Giorni no

giorni no

Sono giorni no questi per me. Il rientro a lavoro dopo le vacanze è sempre traumatico per me, quest’anno più del solito. L’impegno di questo nuovo lavoro, il ritrovarmi catapultata in un ruolo che per certi aspetti mi pare giusto per me, ma che per altri mi soffoca amplifica il senso di nostalgia verso la bella vacanza in Sicilia delle due settimane passate.

Da quando ci sono i bambini, la cosa più bella delle vacanze è viversele tutti insieme, stare insieme noi quattro. Avere tempi dilazionati da passare insieme a fare quello che ci fa stare bene, questo è vacanza per noi, questo è quello che mi manca sempre quanto rientro. E manca anche a loro. Dopo due giorni in cui io e mio marito ci siamo alternati per tenerli lui la mattina e io il pomeriggio, stamattina Filippo mi ha detto “mamma vorrei che tornassi presto per stare un po’ insieme a casa tutti e quattro”

Quelle cose che suonano dolcissime e dolorosissime a seconda di come ti senti.

Quando mi ha chiamato avevo appena asciugato le lacrime. Non son riuscita a trattenermi stamattina quando sono passata a salutare un collega che da domani si trasferisce nella nuova sede, quella lontana, quella per cui mi son tanto battuta per non andare, al punto da rinunciare al part time e da ricominciare un lavoro nuovo, pieno di impegni, responsabilità, trasferte e pensieri.

I pensieri ora sono per quella parte di storia professionale e personale che se ne va insieme ai miei colleghi, gli ultimi rimasti, insieme a lui, il collega che ho salutato oggi e che è stato la prima persona che ho incontrato il mio primo giorno di lavoro, la persona che ho sentito più vicina in assoluto in questi anni, sincera, leale, simpatica, affidabile, un amico, un confidente. Mi mancherà un casino! Lui e gli altri… il mio mondo, la mia vecchia vita, la parte di vita professionale spensierata e felice che ho vissuto con loro.

SI, perché queste persone le ho conosciute da neolaureata, 11 anni fa, quando tutto sembrava possibile, quando il lavoro era un piacere, una sfida, una conquista, un traguardo, l’obiettivo per eccellenza. E oggi, mentre loro chiudono gli scatoloni, io penso ai momenti felici passati sul posto di lavoro in un ambiente sano, amichevole. E non riesco a trattenere le lacrime perché si chiude un capitolo della mia vita in quegli scatoloni. Loro se ne vanno. Io resto. Era quello che volevo… ma allora perché sto così male!?

Non passa giorno in cui io non mi chieda se ho fatto bene…

Non passa giorno in cui io non mi chieda quanto reggerò a questi ritmi…

E’ per questo che latito in questi giorni, perché non riesco ad essere serena e odio quando sto male e devo raccontarmi così fragile, triste, confusa e negativa.

Ma parlare con voi mi aiuta, è terapeutico, ecco perché mi son decisa a farlo oggi.

Io continuo a ripetermi che non è la fine del mondo, che il full time non è la fine del mondo, che ci sono tante mamme cui non è stato concesso di scegliere e son dovute rientrare a tempo pieno molto prima di me,  ma non mi aiuta.

Continuo a vivere ogni momento con il costante desiderio di fermare il tempo. Ma perché non riesco a guardare avanti invece?!

15 Comments

  • Ana ha detto:

    Cara Federica,
    mi dispiace sentirti così giù…. Devi stare tranquilla perché il tempo che dedichi loro è di qualità e sicuramente lo ricorderanno sempre che mamma, anche se stanca per il lavoro, leggeva per loro, cucinava, giocava, stava con loro! Forse ha ancora più valore il tuo tempo! Io vedo che quando arriva mio marito dal lavoro con me non vogliono più stare ma vogliono solo le sue coccole… Non mollare! Mia mamma lavorava tantissimo ma io la ricordo sempre vicina a me….
    Abbraccio forte!

  • hermione ha detto:

    Pensa alle cose belle, quelle che ti piacciono e ti fanno stare bene. Ecco, pensa che ce ne saranno tante altre. In bocca al lupo!

  • Francesca Milkbook ha detto:

    Ciao Federica, se hai deciso di accettare questa nuova “condizione” avrai avuto i tuoi ottimi motivi. Quindi ripensa a quelli e non dimenticarli mai! Certo, voglio essere sincera: da mamma credo che il lavoro part time sia una condizione perfetta.
    Ma da quanto ho capito il tuo part time si sarebbe dovuto svolgere lontano e quindi il tempo lo avresti passato comunque fuori casa o in macchina…
    Purtroppo la situazione ideale non esiste e siamo tutte a rischio esaurimento… 🙂
    Anch’io vivo di continui alti e bassi. Aiuto!
    Un abbraccio

  • viviana ha detto:

    Cara,
    è giusto vivere momenti come questi…Sono quelli che ti fanno crescere e maturare, soprattutto ripensare alle scelte fatte e che sono sicura sono state le più giuste per te e la famiglia.

