#missionemerenda: io e le merendine

Io sono cresciuta con le merendine, il Mulino Bianco era di casa a casa mia, dai biscotti per la colazione la mattina, alle merendine del pomeriggio. Sono figlia di una mamma che lavorava, le torte le faceva alla domenica, ma eravamo tre bimbi e duravano non più di due giorni. Facevamo merenda con le merendine, guardando Lady Oscar e siamo ancora qui, questo è fatto. A volte mi domando se abbia senso la mia ossessione per il cibo sano o se vivendo in una grande città non sia una specie di crociata persa in partenza.

Per me che vengo da un paesino sulle montagne abruzzesi, cresciuta come Heidi è difficile concepire cibi confezionati, pasti pronti e pranzi al fast food. Mi piacciono i sapori veri, i cibi che sanno di quello che dicono di essere, i pomodori li mangio solo se vengono dall’orto di papà, quelli che compro non sanno di pomodoro e se non sanno di pomodoro, non sono pomodoro. Ecco questa sono io.

Di bimbi e merenda varia, sana, equilibrata ho già detto qualche post fa: la mia convinzione è che i bambini abbiano bisogno di proposte varie che sappiano stuzzicare il loro senso del gusto, che permettano loro di sperimentare, di assaporare, di alternare dolce e salato. I bambini hanno bisogno che usiamo la fantasia e che scegliamo per loro in modo responsabile.

Io sono costretta ad occuparmi della merenda per la scuola di Filippo perché nella sua scuola non la passano, ecco perché mi confronto quotidianamente con riflessioni di questo genere. Mi piace scegliere in modo consapevole e per farlo bisogna essere informati, bisogna capire cosa ci aspettiamo dalla merenda e come ottenerlo.

La merenda deve essere uno spuntino, a seconda dell’età del bambino esistono delle tabelle nutrizionali che indicano di quante calorie ha bisogno anche in relazione all’attività che andrà poi a svolgere nella giornata. La merenda deve rompere il digiuno tra un pasto principale e l’altro, ma senza appesantire. Io credo che non esista una merenda che sia l’ottimo, dico che la varietà è l’ottimo. Nella mia varietà, sia d’inverno che d’estate io inserisco anche le merendine.

Indubbia la loro praticità e la comodità per mamme e bambini di mettere nello zaino una merenda incartata singolarmente, che non sporca, non sbriciola. Come mamma, compro merendine per senso pratico, perché mi fa comodo avere una merenda già pronta per i momenti di emergenza, ma anche per assecondare un bisogno di omologazione molto forte nei bambini, soprattutto a scuola. Quello che devo dire però è che ho sempre cercato di scegliere merendine secondo i miei parametri.

Son partita per #missionemerenda con la curiosità di vedere da vicino come vengono fatte le merendine che compro al supermercato, l’ho trovata un’occasione unica per toccare con mano e capire, vedere con i miei occhi di cosa stavamo parlando.

#missionemerenda

Prima di raccontarvi cosa ho imparato da questa esperienza, voglio dirvi che #missionemerenda non è esattamente una operazione pubblicitaria voluta dalle grandi aziende per regalare una vacanza alle mamme blogger in cambio di pubblicità ingannevole sui loro blog, #missionemerenda rispondere alla richiesta di un gruppo di mamme che nel corso dell’Open Day organizzato a Roma un anno fa da AIDEPI (Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiana) e MerendineItaliane.it dimostrarono la loro volontà di vedere da vicino uno stabilimento di produzione.

Io quel giorno non c’ero, ho letto dell’incontro da un post di Micaela, ma sono felice di essere stata scelta per partecipare a #missionemerenda ovvero l’opportunità per alcune mamme blogger di visitare lo stabilimento Ferrero di Balvano in provincia di Potenza.

E in #missionemerenda…

Ho scoperto cose che non sapevo.

Ho visto gente che lavora con passione.

Ho visto processi produttivi delicati e affascinanti.

Ho visto merendine appena sfornate.

Ho sentito il profumo e assaporato la crema di latte fresca e la merendina appena pronta.

Ho passato due giorni con bella gente, piena di vita e di energia e di passione e convinzione per quello che fa e che racconta.

Ho visto e toccato con mano l’impasto delle merendine, prima e dopo la lievitazione naturale.

Ho sentito la morbidezza e l’elasticità dell’impasto lievitato, il suo profumo.

Ho visto come viene steso e diventa una sfoglia lunga 1km e mezzo.

Ho visto che lievita in una stanza con temperatura e umidità controllata.

