Leggere a due gemelli

leggere a due gemelli

Da bambina detestavo leggere. Ricordo che mi venivano proposte/imposte letture poco coivolgenti e probabilmente non adatte alla mia età (quale bambino di 9 anni non sogna di leggere i Promessi Sposi?), con delle stressanti scadenze per la relazione del testo che annullavano totalmente il piacere di leggere e dirottavano la mia attenzione sul voto finale. La conseguenza è stata il totale rifiuto per i libri per tutti gli anni della scuola dell’obbligo.

Ho imparato ad apprezzare, e ad amare, la lettura quando ho avuto la possibilità di scegliere cosa leggere e quando leggere e da allora non ho praticamente più smesso. Mi rimane però la sensazione di essermi persa qualcosa, perché la lettura regala emozioni ed esperienze diverse a ogni età e che non è possibile recuperare nel tempo.

Quando sono nate le mie bambine, due gemelle che oggi hanno 9 anni, ho deciso che avrei insegnato loro ad amare i libri e a trarre tutti i benefici che regala la lettura.
La loro camera è sempre stata piena zeppa di libri, da quelli sonori – che già dopo due giorni non vedi l’ora di portare in cantina – ai classici che ogni bambino dovrebbe leggere e custodire come tesori.

Quando erano molto piccole, sfogliavamo libri sugli animali, che di parole stampate ne avevano ben poche ma era troppo divertente vederle fare le diverse imitazioni.
Col passare del tempo abbiamo introdotto libri più narrativi e la lettura è diventata anche un valido aiuto per conciliare il sonno pomeridiano e serale – anche se spesso la prima ad addormentarmi ero io – e per favorire lo sviluppo del loro linguaggio che ha fatto un esordio un po’ tardivo.

Come qualunque altra attività da svolgere con i gemelli, anche la lettura con due gemelli richiede la definizione preventiva di alcune regole, per evitare che un’attività piacevole e rilassante si trasformi in una lite furiosa.
Sembrerà banale ma per leggere a due gemelli è fondamentale decidere anche le postazioni. Io preferivo stare in mezzo alle bambine, in modo da consentire a entrambe di vedere le pagine e le illustrazioni del libro. Forse non lo sapete, ma i gemelli hanno il micrometro in dotazione, quindi dovevo stare attenta a non spostarlo troppo verso una o l’altra, altrimenti sarebbe stata la fine.

Leggere a due gemelli, significa anche dare a entrambi il giusto spazio per commentare o fare domande, perché poi il bello della lettura è anche questo. Per contenere la situazione e per evitare interruzioni ogni tre parole, stabilivo pagina per pagina delle pause per dare libero sfogo ai loro pensieri.
Mi facevo delle grandi risate, soprattutto quando si trattenevano dal chiedere ogni due parole “quanto manca alla pausa?”, ma mi rimane il rammarico di non aver potuto dedicare loro del tempo in esclusiva.

A cinque anni iniziavano a leggere da sole le prime parole. Ognuna di loro si cimentava a turno nella lettura ad alta voce del libro prescelto e per me vedere i progressi che facevano giorno dopo giorno è stata una grande soddisfazione.
La lettura ovviamente non era fluida ma saper riconoscere le lettere e le sillabe le ha agevolate parecchio durante il primo anno di scuola primaria.

leggere a due gemelli 2

Oggi con i vari impegni scolastici e sportivi, fanno fatica a trovare il tempo anche per giocare, ma riescono entrambe a ritagliarsi dei momenti per leggere. Durante lo scorso anno scolastico hanno letto entrambe circa una decina di libri, tra quelli presi in prestito dalla biblioteca di classe e quelli ricevuti in regalo, e vi assicuro che è stato più un piacere che un dovere.

Quello che ho imparato dalla mia esperienza personale è che se un bambino legge un libro che lo sa coinvolgere e appassionare, avrà presto desiderio di leggerne un altro, magari anche della stessa collana, mentre una lettura poco gradevole, imposta e obbligata potrebbe portare il bambino a rifiutare completamente i libri.
Quindi se vostro figlio dovesse dirvi al quarto capitolo dell’ultimo libro acquistato, che non ha piacere di terminarlo, dimenticate di averlo pagato 40 € e proponetegli una lettura alternativa per evitare di fargli perdere l’entusiasmo.

Guest post di Laura Anzano, The Pocket Mamma

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *