10 buone ragioni per cui tutti i bambini meritano di conoscere Piccolo blu e piccolo giallo

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Piccolo blu e Piccolo giallo è uno dei primi libri per bambini che ho comprato per i miei bimbi ed è decisamente uno di quelli che ritengo imperdibili, uno di quelli che tutti i bambini devono avere la possibilità di conoscere.

Dicono che a Leo Lionni la storia sia venuta in mente giocando con dei pezzettini di carta colorati insieme ai suoi nipotini,  durante un viaggio in treno. Era il 1959.

Ho presentato Piccolo blu e Piccolo giallo ai miei bambini quando avevano più o meno 2 anni, forse un po’ prima, ma ritengo che 2 anni sia l’età perfetta per innamorarsi di queste due piccole macchie di colore.

Si, perché i bambini si innamorano letteralmente, si immedesimano, empatizzano: dalla partecipazione, all’ansia alla gioia assaporano le stesse emozioni dei due piccoli protagonisti.

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Vi racconto perché secondo me Piccolo blu e Piccolo giallo piacciono tanto ai bambini:

10 buone ragioni per cui tutti i bambini dovrebbero conoscere Piccolo blu e Piccolo giallo

  1. La delicatezza e la semplicità della grafica. Piccolo blu e Piccolo giallo sono due macchie di colore, all’inizio il bambino rimane un po’ perplesso nel vedere due macchie di colore animate, ma subito dopo si rasserena vedendo che anche la mamma ed il papà sono due macchie di colore e così gli amici, coloratissimi che incontrano al parco e a scuola. La delicatezza e la semplicità della grafica sono quello che cattura i piccoli, ma anche i grandi ispirando tenerezza ed empatia.
  2. Piccolo giallo e Piccolo blu sono uno di loro, sono come tutti i bambini: vanno a scuola dove devono essere bravi e attenti, vanno al parco e giocano a nascondino e al girotondo. Dopo le prime pagine in cui la vita di piccolo giallo e piccolo blu viene descritta come uguale a quella di tutti i bambini del mondo, l’immedesimazione è completa.
  3. E’ un’opera teatrale. Come in ogni opera teatrale che si rispetti, c’è la presentazione della situazione idilliaca, un dramma che si consuma e l’epilogo felice.Piccolo blu e piccolo giallo 4
  4. Il valore dell’amicizia. Piccolo blu e piccolo giallo sono grandi amici e per i bambini piccoli l’amicizia è sacra: l’amico è come un fidanzato, un fratello, un anima affine da cui non si allontanerebbero mai. Piccolo giallo e piccolo blu sono talmente amici che quando si abbracciano forte forte, si fondono. Probabilmente è la stessa sensazione che provano i bambini quando si perdono in un abbraccio con i loro migliori amici. O con la mamma.. (ma questa è un’altra storia.. ^_^)
  5. L’espressività oltre le forme. Quello che mi ha sempre meravigliato di questa opera è il modo in cui riesca a trasmettere le emozioni dei protagonisti con pochissime parole e senza le espressioni tipiche della mimica facciale: non ci sono occhi che possano sorridere o velarsi di tristezza, non ci sono bocche o sopracciglia di cui inarcare la linea. Eppure i bambini percepiscono perfettamente i loro stati d’animo.
  6. Tutti i bambini tornano a casa un po’ verdi. A me capita di non riconoscere certi atteggiamenti o certe espressioni dei miei bimbi, poi ragionandoci un po’ mi accorgo che loro prendono inevitabilmente qualcosa dai bambini che frequentano, che i loro amici li contaminano un po’, perché l’amicizia è anche questo, prendere un po’ l’uno dell’altro. E allora loro, come piccolo giallo e piccolo blu, tornano a casa un po’ verdi e noi non li riconosciamo… ^_^
  7. La diversità che arricchisce. Piccolo giallo e piccolo blu hanno colori diversi, come fossero due bambini dal colore della pelle diverso, che pure hanno istaurato una amicizia senza eguali per intensità, segno che il colore della pelle non conta. Ma questo i bambini lo sanno già.
  8. Attività creative. Questo è uno di quei libri che fa venire voglia di mettersi a creare qualcosa con le proprie mani: che siano pennelli per mischiare i colori e far venire fuori il verde dal giallo e dal blu oppure plastilina gialla e blu da mischiare finché le manine fanno male e finalmente si vede il verde, oppure ritagliando e incollando pezzettini gialli e blu per scomporre e ricomporre i piccoli eroi, le possibilità di far nascere idee creative sono moltissime.
  9. Giocare a cambiare il finale. E se piccolo blu e piccolo giallo restassero per sempre una cosa sola? Un’unica macchia di colore verde… che ne sarebbe di loro? La prospettiva magari spaventerà i più piccoli, ma non i più grandicelli che magari invece inventerebbero mille avventure da fare insieme al loro migliore amico, senza mamma e papà a controllarli…
  10. Un capolavoro nel descrivere l’unione tra due esseri. Lo scrivo come ultimo punto, ma per me vince su tutti: due esseri capaci di creare una unione così perfetta da fondersi in uno solo. Questo raccontano Piccolo giallo e piccolo blu, la capacità di annullarsi l’uno nell’altro e di vivere all’unisono, anche a rischio di non essere compresi, anche dovendo rinunciare a qualcosa o a qualcuno.

Piccolo giallo e piccolo blu 3

 

Che ne pensate?

Li amate anche voi come me? E i vostri bambini?

Qual è secondo voi la ragione del successo di questo libro che è e resta uno dei libri per bambini più venduti?

Se non lo avete, potete comprarlo qui:

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