La censura ai tempi di Piccolo Blu e Piccolo Giallo

Non sono stata molto online in questo ultimo periodo, presa da impegni di lavoro non ho avuto la lucidità di parlare di una vicenda che mi sta molto a cuore e che in questi giorni ha sconvolto, giustamente le menti e i cuori di moltissime persone.

A Venezia è stato eletto un nuovo sindaco, tale Brugnaro, illuminato sindaco di centrodestra che, non appena eletto, ha pensato bene di attuare una delle sue più importanti, evidentemente, promesse elettorali ovvero quella di interrompere un progetto culturale in corso nelle scuole sul tema dell’omogenitorialità, che aveva visto coinvolti psicologi e pedagogisti nella scelta di testi per l’infanzia a supporto del progetto.

“ho dato ordine agli uffici che vengano ritirati tutti i libri con genitore 1 e genitore 2 dalle scuole, ma non dalle biblioteche, dove c’è libertà di scelta” ha trionfato fieramente il neo sindaco.

I libri censurati

censura ai tempi di piccolo blu e piccolo giallo

Sul web si sono naturalmente rivoltati genitori, autori, editori, librai e non solo, contro una iniziativa che di censura che non fa davvero bene a nessuno.

La prima cosa che mi sono chiesta quando ho visto l’elenco dei libri censurati, è se li avesse mai letti. Io non conosco tutti i libri della lista, se li conoscessi, li prenderei uno per uno e cercherei di capire cosa il sindaco ci ha trovato di tanto ripugnante. In verità, pare che il sindaco non li abbia letti ma che abbia a suo supporto una commissione, evidentemente poco illuminata (nel senso dell’illuminismo) che ha selezionato per lui i libri da censurare.

E poco importa che nella lista sia stato incluso un capolavoro della letteratura dell’infanzia come Piccolo Blu e Piccolo Giallo, adorato da bambini, genitori, educatori, proposto senza alcun fine didascalico, coinvolgente nella sua poetica semplicità.

censura piccolo blu e piccolo giallo

Piccolo Blu e Piccolo Giallo, Leo Lionni

censura piccolo blu e piccolo giallo 2

Piccolo Blu e Piccolo Giallo, Leo Lionni

Mi piacerebbe inondargli casa con copie di Piccolo Blu e Piccolo Giallo, perché sia costretto a leggerlo! ^_^

 “Sono i genitori a doversi occupare di educare i figli su queste cose, non la scuola.  Noi non vogliamo discriminare i bambini, a casa i genitori possono farsi chiamare papà 1 e papà 2 ma io devo pensare a quella maggioranza di famiglie dove ci sono una mamma e un papà”

E’ qui che il sindaco commette un altro errore terribile perché l’educazione è si appannaggio dei genitori, io non mi tiro indietro rispetto a questo dovere, ma la scuola ha la responsabilità di educare all’integrazione culturale, sia quando si parla di bambini di nazionalità diverse, sia quando si parla di famiglie non tradizionali.

censura piccolo uovo

Piccolo uovo, Altan

censura piccolo uovo 2

Piccolo uovo, Altan

Qualche tempo fa ho letto un post di The Queen Father in cui raccontava su facebook una lettera che aveva ricevuto da un papà che emigrato all’estero con la famiglia era rimasto vedovo e aveva deciso di tornare in Italia con il figlio, perché avesse il calore della famiglia. Beh, dopo qualche tempo era stato costretto a tornarsene all’estero perché suo figlio non riusciva ad avere pace in un contesto sociale in cui tutti rimarcavano il suo essere monogenitore.

Ecco, questa lettera, che purtroppo non trovo, è quello che farei leggere a quel sindaco, perché capisse quale enorme dovere spetta alla scuola che dovrebbe fare in modo che ogni realtà sociale sia accettata, rispettata, compresa.

Vabbè, ma io parto dal presupposto che la famiglia sia quel posto dove persone vivono in amore e rispetto. Forse il sindaco no. Anzi, sicuramente no. Ma a me di lui importa poco, non possiamo cambiare il suo modo di vedere, è quello delle ottuse persone che sono scese in piazza per difendere la famiglia dall’ideologia gender, che non sanno di cosa parlano, ma parlano. Per loro non c’è speranza.

