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Oggi venire via dal paese è stato durissimo: ero rimasta a casa da sola per riordinare le ultime cose mentre i bambini erano dai nonni per iniziare i saluti, e mentre mettevo in ordine, ripetendo gesti già fatti ogni mattina nell’ultimo mese, sentivo il magone al pensiero che la vacanza nella mia adorata casetta era davvero finita.

Sono stata su quasi un mese e dovrei ritenermi fortunata, lo so, ma non posso fare a meno di stare male oggi come ogni anno, quando chiudo la porta e saluto la casa in cui sono tanto felice, la casa che si riempie di affetti e di ricordi felici anno dopo anno, giorno dopo giorno, soprattutto da quando ci sono i bambini.

Si dice che partire sia un po’ morire e per me quando lascio il mio paese, ogni agosto è così.

Ogni anno vivo al massimo ogni istante conscia di quanto sia prezioso per me e per i miei figli vivere una quotidianità così diversa dalla nostra, fatta di profumi diversi, come quello dei pomodori appena raccolti, di colori diversi, come l’azzurro del cielo che è azzurro come quello dipinto da un pittore, di suoni e rumori e voci che non ci appartengono eppure ci scaldano il cuore, come quelle delle vicine sotto casa che si scambiano ricette e caffè anche alle sette del mattino.

La vita di paese non fa per me, ne sono fuggita per tanti motivi, l’invadenza, la chiusura mentale, ma quando resto su per tanti giorni, come in questo agosto, tutto mi torna familiare e tutto ha un senso, tutto è, in quello che mi appare, un perfetto equilibrio.

Da quando ci sono i bambini sento il peso della distanza, soffro la mancanza di calore familiare, anche se sono e resto una persona indipendente e solitaria, per questo in questi giorni di agosto, ho respirato la famiglia, insieme ai miei bambini, profondamente, completamente.

Abbiamo affondato le nostre radici in un terreno solido e forte e ora siamo pronti per affrontare quel che verrà.

Domani sono al lavoro, poco importa che io sia già stata settimana scorsa, perché oggi i bimbi son tornati e domani si ricomincia davvero.

Ho scattato questa foto ai bambini perché rimanesse negli album di famiglia, come tante delle foto che ho io su quell’uscio, ma soprattutto perché qualsiasi cosa accada nella vita, sappiano da dove vengono e su chi possono contare.

Mi spiace intristirvi con la mia malinconia, ma stasera va così. Sono certa che mi capirete.

 

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