Fratelli

Io ho due bimbi, due figli, due fratelli, una mamma, un papà, una casa.

Due figli, due fratelli così simili eppure così diversi.

Ho cresciuto il mio primogenito a mia immagine e somiglianza. Era la sua indole? E’ il tanto tempo di qualità passato insieme? Sono le attenzioni esclusive che aveva da parte mia e che il fratello non ha perché quando son due tutto cambia? E’ il suo carattere attento all’ascolto e osservatore che lo ha spinto ad osservarmi, imitarmi, a specchiarsi nei miei comportamenti e nei miei atteggiamenti?

O forse il mio modo di essere mamma è evoluto nel tempo e ho imparato ad essere meno presente, meno vicina, meno coinvolta e coinvolgente?

Non so. Non so se esiste una motivazione per cui due fratelli nati da una stessa mamma e uno stesso papà e cresciuti nella stessa casa vengano su così diversi.

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I miei bambini son due gioielli (come tutti i figli per le loro mamme) . Son belli e intelligenti e vivaci e tutti da conoscere, da esplorare, da vivere.

Son simili per il loro essere estroversi, allegri, vivaci, bisognosi di amore e di dolcezza, anche se solo quando lo dicono loro. Testardi e decisi ognuno a modo suo.

Eppure due fratelli, lasciati liberi davanti ad un foglio e dei colori, riescono a fare due cose tanto diverse:

Due fratelli

Due fratelli 2

E non è questione di età o di maturità, ma di una ricerca della perfezione, un’attenzione al dettaglio, all’ordine, alla pulizia e una libertà sconfinata nell’esprimersi e nell’affermare la propria personalità.

Il primo è un bambino molto intelligente, col quale ho costruito nel tempo un rapporto empatico che mi permette di comunicare con lui e di arrivare veramente a lui, nel senso che ci comprendiamo, ci fidiamo l’uno dell’altra, ci rispettiamo.

L’altro è un po’ per carattere, un po’ per età, alla ricerca di una affermazione di sé che non prevede interlocutori, che non accetta confronti. Fino a qualche mese fa mi sembrava inarrivabile. Ma ero io che non mi ero posta nel modo giusto.

Era come se aspettassi che fosse lui a venire a patti con me e invece, come sempre, ero io che dovevo pormi al suo livello e guardandolo negli occhi avvicinarmi a lui e al suo mondo.

E allora tutto sta cambiando e io sto scoprendo quanto può essere bello crescere un figlio deciso e testardo e con una esplosione di colore dentro.

 

20 Comments

  • Mammaalcubo ha detto:

    Ma sai che sto facendo le stessissime riflessioni anch’io in questi giorni?
    Anche io e il più grande siamo legatissimi, quasi in simbiosi: sarà che abbiamo caratteri molto simili, sarà che essendo il primo ho passato più tempo singolarmente con lui… Con lui ogni tappa di crescita è stata stupenda perchè era come camminare insieme, ci intendiamo anche con lo sguardo e a parole ci siamo sempre capiti e confrontati serenamente.
    Con il piccolo invece sono spesso in crisi e ancora devo trovare la strada giusta per raggiungerlo. E’ testardo, non si lascia guidare, è così estroverso ma così insicuro allo stesso tempo. Passa da farmi infuriare e perdere completamente la ragione, ad abbracciarmi e riempirmi di baci dicendomi che mi vuole bene. Non ha mezze misure!
    Una cosa è certa, fare la mamma è il lavoro più difficile del mondo.

  • twinsbimamma ha detto:

    artisti non c’è che dire diversi ma entrambi “profondi”… lo so cosa intendi a maggior ragione con i miei gemelli…che poi sono di sesso diverso e magari questo incide…. noi cerchiamo di insegnare le basi poi il carattere e la vita fa il resto….

