Allacciate le cinture

Giusto ieri mattina andando a lavoro riflettevo sui rapporti di coppia, su come e perché due persone scelgono di stare insieme e di costruire una famiglia insieme. Pensavo che forse non tutti cerchiamo le stesse cose nel nostro compagno di vita: io cercavo una persona affidabile, un uomo che mi facesse ridere, un uomo che potessi immaginare come un buon padre. Quando ho deciso di sposarlo, credevo fermamente che fosse la persona giusta per me, col cuore e la ragione. A distanza di anni mi viene da dire che non avrei potuto scegliere un compagno migliore. In realtà non lo so. Nessuno di noi sa se da qualche parte del mondo c’è una metà della mela più precisa, più perfettamente combaciante… perché per quante supposizioni e ragionamenti si possano fare, l’amore è una scommessa e quando arriva ti prende, ti travolge, ti conquista e non sempre ti lascia il tempo di pensare. Ed è giusto così. L’amore bisogna viverselo, lasciarsi travolgere, goderselo!

Allacciate le cinture, sempre dunque, ma non quando si tratta di amore. Dall’amore bisogna lasciarsi rapire, senza paura, senza domande. L’amore è il motore della vita, se non ami, non esisti…

Allacciate le cinture 2

Peccato che poi il tempo e soprattutto la routine travolgano tutto, anche l’amore. La routine può diventare nemica dell’amore fino al punto di farti dimenticare il perché, il quando, il come ti sei innamorato di una persona. Addirittura fino al punto di non farti vedere o di farti chiudere gli occhi davanti a certe cose. Non ami più? Non è detto. Ami, forse, ma non allo stesso modo, non con quel senso di trasporto, di possesso, di desiderio. 

Siamo talmente schiavi del tempo e delle incombenze che ci dimentichiamo di fermarci ad amare, a sorridere, a gioire di quello che abbiamo.

Poi succede qualcosa, la famosa turbolenza, e la vita ti presenta il conto mettendoti davanti a qualcosa di più grande di te, che non puoi controllare, gestire, organizzare a tuo piacimento. Diventi inerme, in balia di qualcosa di più grande di te. Perdi il senso dell’orientamento, capisci che non sei niente, che nulla conta se non l’amore.

Allacciate le cinture è un messaggio, un invito a rimettere al centro della vita le cose importanti senza aspettare che arrivi una turbolenza a travolgerti. E’ il mio proposito per il nuovo anno, quello di Rallentare, quello di puntare la bussola della mia vita verso il MIO nord, ovvero la mia famiglia: mio marito e i miei figli, le cose che contano.

Allacciate le cinture racconta questo e molto altro.

Seduta sulla poltrona del cinema mi sono emozionata, innamorata, spaventata, ho riso e anche un po’ pianto. Ho anche pensato ma chi me lo ha fatto fare di venire a vedere questo film.. per me che son così suscettibile a certi temi… E invece poi ho metabolizzato…

Ferzan Ozpetek riesce ad emozionarmi come pochi, adoro i suoi film, adoro il suo modo di fare cinema, la fotografia, le ambientazioni, la musica, il suo modo di entrare con la macchina da presa dentro i personaggi, di scavarli e mostrarli in modo così limpido e travolgente. Adoro il modo in cui riesce a raccontare cose complicate e in questo film lo fa benissimo.

Non voglio dire perché non voglio svelarvi troppo…

Ma una cosa voglio dirvela, il finale è quanto di più imprevedibile e geniale un regista possa inventare per una storia del genere. Non provate ad immaginarlo perché non vi è nulla di scontato. E’ geniale. Geniale. Punto. E alla fine, complice anche la musica, tu te ne vai, alzandoti a fatica dalla poltrona imbevuta di amore e di vita.

Vedetelo!

E intanto beccatevi questa! A mano a mano – Rino Gaetano

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