Open day alla scuola primaria

Ci siamo. Anche per noi è giunto il momento di iscrivere Filippo alla scuola primaria. Da brava mamma ho partecipato alla presentazione della scuola primaria del mio quartiere da parte di una preside molto carina e gentile che si è proposta in modo molto collaborativo e disponibile, ci ha raccontato l’offerta formativa della scuola e ha accolto i nostri dubbi e le nostre impressioni.

E’ stato un bel momento di confronto, perché quando si tratta dei figli e del loro futuro, noi mamme tiriamo fuori gli artigli e pretendiamo il meglio, il massimo, pretendiamo che siano accolti, accuditi, istruiti, rispettati. Ma pretendiamo anche che l’offerta formativa sia ampia e diversificata e che sia strutturata nel rispetto del bambino dei suoi tempi e del tempo a disposizione.

Io ad ottobre prossimo sarò costretta a tornare full time, il mio datore di lavoro non è disposto a rinnovarmi il part time  e senza questo privilegio, sarò costretta ad iscrivere mio figlio alla scuola primaria con tempo pieno e non ne sono affatto felice.

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Non mi piace l’idea del tempo pieno perché:

  • non mi piace che i bambini passino troppo tempo tra le mura della scuola, perché hanno bisogno di aria, di spazi diversificati, di situazioni, stimoli e quant’altro
  • non mi piace che mio figlio esca alle 16.30 e che, compiti o no, abbia pochissimo tempo libero per rilassarsi, saltare, correre, giocare
  • credo che i bambini che vanno al modulo siano più attenti, più preparati, più organizzati, più autonomi, dovendosi gestire i compiti da soli e organizzarsi il tempo
  • credo che il modulo sia più a misura di bambini svegli
  •  viceversa il tempo pieno, con i tempi diluiti, nel mio immaginario, va incontro alle esigenze dei bambini con difficoltà, ma forse penalizza i bambini svegli che magari si annoiano…

Questo sono mie considerazioni che faccio a priori, perché non so come sarà. Per ora posso solo immaginare e immaginando, prima dell’Open day, mi ero fatta l’idea che il tempo pieno avesse un’offerta formativa diversa rispetto al modulo. Avendo a disposizione 40 ore settimanali invece delle 28, immaginavo corsi, laboratori, un quantitativo maggiore di ore dedicato alle attività creative, arte, musica, all’educazione fisica.

Andando all’Open day per la scuola primaria ho scoperto che su 40 ore settimanali, mio figlio avrà

  • 1 ora a settimana di inglese,
  • 1 ora a settimana musica,
  • 1 ora a settimana di immagine/arte,
  • 1 ora a settimana di ginnastica,
  • 1 ora a settimana di informatica

e che tutte queste discipline saranno a carico delle due insegnanti titolari e non di personale qualificato esterno.

  • 2 ore a settimana di religione cattolica con insegnante qualificata.

Non ho nulla contro le ore di religione, sono credente anche se non praticante e non mi dispiace che mio figlio conosca storie e persone che sono parte della nostra cultura. Come molte mamme italiane, preferirei che le ora di religione fossero di storia o cultura delle religioni e non solo di religione cattolica, ma non voglio aprire una parentesi su questo tema che pure richiederebbe un post intero, forse.

Quello che mi dispiace è vedere che non si da lo stesso riguardo a materie che sono importantissime per lo sviluppo della personalità del bambino.

Mi dispiace che nel 2014 i bambini che già interloquiscono con la tecnologia, spesso meglio degli insegnanti stessi, facciano solo un’ora di informatica e solo un’ora di inglese.

I bambini di 6 anni avrebbero una predisposizione naturale all’apprendimento delle lingue e invece di sfruttare questa potenzialità, gli facciamo fare inglese solo per un’ora a settimana, demandando al genitore che vuole e che può permetterselo l’approfondimento della lingua.