    Dilemma perenne, questo delle mamme…Grazie per aver linkato alcuni post che non avevo ancora letto e che mi hanno offerto un quadro più chiaro dei cambiamenti che hai vissuto nella tua vita lavorativa.

    Come ho espresso proprio recentemente nel mio post: http://chevitafarelamamma.blogspot.it/2014/06/conflitto-tra-mamma-lavoratrice-e-mamma.html (che hai già letto;-))
    sono fortemente convinta del fatto che se siamo felici e realizzate, anche se con poco tempo, è felice l’intera famiglia.

    E’ vero, vorremmo fare le cose con più calma e senza i minuti contati (da poco ho espresso questo desiderio: http://chevitafarelamamma.blogspot.it/2014/07/un-momento-tutto-per-noi-ii-tra.html) ma i nostri figli crescono con noi e inconsapevolmente acquisiscono la nostra determinazione, quella che un giorno li sosterrà in momenti di sconforto come questo.

    Mi dispiace per la tristezza che provi nella separazione da alcuni colleghi. E’ successo anche a me, si prova un gran dispiacere…

    Vedrai che, passato il magone per le ferie finite e riprendendo i ritmi frenetici di sempre, riuscirai a vedere le cose in modo più positivo;-)

    Ti abbraccio
    Vivy

  • Sarah Brambilla ha detto:

    forza e coraggio…
    ne hai da vendere…
    tirale fuori…
    sei una donna dolce sensibile premurosa, non lasciare che la negatività abbia il sopravvento…
    reagisci…
    ce la farai, questa volta, come tutte le volte che sono state e che saranno…
    perchè per tutte noi è così…
    colonne portanti!
    ti abbraccio
    s.

  • Mammaalcubo ha detto:

    E’ dura, durissima. Io ho mollato anni fa il full time perchè stavo impazzendo, ma c’è da dire che il lavoro non aveva grandi prospettive nè soddisfazioni ed ero al collasso per la mancanza di sonno… Ora dopo tanto tempo a casa ho finalmente trovato un part time serio 🙂
    Spero che per te sia solo un momento di sconforto, che passerà perchè sei soddisfatta della tua scelta e non hai rimpianti. Altrimenti lotta per cambiare e trovare ciò che vuoi davvero!
    In bocca al lupo!

    • MammaMoglieDonna ha detto:

      La verità è che devo darmi la possibilità di riuscire. Voglio provarci, perché ho studiato per avere un posto, ho sempre creduto che alle donne non avrebbero dato spazio e possibilità e invece me lo stanno dando, quindi rinunciare subito significherebbe dichiarare fallimento e io non voglio.
      Mi prenderò del tempo e poi vediamo.
      Se starò troppo male, un passo indietro dovrò farlo per forza, ma ora no.

  • Mamma Piky ha detto:

    Non c’è nulla da fare, noi mamme al lavoro dobbiamo accettare un compromesso con noi stesse, per continuare rimanendo serene, altrimenti i sensi di colpa non danno tregua e pure la voglia di non perdersi un minuto, di regalargli i loro tempi (mentre noi li pressiamo perché siamo sempre in ritardo). Eccezionalmente questa mattina sono a casa dal lavoro, già il fatto di non averli tirati giù dal letto per portarli da mia madre, mi fa sentire più in pace con me stessa e dargli la possibilità di godersi la loro casa e i loro giochi, visto che in genere usciamo la mattina e rientriamo la sera. Si tratta però di momenti eccezionali ed anche per noi le vacanze sono la parentesi che aspettiamo tutto l’anno, purtroppo io non ho scelta, il mio lavoro e’ così e basta il part time non e’ contemplato ne possibile.

  • Mamma Piky ha detto:

    In realtà non sono molto serena, perché sono dell’idea che i bambini hanno bisogno di stare con i genitori, e che comunque e’ quello che vogliono. Ci sono giornate che li lascio la mattina e li riprendo la sera, in pratica li cresce qualcun altro e questa cosa mi fa star male, non posso portarli al parco, non andiamo alle feste e nemmeno a fare spesa. E’ racchiuso tutto nei week end ed ho come la sensazione che loro vivano,la giornata aspettandoci, poi siamo così stanchi che il famoso tempo di qualità va a farsi benedire!

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