Il mio primo amore

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Il primo amore non si scorda mai, dicono.
Il mio primo amore vive in un paese vicino a quello dove vivono i miei, ci siamo conosciuti ai tempi del liceo, forse era il secondo anno, non lo ricordo con esattezza, ma so che è stato un amore di quelli travolgenti, appassionati, un amore totale e totalizzante di quelli che “ti amo”, “non posso vivere senza te”, “dopo di lui non amerò più nessuno”.

Ci vedevamo sull’autobus per andare a scuola, il sabato perché gli altri giorni io andavo a scuola con mio padre. Aspettavo il sabato come il giorno più bello della settimana, anche se per prendere l’autobus dovevo svegliarmi un’ora prima degli altri giorni. E al ritorno io che uscivo presto andavo ad aspettarlo all’uscita di scuola. Momenti, che valevano la settimana di attesa. Capitava di vederci durante la settimana, ma il sabato era il nostro giorno.

Durante la settimana dovevamo accontentarci del telefono, i miei di sotto e io sopra, seduta per terra con il sedere che diventava freddo sul marmo del soggiorno per il tempo che passavamo attaccati alla cornetta (a pensare alla comodità dei ragazzi di oggi, tra cellulari che ti permettono di startene in camera tua comodamente sdraiato sul letto, a whatsapp che permette di scambiare messaggi ogni secondo, noi eravamo proprio sfigati!) a raccontarci di tutto, dalla scuola a cosa si era mangiato per pranzo, alle vicende degli amici comuni, ai progetti per il futuro. Parlavamo anche di dove andare a vivere.
Perché il primo amore e così, mentre lo vivi pensi che durerà per sempre, che non ci sarà futuro che non sia con lui.

Ero travolta dai suoi occhi verdi nei quali mi perdevo, dagli abbracci rubati, dai baci timidi che rubavamo agli sguardi di chi ci conosceva, perché l’amore ai miei tempi era molto più timido di com’è oggi e i baci una cosa molto privata, soprattutto poi con il primo amore.

Il mio primo amore l’ho amato con quell’amore profondo, incondizionato, cieco (e così che si dice, no? L’amore é cieco. E il primo amore di certo lo è!) c’eravamo solo lui ed io e quelle splendide emozioni. Emozioni così travolgenti da farti credere che mai più amerai come hai amato quel primo amore.
E forse un po’ e vero. Forse quell’incanto non lo provi più, quell’intensità che ti fa credere che sarà eterno, che sarà per sempre così bello, quello é solo del primo amore. Perché dopo ami ancora in modo così travolgente, ma l’incanto non c’è perché sai che può finire.

Si, perché il primo amore quasi sempre poi finisce, e quando succede é la fine.
Per il mio primo amore credo di aver speso più lacrime di quante ne ho versate in tutta la vita e credetemi, io sono una dalla lacrima facile!

Era stato lui ad allontanarsi da me, non era più convinto di voler stare con me e voleva allentare un po’, anche se ogni occasione era buona per riavvicinarsi. E io ci ricascavo ogni volta, illudendomi che potesse ricominciare.

Ero travolta dai suoi occhi verdi dai quali mi lasciavo rapire anche quando non avrei più dovuto. Al mio primo amore non resistevo, anche a distanza di tempo da quando ci eravamo lasciati, quei suoi occhi verdi continuavano ad ammaliarmi e a portarmi dove non avrei dovuto andare.
Perché il primo amore è quello in cui l’orgoglio non sai ancora cosa sia e quello che allo stesso tempo te le insegna perché nel primo amore spendi talmente tanto di te stessa che impari che devi amare te stessa prima degli altri, impari l’amore proprio e l’orgoglio.

Il mio primo amore l’ho scordato, ma mi fa sorridere il fatto che quando ci incontriamo l’estate qui in paese, i nostri sguardi sembrano ancora complici, come se ci fosse un filo che ci lega, e che poi si scioglie in un sorriso nostalgico.

Perché il primo amore non si scorda mai.

Però per fortuna passa.

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