Ho visto come cuoce nel forno che in 10min cambia 3 volte temperatura per garantire il giusto livello di cottura e di doratura.

Ho visto come viene farcita la sfoglia e poi tagliata e poi diventa merendina.

Ho assaggiato la crema di latte che viene usata per il ripieno ed è buona, fresca, delicata, dolce il giusto.

Ho assaggiato la Kinder Brioss appena pronta ed è … buonissima che a parole non si può dire, molto lontana dall’essere la merendina cui sono abituata, molto più simile ad un dolce fatto in casa.

Ho scoperto che le merendine hanno indicato sulla confezione una data di produzione e una data di scadenza che è quattro mesi dopo la data di produzione.

Ho scoperto che non hanno conservanti, né grassi idrogenati.

Ho scoperto che le merendine Ferrero fanno il botto quando le schiacci perché per conservarle meglio invece di metterle sottovuoto lasciano aria e umidità.

Ho scoperto che le merendine Kinder Ferrero hanno l’olio di palma 100% certificato come sostenibile.

Ho scoperto che i pannelli solari permettono allo stabilimento un risparmio di 27.000 tonnellate di CO2 all’anno, ovvero l’equivalente delle emissioni di 15.000 auto che percorrano 30.000 km in un anno.

Ho scoperto che lo stabilimento che ho visitato si trova lì perché il signor Ferrero ha voluto costruirlo per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto dell’Irpinia.

Ho scoperto che il signor Ferrero è una bellissima persona, generosa quanto umile.

Ho scoperto che c’è gente che riesce a sentirsi a casa dentro una fabbrica, gente che si sente parte di un progetto, di una famiglia.

Ho scoperto che c’è gente che crede in quello che fa e che lo fa con passione.

Ho scoperto che in Basilicata si mangia benissimo e che ci son persone splendide nascoste lì in mezzo ai monti…

E quindi, cosa cambia da oggi?

Prima di #missionemerenda, davo la merendina a Filippo una, massimo due volte alla settimana.

Ora continuerò a dare la merendina a Filippo una, massimo due volte alla settimana.

Solo che lo farò con maggiore consapevolezza.

Se avete dubbi, curiosità, se volete qualsiasi tipo di informazione aggiuntiva chiedete e mi farò portavoce delle vostre richieste all’AIDEPI e tramite loro alla Ferrero.

Ringrazio The Talking Village, AIDEPI e MerendineItaliane.it per avermi coinvolto in questa avventura.

Se volete approfondire:

Il mio storify di #missionemerenda

I post delle altre mamme in missione:

Il post su #missionemerenda di Anna su Tra Rock e Ninna Nanne.
Il post di Flavia su The Talking Village.
Il post di Cecilia, la mamma scienziata, in Ragione Sentimento e Caos.Il post di Barbara su Genitori Channel.
Il post di Laura
Il post su QuiMamme

13 Comments

  • Il mondo di Cì ha detto:

    Io non do merendine confezionate. MAI.
    Se capita un’emergenza, se non posso farne una io, al limite ne compro una biologica ma solo dei produttori che usano l’Olio di Oliva Extra Vergine – e ce ne sono sempre di più –.

    Una domanda l’avrei: perchè continuano a usare l’olio di Palma, che sostenibile o no non è salutare?
    Perchè usano farine raffinate? Perchè usano zuccheri raffinati?

    Sono certa che lavorino con passione, ma se lavorassero materie prime più di qualità sarebbe la quadratura del cerchio.

    • MammaMoglieDonna ha detto:

      Ti faccio avere prestissimo le risposte alle tue domande.

      • Myriam ha detto:

        E’ la stessa cosa che mi domandavo anch’io… perché olio di palma?
        Vabbè, io le ho sempre mangiate, ma è più forte di me, non riesco proprio a darle a mio figlio, che per fortuna è ancora piccolino e non me le chiede 🙂

        • MammaMoglieDonna ha detto:

          Sul perché l’olio di palma, mi hanno spiegato e vi riferisco che:

          – è tra gli ingredienti più utilizzati al mondo. Viene impiegato in una vasta gamma di prodotti alimentari poiché possiede proprietà fisiche e organolettiche uniche che permettono di soddisfare le variegate esigenze dei consumatori:

          – il sapore dell’olio di palma è neutro, contrariamente a quello dell’olio di oliva che spesso, specialmente nei processi di cottura, sviluppa un retrogusto sgradevole al consumatore .

          – si conserva particolarmente bene e possiede una buona resistenza all’irrancidimento.