I bambini di 6 anni hanno bisogno di muoversi, di esprimersi, di conoscersi, di mettersi alla prova: le attività come l’arte, la musica, la ginnastica non dovrebbero essere demandate al genitore che vuole e può, perché c’è chi non può e perché uscendo alle 16.30 di tempo ne rimane ben poco e si rischia di far apparire quelli che sono attività piacevoli come ulteriori oneri e allora diventa controproducente farli partecipare.

Perché non prendere laureandi meritevoli e permettere loro di insegnare due volte a settimana queste materie invece di farlo fare all’insegnante di ruolo, che non può essere qualificata in tutto e non può avere gli strumenti per stimolate i bambini nel modo giusto e in qualsiasi ambito?

Sono andata all’open day della scuola primaria pensando di scoprire che mio figlio in quelle 40 ore avrebbe fatto cose fiche, divertenti, sarebbe cresciuto sotto tanti punti di vista e non solo “indottrinato con calma” e invece son rimasta delusa e la mia pena per una scelta obbligata è cresciuta anziché lenire.

La scuola che vorrei?

La scuola che vorrei ha insegnanti dolci che accolgono i bambini e hanno la volontà e la possibilità di ascoltarli e conoscerli nelle loro specificità e nella loro unicità

La scuola che vorrei da modo ai bambini di esprimersi e di esprimere il loro potenziale

La scuola che vorrei è quella in cui i bambini vengono incoraggiati a fare domande

La scuola che vorrei arricchisce i bambini con un’offerta varia e diversificata nella quale ogni bambino può sfidare se stesso i propri limiti, imparare a conoscersi meglio

La scuola che vorrei mette al centro i bambini e restituisce autorità e dignità agli insegnanti, che sono l’unico pilastro su cui questo sgangherato sistema scolastico si regge

La scuola che vorrei è quella in cui i bambini e le insegnanti si svegliano col sorriso sapendo la giornata che li aspetta a scuola.

La scuola che vorrei è una scuola in cui i bambini imparano a pensare con la propria testa.

La scuola che vorrei è quella in cui i bambini vanno per crescere e non perché i genitori non sanno dove altro lasciarli.

La scuola che vorrei è…

come completeresti la frase?!

48 Comments

  • Sul discorso insegnanti di inglese sono avvelenata… io laureta in lingue non posso insegnare alla primaria… le insegnanti di ruolo ahimé, sono costrette a farlo, a volte controvoglia.. avendo frequentato corsi da 150 ore. Paradossalmente l’insegnamento che si fa alla scuola dell’infanzia è più qualificato con insegnanti laureate (esperti esterni) e metodi innovativi. Aggiungo una cosa, per come viene fatta quell’ora di inglese, sarebbe più produttivo non farla e dedicarsi ad altro. Ci siamo mai chiesti perché i bambini italiani non sanno altro che numeri, colori e giorni della settimana in inglese?

  • stellegemelle ha detto:

    bellissimo post, le mie bambine hanno solo 4 anni, e i pensieri alla scuola primaria sono ancora lontani, ma anche a me piacerebbe una scuola come hai raccontato tu.
    ‘La scuola che vorrei è… sperimentazione.
    e questo racchiude un pò tutto dall’arte alla tecnologia, dalla manualità alla conoscenza…
    ma mi sembra di vedere che la scuola è ‘frequentata’ da persone che pensano solo ad uno stipendio =_=
    senza offesa per nessuna eh, ma mi sembra di capire, e a volte vedere, che alle maestre poco importa dei bambini come individui

    • MammaMoglieDonna ha detto:

      Io sulle maestre non ho nulla da dire, per ora. Non le conosco e non posso giudicare il lavoro a priori, né mi piace generalizzare.
      Penso anche che quel poco che ancora funziona di questo nostro sistema scolastico sia dovuto ai maestri bravi e intraprendenti che nonostante lo stipendio, ancora credono che l’insegnamento sia passione e vocazione.
      E spero che mio figlio trovi uno di questi.

