Distacco dalla mamma: tre piccoli gufi

E’ difficile far accettare ai bambini, specie se molto piccoli, il distacco dalla mamma: tipicamente è il ritorno a lavoro della mamma dopo la maternità che segna il confine tra l’epoca della simbiosi a quello del distacco. Se per la mamma la separazione è vissuta male, ma accettata come cosa necessaria, per il bambino, capire le motivazioni che ci sono dietro quel trauma è difficile se non impossibile.

Parliamo di bambini di 1-2 anni che, non solo non hanno la capacità di razionalizzare le motivazioni, ma nemmeno gli strumenti per sentirsi rassicurati dal fatto che non sono stati abbandonati, ma che la mamma tornerà da loro appena potrà.

Il distacco dalla mamma quindi implica insicurezza e senso di abbandono che si supera col tempo, grazie all’esperienza del ritorno: sperimentando che la mamma torna, capiranno che anche se devono separarsene, non è per sempre!

E’ un cammino lungo, per mamme e bambini, chi come me ha dovuto iniziare dal nido intorno ai 13 mesi, sa bene quanto sia emotivamente difficile per entrambi questo passo e quanto solo il tempo attutisca il senso di vuoto che il distacco implica.

Sapere di avere la comprensione di altre mamme aiuta, ci consoliamo a vicenda, ci rassicuriamo sul fatto che i bimbi staranno bene, ci confermiamo l’una con l’altra che era un momento non evitabile, che dovevamo prima o poi tornare a lavoro.

Ma loro, i bambini come fanno?

Loro ci chiamano, piangono, si lamentano, si consolano a vicenda… ci aspettano alla finestra.

E’ capitato tante di quelle volte di arrivare al nido e di trovare i miei piccoli col naso spiaccicato sul vetro ad aspettarmi e ogni volta il cuore si stringeva e poi si dilatava in un tenerissimo abbraccio riconciliante.

Tutte queste sensazioni sono racchiuse in un bellissimo albo illustrato, edito da Mondadori:

I TRE PICCOLI GUFI di Martin Waddell e Patrick Benosn

Amato da oltre due milioni di lettori nel mondo, I tre piccoli gufi è uno strumento per rivivere ed esprimere emozioni profonde come la paura e il timore di abbandono, ma anche la solidarietà tra fratelli o coetanei e i piccoli atti di coraggio che permettono di crescere.

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Sara, Bruno e Tobia sono tre piccoli gufi e vivono con la loro mamma in un buco dentro il tronco di un albero con Mamma Gufa.

Una notte si svegliano e Mamma Gufa non c’è, subito si chiedono l’un l’altro dove sia finita la mamma e mentre i due più grandi cercano di farsi forza l’un l’altro dandosi spiegazioni più o meno razionali, più o meno convincenti, il piccolo Tobia continua a ripetere “Voglio la mia mamma!”.

Come se le spiegazioni non fossero abbastanza convincenti per lui, come se non fossero neanche interessanti o comunque emotivamente insufficienti, il piccolo Tobia vuole solo la sua mamma!

Sara e Bruno si prendono cura del fratellino, si mettono tutti vicini vicini e insieme, uniti aspettano la mamma. Uniti riescono finalmente a tranquillizzarsi e persino a dormire, e a sognare che la loro mamma torni e infatti lei torna.

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“Mamma!” gridano i piccoli gufi e svolazzando e ballando e saltellando sopra il ramo. Sono felicissimi i tre piccoli gufi, eccitatissimi di avere finalmente davanti la loro adorata mamma!

E quando la mamma chiede perché vi agitate tanto? lo sapevate che sarei tornata. Loro “Io lo sapevo”, disse Sara. “Anch’io lo sapevo!” disse Bruno. E Tobia disse “Io voglio bene alla mia mamma!”

Un libro dolcissimo in cui voi e i vostri bambini potrete riconoscervi e leggendo il quale potrete coccolarvi e dichiararvi il vostro amore.

La tenerissima storia, ben architettata è solo una parte della meraviglia, perché questo albo basterebbe anche solo guardarlo per rimanerne incantati, basterebbe solo perdersi negli occhietti dei tre piccoli gufi per decidere di portarselo a casa. No? A voi non è venuta voglia di averlo?

Se avete deciso di comprarlo, potete acquistarlo qui:

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