Fu’ad e Jamila

Fu’ad e Jamila sono su una spiaggia, di notte, in partenza per un futuro incerto, ignoto e spaventoso quanto il nero della notte, ma partono per andare al di là del mare, oltre l’orizzonte, nella terra dove tutto e possibile, la notte non esiste e il cibo non manca.

Fu'ad e Jamila

Inizia così, con due ombre e una pancia tonda, il libro di Fu’ad e Jamila, edito da Lapis Edizioni, un libro che arriva dritto dritto al cuore di chi lo legge, che senza tanti fronzoli, con pochi tratti e poche parole dipinge due anime in balia del mondo, dell’infinito, del mare, trascinati via da un sogno, dalla speranza, dall’illusione di una terra promessa che chiama, ma che forse non risponderà.
Ma loro questo non lo sanno.
Fu’ad e Jamila partono verso un futuro migliore, dicono addio alla loro terra, alla casa, non senza dolore…

Jamila si accoccolò in un angolo in attesa di Fu’ad.
Guardò la città in lontananza, la spiaggia e la gente che si accalcava.
Se avesse potuto gridare al mare avrebbe urlato
quanto è buia la guerra, quanto è nera la fame e come il blu profondo della nostalgia le stringeva il cuore.

Perché lasciare tutto, tutto quello che è casa, terra, famiglia, lasciare le proprie radici sapendo che non le rivedrai, che potresti non tornare mai più è un dolore che graffia l’anima, che scava, profondo, ma non c’è altra scelta, non c’è che quella speranza, per se e per il bambino che deve nascere. E allora sali su quella barca che scricchiola, che da l’impressione di non reggere il peso di tutte quelle persone accalcate una sull’altra, ma ancor più sembrava non reggere il peso dei loro pensieri. 

Fu'ad e Jamila 2

E quando la pioggia comincia a scendere battente, le onde si ingrossano e la barca sembra piuttosto un cumulo di corpi aggrappati ad un salvagente, come formiche prima di annegare non resta che chiedere aiuto al cielo, a Dio, alla sorte.

Fu'ad e Jamila 3

Fu’ad e Jamila gettati in mare come tanti altri, in balia delle onde e del destino, divisi ora dalla sorte che pare non dare alcuna speranza al loro sogno e al loro futuro…

Braccia concitate che afferrano mani vuote di vita. Pianti di bambini, urla di donne. Rabbia.

Poi un vagito, Fu’ad capì che il suo respiro, la sua casa, lei che era il suo cuore, lei… era ancora viva!
E il mare finalmente calmo sembrò dire “Benvenuto bambino. Ti cullerò creatura ora che sei nata perché tu meriti di essere amata.”

Un libro che graffia, che scuote, una scrittura forte, penetrante, che non può non far riflettere i grandi, insieme ai bambini. Perché a volte ci dimentichiamo di pensare che ognuna di quelle persone, ognuno di quelli che sale su un barcone insieme a tanti altri, a tante altre formiche, lascia una terra, una casa, una famiglia, parte disperato con l’illusione di un futuro migliore e non lo fa a cuor leggero, e non lo fa senza rischi… Ognuno di quelle persone ha una storia, un sogno… E’ triste pensare che molti, la maggior parte di quei sogni finiranno infranti, ma quello che deve far riflettere, quello che dobbiamo tenere a mente è che ognuno di essi, pur se disperato ha una storia e una dignità e ha diritto ad una speranza. Non possiamo dargliela noi, no… disperati come siamo pure noi, son io la prima a dirlo, ma non voltiamo lo sguardo altrove, non illudiamoci che la cosa non ci riguardi.

Fu’ad e Jamila non se lo meritano!

Fu'ad e Jamila 4

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