  • Angela ha detto:

    Due figli maschi, proprio come te, con caratteri talmente diversi che ci ho messo moltissimo tempo per riuscire a prendere le misure. Nel primo ci vedo me e mia madre: forse ti puoi immaginare i conflitti interni che questo ha provocato, dal momento che io è mia madre siamo come cane e gatto, pur volendoci moltissimo bene (a 100 km di distanza). Matteo è un mix di mio marito e mio padre! Insomma non ne uscivo. Poi ho smesso di associare i miei figli a un dramma di Eschilo e li guardo nel loro essere persone al di là di me: e i conflitti stanno rientrando. Certo, ogni tanto mi fanno arrabbiare moltissimo, ma la rabbia si è ridimensionata e prevale l’ironia.
    Sono diversi, ma anche molto simili, sono maschi e si picchiano, ma mi accorgo che amano giocare insieme, si sostengono, si aiutano.
    Incrociamo le dita sull’adolescenza.
    Ciao
    Angela

  • anche io mi rispecchio in queste riflessioni. ha la femminuccia 6 e il maschietto 4. a vederli anche fisicamente sono il giorno e la notte, il diavoletto e l acqua santa. certo conta il fatto di aver dedicato piu tempo e di qualita al primo, ma sono sempre piu convinta che il carattere fa la differenza. in fondo io e il papa non siamo uguali.

  • Il mio “grande” (quattro anni) mi ha insegnato, sbattendomelo in faccia, che ogni bambino ha il suo carattere e il suo temperamento. Anche noi eravamo in simbiosi, poi, dopo appena un anno e quindici giorni, e’ arrivata la sorellina e il suo carattere un po’ ne ha risentito. In ogni caso, qualsiasi siano il carattere , le divergenze, i conflittoi, hai detto bene tu, siamo noi a dover cambiare prospettiva e guardare le cose dalla loro angolazione.

  • MammaSfigata ha detto:

    Sai che mi sono commossa? I miei sono ancora troppo piccoli (2 mesi e 22 mesi) però so già che mi troverò a fare riflessioni simili fra qualche anno perchè già nella mia pancia li sentivo diversi e io stessa ho vissuto due gravidanze diverse…chissà…forse fra un po’ verrò a rileggere questo post…

  • Mamma Piky ha detto:

    Io vedo la differenza tra i due già ora, ma diversi in tutto ed io che mi ero appena abituata a trattare con il primo nel suo modo, mi vedo a ricominciare con la seconda in modalità del tutto nuove. Sono due persone e per questo diverse ma non ero così preparata ad affrontarlo come credevo, alla fine sono sempre io la loro mamma ma cambio e mi adatto ad ognuno di loro…e’ una faticaccia eh?!?! Ma che meraviglia!

  • Mamma in Oriente ha detto:

    Ciao arrivo qui incuriosita da un tuo commento riguardo ai fratelli.
    Io invece vivo la situazione opposta. Mio figlio di 6 anni e’ ed è sempre stato un bambino complicato, difficile, oppositivo. E, vivendo spesso all’estero e non lavorando da quando è nato, mi ha sempre avuto al suo fianco con tempo di qualità. Il secondo, già dalla nascita si è dimostrato diversissimo, dolcissimo e semplice da interpretare. Forte anche lui di carattere, ma non da far diventare ogni singola cosa una lotta. Inutile dire che il primo ha risentito tantissimo della sua nascita e una gelosia istintiva ed incontenibile si è impadronita di lui rendendo le nostre giornate spesso un incubo. Il piccolo ha due anni e mezzo ora ed io ancora una soluzione non l’ho trovata.. Inizio ad intravedere qualche segnale di complicità, ma tante sono ancora liti, pianti, capricci che invadono le nostre giornate… Io credo che sicuramente noi possiamo influenzarli, ma tanto è dovuto al loro temperamento alla nascita.

    • MammaMoglieDonna ha detto:

      Il temperamento è innato, vero, ma noi come genitori abbiamo il dovere di impegnarci assumendoci sempre la responsabilità dei conflitti e ricercando la chiave giusta per entrare in comunicazione con loro. Se non ci riusciamo ora, che faremo quando saranno adolescenti? ^_^

  • Cesentimamma ha detto:

    Quanto hai ragione, siamo noi a dover trovare la chiave di lettura e comprensione. Mi ritrovo molto in quello che dici e anche io con la prima ho un rapporto empatico che non ho col secondo e proprio in questi giorni stavo facendo delle riflessioni. Questo post è meraviglioso.

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