Come un pesce nel diluvio

Il libro che vi racconto oggi è Come un pesce nel diluvio, edito da Sinnos Edizioni che racconta la storia dell’Arca di Noè vista dalla prospettiva dei pesci. Come un Pesce nel Diluvio è di Mia Lecomte illustrazioni di Andrea Rivola.

Un libro bello, con illustrazioni quasi caricaturali del mondo sottomarino e tanta tanta poesia. Versi in rima e parole ripetute a rinforzare i concetti nella mente dei piccoli lettori che si divertono a vedere i loro amici pesci così belli tirati a lucido per l’occasione e ascoltano timorosi pregando per la buona sorte di chi il Diluvio lo sta subendo.

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I bambini si sa sono curiosi per natura, hanno sempre osservazioni su qualsiasi cosa si racconti loro. Immagino che sia capitato anche a voi di ricevere domande di cui non conoscevate la risposta e qualche volta avete rimandato ad altro momento, qualche altra volta invece avete inventato su due piedi qualcosa di plausibile. Ebbene il libro che vi racconto oggi nasce da una considerazione di una bambina di fronte al racconto del mito di Noè e della sua Arca.

“Ma non è giusto, così i pesci sopravvivono tutti, anche i più cattivi…”

I bambini.. che meraviglia! Io non ci avevo mai pensato e voi?

Cosa successe a i pesci durante il diluvio universale, mentre fuori pioveva e il livello del mare aumentava e aumentava?

Piove da gioni. Piove. Piove.

E aumenta, aumenta, aumenta.

Tutta l’acqua aumenta, tutta l’acqua del mondo.

Le prime immagini di questo bellissimo albo di pagine spesse e ruvide, ci mostrano un paesaggio desolato: il cielo plumbeo e il mare in tempesta hanno i toni del blu, del viola, del nero e del grigio a farla da padrone mentre la pioggia cade fitta fitta…

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Acqua dappertutto. Acqua, acqua, acqua.

Una terribile calamità, una condanna. Per tutti.

Una vera pacchia, una cuccagna. Per i pesci.

Il Diluvio è fatto apposta per loro.

Di acqua dolce o salata, alla fine è lo stesso.

Sono euforici. Come pesci nel Diluvio.

I pesci son talmente eccitati che indicono un Gran Ballo, quello vero, Universale.

Si presentano pesci di ogni età e di ogni taglia da tutte le acque del mondo, ognuno con la sua storia e i suoi tratti distintivi.

Ci sono Acciuga e Aringa, tirate a lucido per l’occasione capelli bianchi lunghissimi e cotonati, trucco marcato, perché forse c’è ancora una speranza per loro, le possibilità sono aumentate

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C’è Diogene il filosofo più profondo, dei più profondi abissi e con lui il giovane pagliaccio, attore molto in voga.

Ci sono i Pirana, il gruppo musicale che piace ai più arrabbiati

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Ci son Medusa e Piovra e Polpo al Ballo Universale.

C’è Spada il Generale e con lui Cane e Martello

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Ci son Salmone e Trota, c’è Anguilla con Murena: sinuose, snelle, audaci “proprio in questa occasione ci piace di piacere”

come un pesce nel diluvio 5C’è anche un Pesciolino, al Ballo Universale.

 Semplice, fragile, comune.

Un santo? Un poeta?

Forse. Sa essere normale.

Un pesciolino un minuscolo pesciolino rosso ma con un occhio enorme, è stranamente inquieto, non riesce a festeggiare. Non può fare a meno di domandarsi se c’è altro all’infuori di loro e di quel ballo, se c’è ancora qualcuno altrove, nell’altra metà del mondo, qualcuno che può essere salvato. Così si allontana dalla baldoria, quell’anima inqueta e nuota nuota e nuota finchè arriva in superficie e vede quell’enorme Arca in balia delle onde un guscio proprio piccolo, un gran mucchio di cuori. In pericolo. Così torna alla festa di corsa, bisogna intervenire e fare in fretta.

Esitano, i pesci euforici.

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Ma alla fine accettano e si fanno guidare dal pesciolino, gli vanno dietro e facendo un gran tappeto sotto l’Arca l’aiutano ad adagiarsi là dove l’acqua non può coprirla.

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Un santo? Un poeta? Chissà… sicuramente un emblema della natura che sa essere benevola con gli uomini. E’ lui che li salva dal Diluvio Universale: un minuscolo dolcissimo pesciolino senza nome ma con un occhio enorme come il suo sensibile cuore. Un piccolo eroe che ricorda tanto il Guizzino di Lionni, anche lui guida per gli altri pesciolini contro i terribile nemico affamato: tanti piccolissimi pesciolini uniti mettono in fuga il grande tonno, perché la ragione può vincere sulla paura e dimostrare ancora una volta che l’unione fa la forza. E il parallelo col pesciolino dal grande occhio ritorna anche nell’immagine di Guizzino e nel suo autoproclamarsi vate “Io sono l’occhio” diceva.

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Guizzino di Leo Lionni

Dipingere Guizzino con timbri e colori a dita

Quando Noè cadde dall’arca

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