Come nascono i bambini?

Prima o poi arriva il momento in cui i nostri figli fanno la domanda “Come nascono i bambini”?

Gallucci Editore ha pubblicato in questi giorni L’albero dei bambini di Sophie Blackall un albo molto carino in cui un bambino appreso che c’è un fratellino in arrivo, inizia a chiedersi come nascono i bambini.

come nascono i bambini

Dove andremo a prendere il bambino?

Lo chiede alla sua tata, poco più che una ragazza e lei risponde che i bambini vengono dall’albero dei bambini.

albero dei bambini Gallucci

Lo chiede più tardi anche alla maestra e questa risponde “dall’ospedale”

albero dei bambini Gallucci 2

Il postino dice che nascono da un uovo, ma non sa spiegare nulla dell’uovo

albero dei bambini Gallucci 4

E il nonno? Il nonno risponde “che li porta la cicogna di notte e li lascia sull’uscio di casa, avvolti in un fagotto”

albero dei bambini Gallucci 3

Per fortuna, dopo la cena e la lettura della buonanotte, il bambino chiede a mamma e papà e loro seduti accanto a lui, sereni e pacati spiegano.

albero dei bambini Gallucci 5

Dalla pancia della loro mamma.

All’inizio sono piccolissimi, quasi non si vedono. Nascono dal seme del papà che feconda un uovo nella pancia della mamma. Il bambino cresce lì per nove mesi finché non è pronto per nascere. A volte nasce a casa, ma di solito succede in ospedale.

Parole semplici, chiare, voce pacata, sorriso sereno, naturale. Questo il modo migliore per dire ai bambini come nascono i bambini.

Mio figlio ha 6 anni e non l’ha ancora chiesto, lo chiederà prima o poi e mi piace pensare che senza imbarazzi io gli dirò la verità. Non sarà facile, gli adulti della mia generazione son cresciuti con un sacco di tabù e parlare di sesso non ci viene facile, soprattutto poi se dobbiamo farlo con i bambini, ma sono consapevole che questo è uno di quei temi su cui i bambini hanno bisogno di sentirsi dire la verità.

Basta con i cavoli, le cicogne e altre leggende, dobbiamo assumerci la responsabilità di educare i nostri bambini, di farli crescere acquisendo consapevolezza del proprio corpo, della naturalezza di certe cose e della non naturalezza di certe altre.

Non ci viene facile è chiaro, i nostri genitori non ci hanno mai parlato di sesso, non sappiamo da che parte cominciare, ma abbiamo il dovere di far capire loro che la nascita è stata un evento naturale e meraviglioso, che il sesso è amore, rispetto, condivisione.

Questo libro mi viene tra le mani proprio in questi giorni in cui monta la polemica sull’educazione sessuale a scuola fomentata da ignoranza e pregiudizi, io a queste polemiche rispondo gridando forte il bisogno di educare i bambini e i ragazzi e accolgo con gioia il supporto di qualcuno esperto che sappia trovare le parole giuste per spiegare certe cose.

Di cosa dovremmo avere paura, genitori?

Ho sentito parlare di insegnanti che spiegherebbero ai bambini della materna come masturbarsi mentre alle medie l’uso del preservativo (non sia mai!) e poi dai 15 anni il diritto all’aborto, l’omosessualità, la bisessualità, la pornografia.

Una mamma sotto casa mi ha accolto oggi con dei volantini orribili con su scritte queste e tante altre amenità, che stava facendo distribuire dalla sua bambina e altre due amichette nelle cassette delle lettere del quartiere.

E mentre la madre mi motivava questa follia, guardavo sua figlia, di una decina d’anni con pantaloncini corti corti e canottierina e il seno che inizia a crescere e pensavo: sua madre saprà sostenerla, capirla, rispondere sinceramente alle sue domande quando arriveranno?

E tu madre, pensi che tua figlia arriverà vergine al matrimonio?

Hai davvero così tanta paura che qualcuno possa spiegargli quanto è importante usare il preservativo per proteggersi da una gravidanza indesiderata e dalle malattie sessualmente trasmissibili?

E non ti fa paura l’idea che possa mettere foto ambigue su Facebook o vendersi per una ricarica del telefonino, vero? A te queste cose non succederanno vero?

Mah. Io dico che noi genitori dobbiamo prenderci la responsabilità dell’educazione sessuale dei nostri figli, smettendola di nascondere la testa sotto la sabbia e se la scuola ci aiuta, tanto meglio!

Ora ditemi, vi prego, che siete d’accordo con me.

P.S. Per chi se lo fosse chiesto, sul libro c’è un paragrafo dedicato ai genitori con consigli per rispondere ad altre domande che i bambini potrebbero fare per approfondire l’argomento.

Se il libro vi piace potete acquistarlo qui:

13 Comments

  • federica ha detto:

    Stradaccordo!!!! Non so se ti è mai capitato di vedere i profili sui social di ragazze di13/14 anni. Una marea di selfie ammiccanti a cui vengono messi voti su voti. Di questo mi preoccuperei se fossi le loro mamme… non di persone competenti che fanno informazione nelle scuole, com’è giusto che sia!

