Il telefonino a 9 anni?

Come sapete, il nostro ultimo anno e mezzo non è stato affatto facile: abbiamo dovuto affrontate grossi cambiamenti, dalla separazione alla mia malattia, al cambio di casa e di famiglia.

Io e tutti, abbiamo cercato di rendere le cose meno difficili per i bambini, ma è innegabile che abbiamo subito tanto e sono molto felice di dire che stanno bene nonostante tutto.

Filippo ha chiuso l’anno scolastico con una pagella straordinaria, le sue insegnanti hanno tessuto le sue lodi in ogni modo e mi hanno espresso ancora una volta il loro dispiacere per il vederlo cambiare scuola da settembre.

Quando ho visto la sua pagella e quello che è riuscito a fare in questo anno, anche con poco aiuto da parte mia, ho pensato che meritasse, un regalo grande, così gli ho chiesto per una volta nella vita di non pensare a come avrei reagito io alla sua richiesta e di chiedermi quello che sinceramente, avrebbe voluto come regalo.

Ha chiesto un telefonino.

E’ al mare con i nonni e gli zii. Mi ha scritto “mamma al regalo ho pensato, e quello che vorrei più di tutto è uno smartphone”,  per “scriversi su Whatasapp con i suoi amici” e “farci qualche gioco non a pagamento”.

Ovviamente sono andata in panico. Non mi sarebbe mai passato per la testa di prendere in considerazione una cosa del genere. Solo un paio di anni fa mi meravigliavo del fatto che una mia cara amica prendesse il telefonino per suo figlio che andava in prima media, quasi fosse normale, giustificandolo col fatto che dovevano comunicare per avvisarsi sull’entrata a scuola e all’uscita di scuola.

Eppure ora davanti alla sua richiesta sono titubante. Non voglio deluderlo, perché merita di essere premiato per quello che ha fatto, per quello che fa. E soprattutto più di tutto, voglio dimostrargli che ho fiducia in lui. Però ho la sensazione che questi miei desideri mi stiano in qualche modo offuscando la capacità di ragionare. E’ che non ero preparata, non immaginavo che potesse chiedermi questo: lui non ha la play station (ce l’ha suo padre e ci gioca li, ma a casa non l’abbiamo), ha una nintendo 2 DS che gli faccio usare pochissimo, immaginavo mi chiedesse qualcosa del genere.

Sto valutando le possibili alternative… perché forse le sue esigenze posso soddisfarle anche in altro modo. Ho già creato un gruppo Whatsapp per lui e i suoi amici più cari col mio numero, così ogni tanto possono salutarsi. E per i giochi esistono altre possibilità, magari un tablet, senza sim… Proverò a spiegarglielo di persona appena ci vediamo, anche se odio dovergli dire di no, soprattutto stavolta, perché io sono una che dice spesso no e stavolta non voglio.

So anche che se stabilissi delle regole affinché il suo perimetro di uso fosse ristretto a piacere, lui le rispetterebbe.

  • il telefono sarebbe senza sim
  • lo userebbe solo a casa
  • lo userebbe per un tempo limitato
  • i giochi da scaricare li valuteremmo insieme
  • non avrebbe accesso al browser di internet
  • io potrei sempre controllare quello che fa col telefono

Eppure sono convinta che uno smartphone in mano ad un bambino sia una storpiatura: i bambini hanno bisogno di socializzare con persone in carne ed ossa, siano essi adulti, bambini della loro età o bambini più piccoli, hanno bisogno di contatti veri, di crescere con i tempi giusti.

Eppure odio dirgli di no…

Eppure sono sempre stata contraria…

  • ad un avvicinamento precoce ad internet, al cellulare di cui i bambini non sono in grado di valutare la pericolosità
  • ad un isolamento dei bambini su giochi o altri strumenti tecnologici
  • ad un uso precoce delle chat anche se tra bambini

Se non avete capito… oggi non ho risposte, ma bisogno di consigli…

Mi date una mano a capire cosa sia meglio fare?

5 Comments

  • Claudia ha detto:

    Ciao,
    ti leggo già da un pò ma non ho mai commentato ai tuoi articoli.
    oggi nno ho potuto farne a meno. Scusami la fretta, ma non avevo previsto di risponderti e vorrei parlare di tante cose ma purtroppo ho poco tempo. Voglio dire la mia forse perchè ho anche io un bambino di 8 anni, forse perchè la penso esattamente come te sugli smartphones e tablet in genere.
    Sono pienamente daccordo su tutto ciò che dici….oggi si parla molto di questo argomento. Sembra addirittura che in US stiano pensando di porre dei limiti di età a questo fenomeno. Ci sta un pò sfuggendo di mano il controllo dei nostri figli su questi tools. Io mi occupo di web, web marketing e campo con l’indicizzazione e tutto ciò che circonda il fatto di farti cliccare qui piuttosto che là ect. Per questo motivo mi spaventa molto questo argomento quando si parla di dare in mano ai miei figli il tablet o il telefono in mano. Fino ad oggi ho limitato estremamente la cosa ma so che prima o poi arriverà il momento tanto atteso. Quello che stai affrontando tu, quello che volere o volare te lo chiedono. Non tanto perchè tu, noi, gli abbiamo insegnato più a socializzare a cercare di distrarsi con altre cose ect….ma il momento di richiesta “sociale”, quello in cui per forza di cose il mondo intorno a loro si muove con gli smartphones…..arriva. Gli amici, il voler socializzare digitalmente perchè così va il mondo e non possiamo sottrarci a questo fenomeno. Io penso che tu ti sia già risposta. Le regole le hai già definite e lui è cresciuto (non solo fisicamente) e, da quello che si evince, se lo è anche meritato. Sono convinta che farai la scelta giusta. In bocca al lupo e tienici aggiornate.