Quello che mi importa è che bisogna lavorare perché le prossime generazioni abbiano il cuore e la mente aperti.

censura guizzino

Guizzino, Leo Lionni

censura pezzettino

Pezzettino, Leo Lionni

Il sindaco li vieta come se fosse nel medioevo? Bene, noi compriamoli e inondiamo il web e non solo dei libri che lui ha censurato perché il messaggio arrivi forte e chiaro: i bambini hanno bisogno di varietà, intelligenza, bellezza.

Perché se cominciamo così, poi ci tocca censurare anche Carlo, che mentre gli altri draghi si allenano a dar fuoco ai libri, vuole scriverne.

carlo alla scuola di draghi

Carlo alla scuola di draghi

O La scimmia di Davide Cali che non vuole più essere una scimmia e vorrebbe essere una persona…

la scimmia Cali

La scimmia, Davide Cali

 Pensateci!

E nel frattempo partecipate all’evento Leggiamo ai bambini Piccolo Blu e Piccolo Giallo

Articoli sul tema:

I libri messi al bando dal sindaco di Venezia

Letture proibite contro la censura

Se non conoscete il libro, guardate il video e poi correte a comprarlo!

Aggiornamento:  “Non esiste nessuna famigerata “teoria gender”, concretamente non so a cosa ci si riferisca con tale termine. A scuola esiste solo il rispetto della dignità di tutte le persone e di tutte le differenze, contro ogni discriminazione o violenza. La scuola, la famiglia, la società, le altre istituzioni, come parti di comunità educanti, sono tenute a garantire tali principi. E ciò esula da ogni tipo di strumentalizzazione possibile, nell’uno o nell’altro verso”. Così si è espresso il sottosegretario al MIUR, leggi l’articolo completo.

8 Comments

  • Barbara ha detto:

    Noi lo abbiamo consumato a furia di leggerlo Piccolo Blu e Piccolo Giallo, lo abbiamo usato come pretesto per giocare e a scuola lo hanno usato per imparare a mischiare i colori. Quelli che hai citato tu sono i libri preferiti di mio figlio. Ho letto anche io il post di The Queen Father (e anche io non sono riuscita a ritrovarlo) e ho trovato la storia disarmante! Io quasi quasi me li comprerei tutti i libri della lista che non ho ancora letto… 😉

  • Donatella ha detto:

    Federica, mi trovi d’accordo in tutto e per tutto. Io sono sconvolta nel leggere la lista perché ci ho trovato anche il pentolino di Antonino che dovrebbe aiutare tutti e soprattutto gli adulti ad accettare persone con gli handicap. Perché ci ho trovato A caccia dell’orso dove non è ammesso che un papà sia da solo e nonostante tutto abbia la forza di divertire dei ragazzi siano essi suoi figli o meno (ma i genitori vedovi non esistono nelle teste malate di questa gente). Perché ci ho trovato titoli che nulla hanno a che fare con l’omosessualità ma con la diversità in genere. Scusami Federica … Ma questo discorso sulla non accettazione di “chi è perfetto e conforme” secondo i loro canoni mi ricorda vagamente qualcuno …

    Passa delle buone ferie e leggi tanti libri proibiti
    Donatella

  • sempremamma ha detto:

    Indipendentemente dai libri che ha censurato, che purtroppo non conosco, è proprio il fatto della censura in sè che non ha senso.
    Sono nati come libri per bambini, per aiutarli a capire le diversità e per quanto si voglia nascondere la testa sotto la sabbia, ci sono e per non creare episodi di razzismo, di omofobia ecc, bisogna conoscere le cose, non far finta che non esistano, per imparare a rispettarle.

  • Sonia Bertinat ha detto:

    Grazie mille per questo post. Davvero. Mi occupo da tempo di queste tematiche e trovo che la crociata che viene fatta in questo periodo contro l’educazione all’affetività, alla tolleranza, alla diversità sia ignominioso. In primis nei confronti dei genitori più sprovveduti di te che giustamente si allarmano di fronte a ciò che gli viene detto. Pure io mi spaventerei. Fare corretta informazione, opporsi alla censura di una realtà che esiste e che potrebbe riguardare i loro stessi figli è doveroso.
    Grazie ancora 🙂

    • blank MammaMoglieDonna ha detto:

      Sonia è quello a cui penso anche io: e se un genitore non ha gli strumenti per giudicare questo tipo di situazioni che fa? Si chiude a riccio a protezione del figlio o si affida agli esperti che hanno scelto e approvato il progetto? Non lo so..

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