  • Laura ha detto:

    Cara Federica, Folletta frequenta la prima quindi le tappe che stai attraversando noi le abbiamo percorse lo scorso anno. Hai ragione, ll’offerta formativa della scuola può spaventare! La scansione oraria non rispecchia le naturali inclinazioni dei bambini di 6 anni e il tempo pieno (che purtroppo frequenta anche Folletta) e’ un impegno davvero faticoso. Però ora ti parlo non come mamma, ma come insegnante e provo a rassicurarti. La scuola con le sue mille fragilità e con le incertezze dovute ai tanti cambiamenti di rotta di questi anni, è anche un luogo meraviglioso. Un posto magico in cui vivere esperienze bellissime. La scuola è fatta per fortuna da persone prima che da scansioni orarie. Persone che lasciano i bambini liberi di esprimersi, persone che incoraggiano, che riconoscono e tutelano l’individualità di ciascun bambino, che rispondono con un sorriso allo sguardo dei bambini.
    La scuola che vorresti, in molti luoghi esiste per fortuna! Ti abbraccio e vi auguro buon viaggio!!

  • Barbara ha detto:

    Noi siamo stati all’incontro sabato. La scuola è quella che ho frequentato io. La cosa che mi ha più colpita è che è rimasta esattamente come me la ricordavo io… come se 27 anni non fossero passati.
    Le insegnanti le ho trovate affabili volenterose e disponibili. l’impressione è che si legga tutto su di loro. Anche da noi le ore di insegnamento sono uguali tra tempo pieno e modulo. La differenza è che nel tempo pieno prediligono far svolgere le attività integrative (musica teatro ginnastica) il pomeriggio.

  • Adele ha detto:

    La scuola che vorrei è una scuola in cui i bambini e i ragazzi non sono motivati dal voto a imparare, e dove possono, almeno in parte, seguire le proprie passioni e i propri interessi…utopia???

  • Sly ha detto:

    Cara Fede….anche la mia scelta del tempo pieno é stata obbligata….non ero molto convinta…e avevo molti timori simili ai tuoi….ormai siamo al secondo anno..e facendo un bilancio devo dire che sono discretamente contenta . abbiamoo una preside in gamba e buone insegnantio

  • Francesca Milkbook ha detto:

    1 ora di inglese settimanale? 1 ora di informatica? 1 ora di ginnastica? Ho solo una parola per commentare tutto ciò: SCANDALOSO. Non è cambiato un fico secco da quando eravamo noi alle elementari??? Che tristezza Federica…

    • MammaMoglieDonna ha detto:

      Francesca, infatti il rammarico è quello: siamo nel 2014 e nonostante le ore in più siamo allo stesso punto del 1990!

      • io aggiungerei anche le tonnellate di fotocopie oltre I libri di testo. un inutile spreco di carta tra quadernoni, fotocopie e colla. anche da voi e’ cosi? cosa ne pensate? io avevo proposto almeno I quadernoni con gli anelli. le maestre mi hanno assalita. io ricordo I miei quadernetti con tante parole scritte, copie, esercitazioni e pochi disegni. ora tutto e’ gia pronto all’uso. bisogna solo inserire una lettera, una parolina e colorare, colorare, disegnare. I ragazzi oggi mancano di logica. io saro’ severa nei confronti della scuola, ma penso alla stragrande maggioranza dei ragazzi che non hanno miti seri da imitare, ma stupidi soggetti creati dalla multimedialita. spero di sbagliarmi nel mio giudizio, ma sono solo quei tre quattro studenti validi e preparati che incontro nelle classi dove insegno che mi danno coraggio e speranza.

  • twinsbimamma ha detto:

    spero che vada tutto bene il prox anno in questa nuova avventura per tuo figlio maggiore. Io avevo gli stessi tuoi timori (tempo pieno) ma alla fine ho visto che i bimbi hanno la possibilità di fare alcuni compiti e approfondire qualche tematica nel pomeriggio pur avendo a disposizione ore di ginnastica, musica, religione (anche a mio parere eccessivamente considerata rispetto alle ore di inglese)…. i miei figli si trovano bene, stanchi ma contenti…. l’importante è che si crei un bel gruppo…di maestre e di mamme – noi ce la stiamo mettendo tutta…mamme con precedenti esperienze dicono che un gruppo affiatato di genitori che dovranno comunque frequentarsi per 5 anni è una cosa importante….anche per i futuri impegni religiosi (vedi comunione) che molte già dicono di far frequentare tutte insieme nella medesima parrocchia…abbiamo creato un gruppo WHATSAPP….ci scambiamo anche notizie sui compiti quando una persona è stata assente….io ho due classi separate per i gemelli pensa che caos….ma sono contenta ed incrocio le dita….intanto le premesse mi sembrano buone….certe le difficoltà e le problematiche nelle scuole pubbliche sono tante ma la mia struttura cerca di non far scendere il livello qualitativo dell’insegnamento cercando anche fondi alternativi con l’aiuto dei genitori (mostre, lavoretti bimbi etc etc..) sii fiduciosa ….scusa la lunghezza del messaggio ma penso che la mia esperienza iniziale possa dare un pò di fiducia in questo sistema scolastico traballante….baci

  • Mamma Avvocato ha detto:

    Oddio, così mi mandi in crisi!
    Io sono qui che mi chiedo come fare a coprire il tempo dalle 17.30, ora in cui uscirà da scuola il prossimo anno alla scuola dell’infanzia e le 18.30/19.00, cercando di trovare un dopo scuola o altro, e a te sembra troppo il tempo pieno fino alle 16.30 (non è una critica, è che mi dibatto negli stessi dubbi)!
    Posso rassicurarti un pò dicendoti che ho fatto il tempo pieno (come i miei due fratelli) alle elementari di una volta (che però mi pare di capire non sono cambiate per nulla come offerta formativa, ahimè) e non mi è mai pesato. Ci divertivamo ed il tempo volava.
    Quanto al tipo di materie, condivido le tue riflessioni.

    • MammaMoglieDonna ha detto:

      Mamma Avvocato, ogni genitore fa le sue considerazioni, ma lasciarli nello stesso ambiente anche oltre l’orario di scuola per me non è salutare. Meglio una baby sitter che li tenga a casa, no?

  • Mammaalcubo ha detto:

    Sul sistema scolastico italiano ci sarebbe da parlare per ore, giorni, mesi forse. E non riusciremmo a cambiarlo velocemente.
    Ma le persone, quelle sì che fanno la differenza. Al di là della struttura e dell’organizzazione, cerca di capire quali potrebbero essere le maestre che darebbero di più a tuo figlio.
    Questo è stato il mio criterio di scelta tra le 3 scuole che avevo valutato e ti posso dire che a 2 anni dall’avvio sono soddisfattissima. Certo, il tempo pieno è lungo e pieno di tempi morti, o poco produttivi. Inglese ed educazione fisica sono fatte dalle insegnati di ruolo. Ma queste insegnanti sono fantastiche, perchè al di là di trasmettere nozioni danno lezioni di vita, fanno parlare i bambini di sè e li sanno valorizzare nei loro punti di forza.
    Ti auguro di trovare anche per Filippo un ambiente così!

  • Rosa ha detto:

    Buongiorno a tutte.
    Vivo all’estero, precisamente in Svizzera. Uno dei motivi che ha spinto me e mio marito a trasferirci è stato proprio la rinomata scuola Svizzera. Ma ahimé, che delusione !!!!
    La mia bambina frequenta il primo anno della scuola primaria (pubblica).
    Nel cantone in cui abitiamo non esiste il tempo pieno e le ore di lezione (20.8 in tutto alla settimana), sono frammentate tra mattino e due rientri pomeridian (e non potete immaginare i salti funambolari che deve fare chi come me, lavora full time e non ha il supporto della propria famiglia alle spalle).
    Includono:
    – 3 ore di ginnastica
    – 1 di religione
    – 2 di musica (ma ai bambini ancora non viene insegnato nessuno strumento)
    – 4 di werken (attività manuali fai da te, disegno etc)
    – nessuna lingua straniera perchè il Tedesco (inteso come Hoch Deutsch) è già considerato una lingua straniera rispetto allo Svizzero Tedesco che qui è una lingua quasi “sacra”)