    • blank MammaMoglieDonna ha detto:

      Grazie Claudia per il tuo bellissimo commento, per il tempo che hai dedicato a me e a rispondermi.
      Non mi sono risposta, purtroppo. Solo confrontandomi con lui,temo troverò la risposta.
      Intanto grazie. E ovviamente vi aggiorno! ^_^

  • Laura ha detto:

    Carissima,
    iniziando a leggere il tuo articolo mi sono detta: Federica ha preso un colpo di calore.

    Poi ho letto, lentamente, l’attesa e l’aspettativa di Filippo, la necessità di un giusto riconoscimento per un anno difficile soprattutto a livello emotivo che comunque non ha intaccato il suo rendimento scolastico, la volontà di corrispondere “un bonus” (come si dice sul lavoro) per affrontare con maggior grinta il nuovo anno che qualche difficoltà la vedrà (il cambio di classe richiederà uno sforzo di adattamento e di inserimento in nuovo contesto), l’opportunità di renderlo felice con un regalo desiderato ma inaspettato e che è stato chiesto dopo una buona riflessione, l’occasione per dimostrargli che è un bimbo grande, è cresciuto, e che la mamma si fida di lui.
    Capisco le tue remore, capisco il fatto che ti stupiresti di te stessa nel fare un regalo che reputi azzardato rispetto all’età e alle necessità del tuo bimbo, forse, scusami se lo dico, un po’ sei sorpresa del fatto che questo bimbo sta diventando un ometto…
    Tieni conto che le persone a volte si sconfessano, tornano indietro sulle loro posizioni e il mettersi in discussione è indice di intelligenza se fatto con attenzione.
    Leggendo mi dicevo che forse un tablet avrebbe assolto alle stesse funzioni…ma cosa cambia? Con le regole che citi (no sim, solo a casa, controllo da remoto) lo smartphone sarebbe la stessa cosa.
    Sono d’accordo che i bimbi hanno bisogno di persone in carne e ossa..
    Però…quando avevo 10 anni mio padre mise il lucchetto al telefono di casa perché stavo le ore a parlare con la mia amica del cuore (che abitava in un altro quartiere e con cui mi vedevo a scuola) e spendevo metà della mia piccola paghetta per i francobolli e la carta da lettere per scrivere agli amici delle vacanze. Ora i tempi sono cambiati, whatsapp è un modo per tenersi in contatto come lo erano le lettere e le telefonate una volta: non demonizziamo uno strumento solo perché è tecnologico, purchè sia il tramite per incontri reali.
    Chiediti: cosa davvero ti spaventa del fatto che tuo figlio abbia uno smartphone? Da mamma, fermo che condividerete le regole sull’utilizzo, non sembra pericoloso alle condizioni che poni tu. Dal suo lato credo che sia una bella dimostrazione di fiducia da parte della mamma e una grossa gratificazione. Il fatto di usarlo a certe condizioni mi pare anche il modo giusto per fargli capire che il passo fatto è un po’ lungo e che è bene calibrarlo con attenzione.

    Detto tutto questo, come altre volte, ti dico ascolta il cuore, ma lascialo libero di andare.
    Un abbraccione! (e scusa se son prolissa)

  • Hermione ha detto:

    Anche io ho le tue medesime perplessità riguardo all’uso degli smartphone tra i bambini e ammetto che spero che il momento fatidico per mio figlio (coetaneo di Filippo) arrivi il più tardi possibile.
    Ai tuoi dubbi ne aggiungo altri. Proprio l’altro giorno sentivo al tg che i medici consigliano di non dare dispositivi elettronici (smartphone tablet) ai bambini molto piccoli (parliamo di poco più che neonati) perché sono organismi in crescita e non si sa quali conseguenze sulla salute possano avere questi strumenti. In particolare i medici sottolineavano che noi adulti abbiamo usato questi strumenti in “tarda età”, per cui gli effetti sulla salute dati dall’esposizione precoce sono tutti ancora da scoprire. Il mio primo dubbio è quindi di carattere “sanitario”, è vero che i bambini vengono spesso in contatto con smartphone e tablet, ma facciamo loro del bene aumentando le occasioni in cui ne dispongono?
    Il secondo dubbio è di carattere economico. Uno smartphone ha un costo, soprattutto se contiene una sim con abbonamento mensile. Penso a mio figlio, che non comprende ancora il valore del denaro, che distrugge tutto quello che ha sotto mano, che non ha ancora ben chiaro il concetto che i soldi non sono infiniti e mi chiedo se sarebbe giusto dargli la disponibilità di questo strumento prima ancora che acquisisca le giuste consapevolezze.
    Ovviamente ogni bambino è diverso e capisco anche il tuo desiderio di gratificare Filippo. La scelta, come sempre, ricade su noi genitori, per cui posso solo dirti: in bocca al lupo! (a te e anche a noi, che prima saremo davanti al tuo stesso dilemma).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *