Un bambino di 6 anni in un piccolo paese

Avere 6 anni in un piccolo paese è molto diverso da avere 6 anni in città e succede che un bambino nato e vissuto in città, in un piccolo paese impara ad essere quello che non sapeva di poter essere…

I miei figli sono nati e cresciuti in città, quasi mai in giro per il quartiere, facciamo la spesa nei centri commerciali e raramente ci muoviamo a piedi, usando la macchina per quasi tutti gli spostamenti.

Questa estate i miei bambini sono stati in vacanza dai nonni, una estate serena, divertente, spensierata, coccolosa, come quella di un anno fa o forse di più perché entrambi più consapevoli, più grandi, più aperti alle possibilità del contesto.

Nel mio piccolo paese i bambini crescono per strada, con la vicina di casa che butta un occhio per vedere se tutto è apposto, fanno merenda a casa di un amichetto e a volte la mamma neanche sa dove sono, tanto in paese ci si conosce tutti e chiunque sarebbe pronto ad aiutare un bambino in difficoltà anche se non fosse il proprio. E’ la comunità che diventa una specie di famiglia, una cosa che a me crescendo andava stretta, ma che da bambini ha tanti vantaggi.

Quest’anno il mio ometto grande ha festeggiato 6 anni e ha vissuto una estate all’insegna della ricerca di autonomia e della voglia di fare da solo e sperimentare e mettersi alla prova.

Nel mio piccolo paese ha scoperto una nuova dimensione di essere bambino, fatta di incontri casuali in piazza, di bambini che corrono per le vie del paese senza mamme al seguito, di donne che ti salutano e ti offrono la merenda anche se non le conosci.

Ma soprattutto avere 6 anni in un piccolo paese permette di fare tante nuove esperienze che in città non puoi fare:

  • andare a comprare il latte da solo: il piccolo negozio di generi alimentari è in una piazzetta a 300m da casa nostra, lui va, costeggiando le case vicine, io per la maggior parte del tragitto lo guardo dal balcone. E’ dolcissimo, tutto orgoglioso, aspetta il suo turno, con i suoi soldini in mano e quando tocca a lui chiede, prende il resto e torna felice e soddisfatto.
  • andare a casa dei nonni da solo: abbiamo iniziato gradualmente, con me che camminavo poco dietro a lui, finché gli ultimi 2gg gli ho permesso di andare da solo, anche se metà percorso è chiuso al passaggio delle automobili.
  • giocare con i bambini sotto casa senza la sorveglianza della mamma: come ho detto sopra, i bambini in paese giocano da soli, quasi mai c’è un adulto a sorvegliarli perché in realtà tutti li sorvegliano. Mio figlio ha sperimentato questa sensazione, sentendosi grande… io confesso di averlo spiato dalla finestra più volte… 😉
  • raccogliere le mele con lo zio e le cuginette: momenti tenerissimi che ti porti nel cuore per tutto l’inverno, forse per sempre, il gusto di fare le cose semplici, insieme allo zio, insieme alle cuginette che non vediamo spessissimo…

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  • arrampicarsi sugli alberi: durante un picnic sul lungolago, una giornata di sole con tutta la famiglia e la voglia di diventare tutt’uno con la natura

avere 6 anni in un piccolo paese

  • andare in bicicletta per strada: non glielo avevo mai permesso qui a Roma, pensavo fosse troppo complicato, che non ce la facesse e invece lì, complice anche la minore incidenza di automobili in circolazione abbiamo finalmente potuto girare in bicicletta.
  • raccogliere frutti dell’orto:  il nonno ha l’orto e se ne prende cura quotidianamente, facendo partecipare i bambini per quanto possibile
  • scacciare i parassiti delle patate: anche di questo ha bisogno l’orto ed è bello che i bambini sperimentino sul campo quanto hanno appreso dai libri (Il mio orto, Editoriale Scienza)
  • dar da mangiare agli animali: prendersi cura degli animali domestici, come cani e gatti, ma anche dei tacchini e conigli, galline.
  • aiutare il nonno a sistemare il tetto della nuova casetta dei polli: una esperienza di accudimento, di partecipazione attiva a qualcosa che vedi nascere e realizzarsi con il tuo contributo. Una cosa che ti fa diventare grande secondo me.
  • raccogliere le patate novelle da portarsi a Roma: il frutto del proprio lavoro, dall’accudimento della piantina, alla raccolta del frutto, il nonno le zappa, i bambini le raccolgono dietro di lui, in una festa di semplicità e amore genuino.
  • fare le lasagne insieme alla nonna: questa lo so che non è propriamente una attività da fare in un piccolo paese, ma il mio bambino non avrebbe potuto farla in città perché io non faccio lasagne fatte in casa, e poi ditemi, quante nonne di città fanno le lasagne in casa?
  • costruire una barchetta usando i rametti di ginestra

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  • conoscere da vicino una poiana, un barbagianni e un gufo reale

Avere 6 anni in un piccolo paese ti fa crescere in fretta, anche se ci stai per poco tempo e le belle esperienze che fai, te le porti dentro, anche quando torni in città.

4 Comments

  • Mamma Avvocato ha detto:

    Per fortuna, noi abitiamo ancora in un paese piccolo e in una cittadina piccina e queste esperienze le fa…mi sa,però, che mancano quelle da città grande, tipo prendere l’autobus o andare spesso per musei o simili!
    I tuoi bimbi devono essersi divertiti moltissimo!!!

  • M di MS ha detto:

    Anche noi facciamo queste esperienze grazie al posto in cui trascorriamo le vacanze.
    Devo dire che come milanesi la cosa non è per niente scontata: spesso i genitori di città hanno quasi paura a lasciar andare i figli, confrontandoli con i loro limiti.
    Mi sento fortunata nel poter accostare anche i miei bambini alla natura. A me questo aspetto è mancato molto da piccola e sono contenta per loro.

    • MammaMoglieDonna ha detto:

      Si, anch’io mi sento fortunata a poter dare loro questa finestra sulla vita semplice e “selvaggia”, almeno finché vorranno, le vacanze estive le faranno in parte dai nonni.
      Riguardo il fatto di lasciali andare, io sono felice di farlo perché ho come la sensazione che la vita di città ci costringa a farli vivere in qualche modo ovattati e mi piace che possano misurarsi con qualche difficoltà!
      Grazie per essere passata a trovarmi! ^_^

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