ZOOlibri: quattro chiacchiere con l’editore

Zoolibri intervista

Sul loro nuovo e bellissimo sito dispensano istruzioni d’uso per chi entra in possesso di un libro dal loro catalogo:

  • Aprire lo ZOOlibro e annusarne bene il profumo
  • Assicurarsi di avere un bambino a portata di mano
  • Mettersi comodi
  • Leggere lo ZOOlibro ad alta voce seguendo le indicazioni Nati Per Leggere
  • Ripetere a piacere, leggere gli ZOOlibri fa bene alla salute.

Sono gli Zoolibri, una piccola casa editrice di Reggio Emilia che da 15 anni si impegna per mettere sul mercato prodotti di altissima qualità anche importando dall’estero.

Noi abbiamo tantissimi dei loro titoli, alcuni sono per noi capolavori assoluti, come La scimmia di Davide Calì o Il ballerino del Silenzio di Ivo Rosati, La mia città che adoriamo, che abbiamo straletto, ma tanti sono quelli bellissimi e indimenticabili come PUM! PUM! o Il domatore di foglie o Il coccodrillo innamorato

Zoolibri

Il segreto della riuscita dei loro libri? L’ho chiesto a loro, anzi a Lui, Corrado Rabitti, l’editore, il capo di questa splendida realtà.

ZOOlibri nasce ufficialmente in data 01/01/01, con l’intenzione di produrre albi illustrati per bambini e ragazzi, nella misura di 4/5 titoli l’anno.

La decisione di aprire una casa editrice così specializzata nasce dall’espressione delle necessità del fondatore: personale, culturale, artistica. In questi casi, sempre, una personalità precisa segue un percorso preciso con intenti e modalità precisi. ZOOlibri fa il lavoro effettivo di casa editrice: traduzione dall’estero sul mercato italiano di libri illustrati opera di artisti inediti (Snoodijk, Chaud, Jeffers, Verplancke, Klassen; produzione di propri libri illustrati (il tesoro di ZOOlibri) se possibile sempre con autori inediti, sia italiani (Giordano, Folì) che stranieri (Chaud, Pacheco, Soumagnac).

Davvero il team è composto di sole 10 persone? Come fanno a far tutto? Sembrano poche, ma cose c’è in realtà dietro una casa editrice?

In realtà no: lo ZOOgruppo è composto da meno unità. ZOOlibri non ha dipendenti perché questo lavoro non lo permette, e l’unico presente fisso è il titolare, che fa tutto, anche fax e pulizie. La direzione tecnica e artistica sono a carico degli amici di www.delica.it. C’è una collaborazione fissa come tuttofare per alcuni mesi l’anno. Poi l’estero in fiera e ogni altra necessità sono affidate a collaboratori esterni, anch’essi fissi. Diciamo che 5/6 persone sono il numero totale. Ecco cosa c’è dietro la casa editrice: tanto lavoro sottopagato, tanta pazienza e tanta passione.

Se la casa editrice è tale e riesce a imporsi, pubblica libri e li vende e si mantiene con quello. Che in questo tipo di paese è pressoché impossibile.

L’editore rimane comunque colui che mette sul mercato un prodotto culturale con caratteristiche tali da rispettare i lettori: quindi non facendo porcherie. Un lavoro difficile e più complesso di quanto sembri.

Guardate molto all’estero, cosa trovate in Europa che non trovare qui da noi?

Come si può sopravvivere a noi stessi senza l’aiuto degli altri?

Nel mondo si trovano un sacco di cose. Troviamo persone serie che pagano le fatture alla scadenza e in generale rispettano sempre gli impegni.

Troviamo persone curiose, interessate anche alle culture degli altri.

Troviamo persone che non giudicano gli altri dal loro aspetto ma per le idee e le cose che fanno.

Troviamo persone che leggono e “consumano” libri. E poi troviamo “ascolto” e mille altre cose positive.

All’inizio l’editore s’è posto una questione principale: come far partire e poi mantenere – con obiettivo minimo a dieci anni – una piccola struttura indipendente in un settore come questo e in paese come questo?

La risposta è stata una sola: produrre titoli così “convincenti” da poterne vendere i diritti all’estero.

ZOOlibri nasce perciò con un’idea molto precisa, quasi una programmazione: ognuno dei libri prodotti tradotto almeno in una lingua straniera.

Da qui la necessità di tanto tanto paziente lavoro sul mercato e sulla “costruzione” del libro, soprattutto sulla parte “visiva”.

Intervista a Zoolibri

Cosa distingue uno ZOOlibro da un altro libro? 

Questo andrebbe chiesto a qualche lettore prima che all’editore medesimo. Diciamo che lo ZOOlibro deve essere “leggero”, anche se la storia è seria. Che lo ZOOlibro deve sempre avere diversi piani di lettura, indipendentemente dall’età indicata. Che lo ZOOlibro deve proporre un messaggio universale. E diciamo che è fondamentale che lo ZOOlibro non sia barboso, noioso, spocchioso, stiloso, verboso, …oso. E che mai e poi mai lo ZOOlibro faccia tendenza, “moda”: significherebbe replicare se stesso all’infinito.

Ho letto con molto piacere la sezione “Lavorare con ZOOlibri”, sul vostro sito. Siete molto severi con illustratori e scrittori, ci dite 3 errori che non devono fare se vogliono scrivere uno ZOOlibro?

Severi proprio no! Magari molto educati e rigorosi. ZOOlibri riceve oltre 200 proposte annuali da tutto il mondo e da ormai 12 anni risponde per e-mail a tutte. Riteniamo si tratti di una questione d’educazione. Per riuscire in questo intento, dobbiamo per forza fissare dei limiti, delle condizioni. Già così, che ci si creda o no, riceviamo romanzi fantasy, filastrocche, storie in rima… insomma tutto ciò che chiediamo di non ricevere. Errore 1 da evitare: proporsi a ZOOlibri senza aver prima studiato il catalogo di ZOOlibri. Errore 2 da evitare: proporsi a ZOOlibri senza aver prima letto qualche ZOOlibro. Errore 3 da evitare: proporsi a ZOOlibri senza aver prima letto almeno cento albi illustrati di autori diversi da tutto il mondo.

Un sogno per il futuro?

Che tutti italiani aventi cittadinanza leggano almeno 3 libri al mese.

Copyright risposte, ZOOlibri, 13 febbraio 2013.

Articolo pubblicato (poi rimosso) su Le Nuove Mamme.

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