Case anche per bambini

CQuando arriva un bambino, una delle principali preoccupazioni dei genitori è comprare tutto quello che serve per allestire la cameretta del bambino: colori tenui alle pareti, la culla, il fasciatoio, la cassettiera in cui ospitare tutti i mini vestitini del piccolo in arrivo. Ogni dettaglio studiato con cura per quello che sarà il suo spazio, l’ambiente dedicato al bambino.

Fino al momento in cui tornano a casa col piccolo, i genitori non si rendono conto che il bambino che arriverà non potrà accontentarsi di vivere nello spazio cameretta seppure bellissimo e curato nei minimi dettagli, ma piano piano con le sue cose, ciuccio, copertine, bavaglini e poi giochi, libri, invaderà la casa.

Ma è giusto considerarla una invasione?

Se lo chiede Maya Azzarà in apertura del suo libro CASE anche PER BAMBINI.

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Ospiti o coinquilini?

E’ tutta lì la differenza infondo, nell’approccio. La maggior parte dei genitori non progetta la casa e gli arredi domandandosi se sarà funzionale anche per un bambino quando questo arriverà, così quando il bambino nasce e poi man mano che cresce si ritrovano invasi e provano a sistemare la situazione ponendo limiti su limiti.

I genitori dovrebbero entrare nell’ottica che il bambino sarà un coinquilino e non un ospite e quindi sarà necessario fargli spazio in ogni stanza della casa e non confinarlo in una stanza sperando che resti li e basta. Il bambino, come ogni altro componente della famiglia ha diritto a uno spazio in soggiorno, in bagno, in cucina.

Ripensare lo spazio della casa, significa modificare la relazione con i figli.

I miei bambini hanno la loro cucinetta in miniatura nella mia cucina, questo fa si che quando la sera io cucino loro possano darmi una mano se ne hanno voglia, ma anche solo imitarmi e fingere di cucinare leccornie nella loro cucina. Questo fa si che passiamo tempo insieme, che non ci sono momenti di attesa passiva o di insofferenza perché la mamma è in cucina e non gli da retta.

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Anche in soggiorno hanno uno spazio tutto loro per i libri, una mensola nella parete del soggiorno e una libreria tutta loro vicino al divano. Giocano in soggiorno e non solo nella loro stanza dei giochi perché non è giusto chiedere loro di stare confinati in una stanza, limitare la loro possibilità di esperienza e di interazione con i genitori.

Le CASE anche PER BAMBINI possono essere realizzate con poche regole di convivenza:

  • ogni cosa ha un suo posto: se ogni oggetto ha una sua collocazione logica e razionalmente, persino risistemare diventa più semplice e gradevole.
  • non si prendono le cose degli altri senza chiederle: una regola che dobbiamo rispettare anche noi perché i bambini imparano dall’esempio, quindi noi per primi chiediamo prima di spostare le loro cose e loro impareranno a fare altrettanto
  • scegliamo arredi a misura di bambino: mobili in miniatura in cui possano sentirsi a loro agio, ma in generalre facciamo scelte che rendano la loro spinta all’autonomia per la quale occorre ricordarsi sempre di gratificare i bambini riconoscendone i successi e i progressi
  • eliminiamo gli ostacoli: ci sono molte cose nelle nostre case che non sono ad altezza bambino, basti pensare agli interruttori, alle maniglie delle porte, al water, all’altezza delle finestre. A volte basta poco, un piccolo rialzino che permetta loro di salire e sedersi sul water, ma anche una sgabelletto con scalini che permetta di salire sulle sedie in autonomia
  • non pretendiamo che la casa sia sempre in ordine: la casa racconta la storia di chi la abita, rappresenta ciò che siamo, gli arredi spesso raccontano la storia della nostra famiglia, facciamo in modo che parlino anche del nostro bambino.

Questi e tanti altri consigli e spunti di riflessione ho trovato nel libro CASE anche PER BAMBINI, un libro scritto in tono molto semplice che induce una analisi nel proprio modo di vivere e di concepire la casa e l’infanzia su cui tutti dovremmo fermarci un attimo a pensare.

L’infanzia non è semplicemente un tempo
di preparazione alla vita,
come sovente siamo portati a pensarla per in nostri figli,
ma è già vita essa stessa

Peter Rosegger

2 Comments

  • Daria ha detto:

    Ma che bel libro! Me lo vado subito a cercare, rispecchia in pieno il mio modo di intendere la casa… poi mi interessa anche per “deformazione professionale”!
    PS: i nostri bimbi hanno la stessa cucinetta!

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