#AmoLeggerti: Intervista a Stefania Ceteroni

Questa settimana ospito una mamma che conosco e seguo da tantissimo tempo, che oltre ad essere mamma è anche giornalista che le interviste di solito le fa, ma io la conoscono come appassionata di letture ai bambini e frequentatrice di biblioteche. Qualche tempo fa l’ho intervistata a proposito del tema bambini in biblioteca, per mia rubrica di interviste su Le Nuove Mamme. Se non la conoscete, passate a scoprirla sul suo blog Libri ed Emozioni.

Ciao Stefania, benvenuta. Raccontaci, quali sono le occasioni di lettura con i tuoi bambini?

Con i miei bimbi leggiamo principalmente prima di andare a dormire ma oramai sono talmente abituati ad avere libri attorno (in casa li abbiamo sparsi ovunque) che ogni momento è buono per una storia. Io non dico mai di no: magari lascio indietro la tavola da sparecchiare per un momento e mi dedico ad una storia… poi recupero tutto ciò che mi resta da fare.

Avete dei rituali tipo la #letturadellabuonanotte?

Il nostro rituale l’hanno creato i bambini ed è cresciuto con loro. Ora che il piccoletto ha sette anni e legge spedito da solo a volte chiede anche lui di leggere una pagina e ci alterniamo tutti e tre: io, il piccoletto e la principessa di casa. In linea di massima sono io che leggo: mi infilo nel loro lettone (dormono su due lettini attaccati) con il piccoletto alla mia sinistra e la principessa alla mia destra. Loro prima di andare a letto scelgono un libro ciascuno e se non sono troppo lunghi li leggiamo tutti e due altrimenti un capito dell’uno ed uno dell’altro. Se chiedono anche loro di leggere, ci alterniamo. Non si va mai a letto senza una storia ciascuno: oramai è un rituale e sono loro a chiedere che venga rispettato.

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A che età hai iniziato a leggere libri ai tuoi bambini?

Ho iniziato a leggere ai miei bimbi fin da piccolissimi: all’inizio proponevo loro libri da toccare poi da guardare oltre che ascoltare… e sono cresciuti con tanti libri attorno.

babbo natale noi

Che età hanno ora e qual è il loro libro preferito?

Il piccoletto compirà sette anni a giugno ed ama ogni genere di storia, soprattutto quelle divertenti nomi buffi e situazioni che fanno ridere. La principessa di casa ha compiuto otto anni a dicembre e posso dire ciò che non ama: le storie di paura, di mostri, di temporali… Prima di andare a letto sceglie sempre libri con storie positive perché vuole fare bei sogni. Questo mi dice. Non ne hanno uno in particolare che amano più degli altri anche se tutti e due sono molto affezionati a “Carlo e la scuola per draghi”: è un libro che hanno conosciuto prima sfogliandolo in libreria poi “vivendo” la storia durante una lettura a voce alta da parte di due operatrici di una biblioteca e poi, dopo averlo comprato, sfogliandolo e leggendolo più e più volte.

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Quali sono le caratteristiche che un libro per bambini deve avere perché tu lo definisca un bel libro?

Credo che debba essere un libro chiaro da comprendere, senza termini difficili che, oramai conosco i miei figli, comporterebbero richieste di spiegazioni continue. Ciò richiederebbe continue interruzioni per le spiegazioni e si perderebbe la magia della storia. Non dovrebbe avere caratteri troppo piccoli perché, in quel caso, i bambini non sarebbero troppo stimolati a leggere da soli. Per i più piccoli sono importanti anche delle belle immagini che accompagnano la comprensione.

Quali sono secondo te i benefici della lettura ad alta voce?

Innanzitutto i bambini vivono un momento di contatto ed interazione con la mamma o il papà (o comunque con il lettore) che è unico nel suo genere: sono protagonisti del momento della lettura perché uditori privilegiati, non devono dividere con altri il momento della lettura (come può capitare in classe o in biblioteca) e vedono stimolata la loro fantasia. Credo che la lettura ad alta voce permetta anche di arricchire il loro lessico, stimoli la loro capacità di attenzione e trasmetta loro una sensazione di sicurezza dovuta al fatto che in quel momento la mamma o il papà sono lì solo per loro e per le loro storie. Inoltre, credo che stimoli anche la loro curiosità e li aiuti a conoscere le emozioni ed interpretarle, soprattutto se la mamma o il papà legge con sentimento, non in modo piatto ed anonimo.

La tua ricetta per trasmettere ai bambini l’amore per la lettura?

Secondo me fondamentale è dare loro il buon esempio. Che senso ha invitare un bambino a leggere un libro se non vede mai suo padre o sua madre farlo? Se non ha libri in casa? Vedere mamma o papà che legge, in casa, nei momenti di relax, piuttosto che vederlo giocare con un videogame è la ricetta migliore per aiutare i bambini a considerare la lettura come qualche cosa di importante, di interessante, di bello, piacevole e, soprattutto, come qualche cosa che lo accomuna a suo padre e suo madre.

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Questo credo che sia un ottimo punto di partenza. Poi bisogna aggiungere un po’ di pazienza, un po’ di sana interpretazione durante la lettura anche una certa abitudinarietà nel proporre di leggere insieme.

Nella mia ricetta personale, poi, rientra anche il ruolo delle biblioteche: frequentiamo diverse biblioteche del territorio e partecipiamo anche a laboratori di lettura. Credo che anche questo – almeno nel nostro caso è stato così – alimenti l’amore per la lettura.

AmoLeggerti - Stefania

Grazie Stefania per questa bella intervista.

Spero tanto sia piaciuta anche a voi! Vi aspetto la prossima settimana ricordandovi che se volete potete candidarvi per una intervista per la rubrica #AmoLeggerti scrivendo a mammamogliedonna@hotmail.it.

AmoLeggerti

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