    Una piccola nota… il libro che hai recensito sembra proprio carino e poi mi è piaicuto che c’è scritto “a volte nasce a casa”…. finalmente il parto proposto come qualcosa di familiare e possibile anche in un ambiente non ospedalizzato. Magari qualche bambina in più crescerà senza il “terrore” del parto! 🙂

    • Fede, hai ragione, potrebbe essere che aiuti a pensare al parto come ad una cosa molto naturale.
      Però io sono contraria al parto in casa, credo che anche in una gravidanza splendida e tranquilla può esserci un parto problematico.
      Non metterei mai a repentaglio mamma e bambino con un parto in casa, per quanto bellissimo

  • Francesca Calisti ha detto:

    Cara Federica, sono d’accordo con te su tutto. Davvero bello il libro che ci consigli ! Michy, che ha 5 anni, mi ha già chiesto un sacco di volte :”come sono nato? Come nascono i bambini? ” e io non ho avuto remore a raccontargli tutta la verità. Purtroppo mia madre mi ha sempre lasciato nell’ignoranza più assoluta e ne ho pagato amaramente le spese da adolescente…a Michy cerco anche di spiegare di quanto sia importante trattare bene il suo “pisellino” di non mostrarlo in pubblico ma solo a mamma e papà o comunque a persone conosciute.

  • Chiara ha detto:

    Segnalazione interessante, grazie! anche io da piccola ho avuto le prime spiegazioni tramite un libro e poi qualche domanda (ma poche, il libro all’inizio è stato sufficiente!) alla mamma… diciamo che gli aspetti più tecnici sono stati chiariti un po’ più in là 😉
    Il mio grande di quasi 5 anni, nonostante l’arrivo del fratellino neanche un anno fa, non mi ha mai chiesto niente se non da dove sarebbe uscito: un deittico “da qui” mi ha salvata, lui ha accettato l’informazione e non ha chiesto altro…ma arriverà il momento e cercavo proprio qualcosa che potesse essere di aiuto: forse è meglio averlo in casa prima che arrivi la domanda!
    Sul resto sono d’accordo con te: è fondamentale insegnare il rispetto per se stessi e il proprio corpo, e poi anche il rispetto dell’altro e del suo corpo, e l’amore che deve essere alla base di tutto.

  • Mammapiky ha detto:

    Ma sul serio succedono cose così??? Faccio fatica a crederci, sembra follia è così facciamo un salto indietro di qualche secolo quando era radicata l’idea di “non far sapere”, “non far conoscere” ed intanto le principali tragedie nel mondo son causate dall’ignoranza!

  • Giuditta ha detto:

    Mi chiedo come sia possibile che tante mamme abbiano preso per buone le cretinate scritte su quei volantini associandosi alla ridicola protesta. Possibile che a nessuno venga in mente di controllare personalmente questi standard di educazione sessuale prima di accalorarsi e indignarsi! Sono allibita… Questo è il link degli standard di educazione sessuale europei, se voleste divulgare… http://www.aispa.it/attachments/article/78/STANDARD%20OMS.pdf

  • Daria ha detto:

    Bel suggerimento questo libro e mi trovi perfettamente d’accordo su tutto… con le mie bimbe (4 e 7) ho già affrontato l’argomento in modo semplice e adatto alla loro età visto che l’anno scorso è nato Lorenzo e avrebbe dovuto nascere in casa. Con Alice poi che aveva già vissuto il parto in casa di Elena tutto è venuto molto semplicemente.
    Riguardo il discorso dei volantini e annessa manifestazione sono rimasta allibita come te dalla superficialità con cui la maggior parte delle persone (mamme soprattutto) prende per buone certe cose senza andare a prendersi la briga di approfondire… Se ne parlano a me io cito il documento ufficiale OMS e dico loro di andare a leggere la fonte orginaria prima di prendere per oro colato questi volantini…

  • Barbara ha detto:

    Dire che sono d’accordo è poco!!! Da mamma ed esperta mi chiedo sempre, come scritto nell’articolo, come faranno le mamme e i papà che danno battaglia all’informazione e all’educazione Affettiva e Sessuale, a casa come a scuola.
    Sottolineo Affettiva e Sessuale, perchè sono i genitori bigotti che in primis si soffermano solo sulla parola sessuale dimenticando che in questi interventi si parla anche di affettività, rispetto del proprio corpo, come dono (non solo sessuale), rispetto degli altri delle loro emozioni e del loro corpo. Come ogni gesto e valore anche questo va insegnato giorno dopo giorno con i fatti e, anche, con le parole. Quella mamma che ha coinvolto la sua bambina nel volantinaggio allarmistico e pieno di pregiudizi, cosa avrà trasmesso alla sua piccola? Ottima l’idea del libro. Complimenti!

    • blank MammaMoglieDonna ha detto:

      Barbara il terreno è sicuramente complesso, l’educazione che abbiamo ricevuto ci impedisce di affrontare certi temi senza ansie, ma è giusto imparare a farlo e se il libro può aiutare, allora benvenuto sia il libro! ^_^

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