          – le sue proprietà fisiche (durezza, consistenza e plasticità) conferiscono ad un’ampia gamma di alimenti una struttura molto apprezzata (cremosità o croccantezza a seconda dei casi).

          – CONSENTE DI NON RICORRERE ALL’IDROGENAZIONE, RIDUCENDO/ELIMINANDO GLI ACIDI GRASSI TRANS

          • Il mondo di Cì ha detto:

            Purtroppo anche il cibo spazzatura che fa più male è tra i cibi più consumati al mondo, non mi pare un’argomentazione forte, anzi… e sicuramente l’OdP ha delle proprietà che soddisfano le esigenze delle aziende (come l’essere adatto a preparare cibi a lunghissima scadenza, esser low cost, esser duttile e insapore), ma questo non è un valore per il consumatore finale.

            Per la questione sapore e retrogusto non è del tutto vero: molti marchi bio stanno cambiando le loro ricette e usano olio di oliva e i risultati sono ottimi.

            Aggiungo che personalmente ritengo l’olio EVO ottimo, anche molto duttile – con il mio blog ho collaborato, insieme a tantissimi altri foodblogger, ad una iniziativa della Lega Italiana Lotta ai Tumori per la promozione dell’Olio d’Oliva come alimento che protegge la nostra salute -.
            Volendo poi ci sono varie alternative, altri olii vegetali, c’è p.e. anche l’olio di Girasole.

            Per quanto riguarda gli altri punti ho chiesto supporto ad alcuni addetti ai lavori e vi riporto quanto mi hanno detto:

            Punto primo: latamente saturo (meglio che idrogenato, vero, ma pur sempre poco salutare); Inodore e insapore, questo è vero, ma le grandi quantità di zucchero presenti, poco salutari di loro*, coprono tranquillamente eventuali retrogusti di olio di oliva.
            *http://www.forbes.com/sites/jacobsullum/2013/10/16/research-shows-cocaine-and-heroin-are-less-addictive-than-oreos/

            MMD, rimando i tuoi lettori alla lettura di un paio di articoli, utili per farsi un’idea:
            -http://www.melarossa.it/index.php?option=com_content&view=article&id=4392:l-olio-di-palma-sul-banco-degli-imputati&catid=38&Itemid=310 che ha il pregio di riassumere sinteticamente alcune tra le accuse e difese più note all’olio di palma
            http://www.greenme.it/mangiare/alimentazione-a-salute/7800-olio-di-palma-dannoso

            La mia conclusione: per questioni etiche ho deciso di impegnarmi a non acquistare prodotti con olio di Palma.
            Quando si tratta della salute dei bimbi entrano poi in gioco fattori che vengono addirittura prima: ci viene proposto di scegliere il male minore (olio di palma al posto di grassi trans)? Perchè dovremmo? In realtà possiamo scegliere proprio diversamente!

            Nessuno, su questo concordo, si nutre di merendine! Ma proprio perchè è un consumo occasionale, dovremmo e possiamo scegliere un prodotto con particolare attenzione.

  • Fabienne ha detto:

    se non è un’operazione di marketing questa… non esiste un olio di palma eco sostenibile !!! oltre a non poter essere sostenibile in quanto DISTRUGGE FORESTE fa anche molto male alla salute!! mangiatele tu e tuo figlio ste schifo di merendine !

  • A tea for U ha detto:

    utilissimo grazie!

  • Squitty ha detto:

    Sarà anche un’operazione di marketing, ok. Ma non è mai morto nessuno per una merendina. Anch’io sono cresciuta con Lady Oscar, ma anche con Heidi, con Candy Candy, con Goldrake e con l’Ape Maia. Anch’io ho mangiato merendine, così come ho mangiato le torte fatte in casa, pane e marmellata, pane e Nutella (sì io la mangio e sono contenta di mangiarla, perché mi piace un sacco!), pane burro e zucchero oppure frutta. A mio figlio cerco di non darle, preferisco proporre altro, ma se capita (ed è capitato) non ne faccio un dramma. Gli estremismi non mi piacciono in nessuna cosa. E trovo insopportabili quelli che si riempiono la bocca di biologico, di ecosostenibilità e quelli che fanno crociate. Sono spesso quelli che (PARLO PER MIA ESPERIENZA) predicano bene e razzolano male.

  • ipadmama ha detto:

    grazie utlilissimo questo post..
    anche io sono cresciuta con le merendine del Mulino Bianco
    se ti va di passare da me http://www.ipadmama.it

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