lavoro ed eccovi il nostro “Mirò e le piccole cose”

Abbiamo analizzato gli oggetti raccolti.

Poi ho proposto a Filippo di tracciare sul foglio una immagine stilizzata dell’oggetto, un’astrazione. Non chiedetemi come son riuscita a fargli capire il concetto, diciamo che un po’ ci son riuscita e un po’ no.. Ha disegnato una linea per il bastoncino, dei cerchi per i sassolini, un simil pesce stilizzato per la foglia che lo sembrava davvero e un albero per il rametto con le foglie attaccate.

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Gli ho fatto scegliere altri due colori oltre il nero e lui ha scelto rosso e giallo. Gli ho consegnato il suo foglio blu e lui mi ha chiesto di andarmene e io ne son stata contenta perché non volevo influenzarlo e l’idea di avere una sorpresa mi piaceva un sacco.

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E non son rimasta delusa…

Provateci anche voi e Buon lavoro!

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