    A questo aggiungete che a 5 mesi dall’inizio della scuola i bambini fanno quasi sempre e solo matematica mentre ancora non hanno messo la penna sul quaderno per scrivere una parolina. mia figlia legge e scrive solo perchè ha tanta voglia di imparare e , per fortuna gli stimoli a casa non le mancano.

    Detto questo, agigungo solo un’ulteriore commento: se potessi tornerei in Italia domani mattina per far frequentare a mia figlia la scuola italiana perchè almeno , sono sicura, le aprirebbe la mente invece che ingabbiargliela in numeri e cifre.

    Forse la scuola privata Svizzera offre una marcia in piu’ ma costa un’occhio della testa (minimo 18.000 Euro all’anno per la prime classi della scola elementare.

    Un saluto

  • Hermione ha detto:

    La scuola che vorrei non è un parcheggio dove i bambini vengono affidati a persone di volta in volta diverse, ma un luogo dove possano sperimentare stabilità, affetto e possibilmente seguire anche un percorso di apprendimento e crescita

  • Sto pre iscrivendo i miei due bambini alla scuola materna e anche io, piuttosto di trovare una scuola pubblica che arricchisce, temo, dai primi incontri con le future insegnanti, che i miei due piccoli incontreranno una scuola che li vuole tutti inquadrati e uguali. Però spero sempre in quella insegnante che non la pensa così, che ha voglia di vedersi crescere questi bambini, ognuno con le proprie specificità!

    • MammaMoglieDonna ha detto:

      Io ci spero, come te… anche se la mia esperienza alla scuola dell’infanzia mi ha deluso: mio figlio è un bambino vivace e intelligente, ma si è cercato di appiattirlo in nome della pace e della tranquillità… Peccato!
      Alla scuola primaria non lo permetterò dovessi cambiarne 100!

      • vorrei spezzare una lancia anche a favore delle maestre o educatrici. il loro compito e anche quello di insegnare ai bambini le regole basilari della convivenza e appertenenza ad un gruppo. non vederlo come appiattimento della personalita. noi mamme italiane siamo iperprotettive e invece di valutare obiettivamente le situazioni ci schieriamo contro I docenti. aiutiamo I nostri figli a crescere. e teniamo alla larga I docenti incapaci, non severi. cmq anche io incrocio le dita per il prossimo anno e auguro a tutti il meglio. diamo anche noi una mano alla scuola. facciamo sentire le nostre ragioni come genitori.un abbraccio fede

        • MammaMoglieDonna ha detto:

          Angela, forse non mi sono spiegata bene, ma io difendo sempre l’operato delle maestre anche quando non lo condivido! Sto dalla loro parte davanti a mio figlio perché non voglio sminuire la loro autorità.Credo sia fondamentale collaborare altrimenti chi ci rimette sono i bambini…
          Grazie per l’augurio che ricambio.

  • Marissa ha detto:

    Wow scuola primaria!
    Io settimana prossima ho l’incontro per la scuola dell’infanzia … prima figlia, prima volta … un primo in tutto!
    Ti leggo volentieri e cerco di imparare qualcosa in più, serve sempre!
    Grazie

  • loretta ha detto:

    Lei che pensa di sapere tutto sulla scuola, scrive da senza accento. Quella e’ una preposizione semplice, da’ con accento e’ voce del verbo dare. Chi parla molto di scuola come lei, spesso non la conosce affatto ma continua a sparare giudizi. Povere le insegnanti che avranno i figli di queste mamme che pensano di sapere tutto e i cui figli non sanno neanche stare seduti sulla sedia, figurarsi allacciarsi le scarpe e potrei continuare. Buona sera.

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