Pesci Alieni Bioparco di Roma

Al Bioparco di Roma c’è un nuovo padiglione con istallazione di acquari che ospitano i cosiddetti “pesci alieni“, chiamati così perché non sono abituali ospiti dei nostri mari, ma costituiscono una novità delle acque del bacino del Mediterraneo arrivati in conseguenza dei cambiamenti climatici.

Pesci Alieni: le specie

Da qualche anno, nel bacino del Mediterraneo sono stati avvistati spettacolari Pesci Alieni bellissimi da vedersi, come il Pesce palla maculato, avvistato in Turchia, Israele, Egitto e nel 2013 anche in Sicilia, che si va diffondendo molto rapidamente ma che può essere molto pericoloso se mangiato, talmente tossico da provocare la paralisi del corpo e persino la morte.
Meravigliosa presenza anche quella del Pesce Scorpione, spettacolare quanto letale con il suo veleno può arrivare ad provocare la morte di un essere umano.

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Pesci Alieni: le cause

L’inquinamento, la cementificazione, le barriere create dalla costruzione di dighe sono alcune delle cause dell’arrivo di questi pesci alieni che riescono ad essere più resistenti a questo tipo di condizioni avverse.
Cosa possiamo fare noi?
Come sempre quando si parla di ambiente, le nostre scelte sostenibili potrebbero contribuire a fare la differenza.
Una delle ragioni dei profondi cambiamenti che il nostro sta vivendo mare è infatti la pesca non sostenibile, ovvero che non rispetta tempi di riprodzione dei pesci e dei microrganismi marini e che è sicuramente condizionata dalle nostre abitudini alimentari che privilegiano sempre le stesse specie ittiche, quando invece il nostro mare potrebbe offrirci una ben più ricca varietà.
Pesce locale acquistato nella giusta stagione ci garantirebbe di mangiare prodotti freschi e provenienti dal mare più vicino: triglia, sarago, seppia, polpo, scorfano, sgombro, alici, sardine tra le specie pescate in modo sostenibile.

Pesci alieni: un mare tropicale, ma a che prezzo?

Si, tutto questo potrebbe portare il nostro mare a trasformarsi in un mare tropicale per varietà e colori di pesci ospitati, sicuramente una prospettiva gratificante per gli occhi, ma questo porterebbe alla scomparsa delle specie che ora lo abitano, con conseguenze anche per la nostra alimentazione. Sicuri che ne valga la pena?

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