La vita

Tante cose da scrivere, post che mi restano indietro come i panni da lavare che si ammucchiano ora dopo ora e che, anche quando mi sembra di aver fatto l’ultima lavatrice, scopro un paio di calzini sotto un letto e la pila ricomincia a crescere.

E’ un periodo che va così, mi cambiano sede di lavoro, mi trasferiscono dall’altra parte della città e mi pare la fine del mondo: dovrò alzarmi all’alba per essere in ufficio ad un’ora decente, per evitare il traffico del raccordo anulare, per cercare di avere qualche ora libera dopo l’ufficio, dovrò lasciare che sia il papà a preparare i bimbi e accompagnarli a scuola la mattina. Dovrò rinunciare al folle sogno di iscrivere Filippo al modulo anziché al tempo pieno per la scuola primaria.

Mi domando se avrò tempo per giocare con i miei bimbi, per la spesa e la gestione della casa.

Mi chiedo se io e mio marito sopravviveremo allo stress che ne deriverà.
Mi domando se io sopravviverò.
Se avrò tempo per il piacere oltre che per il dovere.

Son giorni che mi lagno per questo imminente trasferimento, che poi io non sono una lagnosa, sono una che prende le cose di petto, che si rimbocca le maniche e affronta quello che c’è da affrontare, anzi che forse da il meglio quando è sotto pressione.

Non ho paura di quello che mi aspetta.
Semplicemente non vorrei.
Non vorrei rinunciare alla comodità che ho ora, non vorrei dovermi stressare nel traffico, non vorrei buttare ore della mia vita per strada.
Non vorrei dover rinunciare ad accompagnare i bimbi a scuola, alle coccole della mattina…

La mia vita si complica, ma non è detto che non possa nascerne qualcosa di buono: magari cambiando attività tornerò a sentirmi motivata, a trovare gusto nel lavoro che faccio, che poi è quello per cui ho studiato.

La mia vita si complica è vero e non è bello, ma poi succedono cose come quella di stamattina, che tu stiri e ti citofonano e ti dicono che la zia, una mamma, una nonna se n’è andata. Quel brutto male se l’è presa stanotte e tu piangi e non ci credi e pensi che non è giusto perché tra un mese sarebbe nata la sua nipotina e sarebbe stato bello e giusto che lei la conoscesse e l’amasse con quell’amore materno che sapeva dare. E invece no, il suo tempo è finito. Era anziana? Si, ma mica tanto.
E comunque vallo a dire ai figli che era anziana!

la-vita

No, la vita è vita fino all’ultimo respiro e io voglio respirarla tutta tutta.

Comunque andrà io respirerò, non mi lascerò vivere, vivrò.

E nei momenti bui penserò anche a lei, lei che ha pianto la morte di una figlia di 18 mesi, lei che ha sofferto tanto nella vita, eppure l’ha sempre fatto con il sorriso, la dignità e l’amore per la sua famiglia.

Ciao zia, ci mancherai!

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