Crescere Figli Maschi

Tempo fa ho letto questo articolo su Donna Moderna Bambino in cui l’autrice, Valentina Stella, suggerisce come dovremmo crescere figli maschi perché siano gli uomini che lei vorrebbe sua figlia incontrasse in un bar.

L’idea è davvero molto carina… chi non vorrebbe poter disegnare il futuro compagno del proprio figlio o della propria figlia?! Io vorrei che lei fosse dolce, come lo è lui, vorrei che lo capisse, che fosse disponibile all’ascolto e alla condivisione perché lui è molto aperto e disponibile alla collaborazione, vorrei che non avesse paura di sentirsi Donna, ma anche che non avesse paura della sua parte maschile.

E a Valentina voglio dire che la condivido pienamente, che sono convinta che ai piccoli uomini di domani, bisognerebbe insegnare un sacco di cose…

Quando sento dell’ennesima donna picchiata o uccisa da un suo compagno o da un ex, non posso fare a meno di pensare a quanta debolezza, quanta frustrazione, quanta incapacità di capirsi e dominarsi alberghi in quegli uomini e mi domando che storia abbiano, che passato, che infanzia.

Gli uomini violenti, uomini che non sanno accettare una sconfitta, che non riconosco alla donna il diritto di dire NO, che non sanno accettare e gestire un rifiuto, che uomini sono? Sono dei mostri che se li incontri per strada capisci subito che devi starne alla larga o sono persone apparentemente normali, che nascondono un passato difficile, complessi problemi irrisolti che si trascinano fin dall’adolescenza o dall’infanzia. E’ forse colpa dei loro genitori che non hanno saputo educarli?

Crescere figli maschi dunque vuol dire avere una responsabilità in più? Devo preoccuparmi che taluni miei comportamenti possano incidere negativamente sul futuro emotivo dei miei figli fino a questo punto?

Non voglio neanche pensarci in questi termini!

Ma voglio crescere figli maschi che imparino alcune cose fondamentali:

Prima di tutto che l’amore è una scelta, un dono, sempre. Solo l’amore della mamma puoi dare per scontato, quello degli altri è un dono, non un merito acquisito per i successi, la simpatia, la dolcezza, i regali, le attenzioni. L’amore non si compra, nessun regalo, nessuna promessa posso convincere una persona ad amarne un’altra.

Amare qualcuno non implica necessariamente l’essere riamati, che quando Dante scriveva “Amore che nullo amato amar perdona” non intendeva che bisognava prenderselo con la forza quell’amore. Che non si può costringere una persona ad amarci.

Che non si può obbligare una persona a fare qualcosa, tanto meno ad amare. E in questo senso noi genitori per primi dobbiamo ricordarci di non usare la forza, né le minacce con loro per ottenere qualcosa, non diamo loro l’esempio negativo che con le cattive si ottiene quello che non si riesce ad ottenere con le buone, perché loro se lo ricorderanno.

Abituiamoli ad aspettare: riconosciamo i loro bisogni, quando sono realmente tali, non chiamiamoli capricci, rispettiamo i loro tempi, ma non soddisfacciamoli in tutto. Non pensiamo che le frustrazioni facciano male: devono imparare che il regalo che hanno chiesto arriverà a Natale e non oggi, che se la mamma ha chiesto mezz’ora per lavorare devono aspettare quel tempo prima di poter giocare con lei.

Insegniamo loro che la sconfitta non è un fallimento, che perdere con dignità dopo essersi onestamente impegnati è quello che conta.

Insegniamo loro a chiedere aiuto quando ne hanno bisogno, a riconoscere le loro emozioni e a condividerle con qualcuno, a non farle esplodere, ma a controllarle, educhiamoli la loro intelligenza emotiva, quella che davvero conta per la loro felicità e la loro crescita sana

 

Questo post, che mi ronzava nella mente da un po’… è il mio personalissimo contributo alla

festa di compleanno organizzata da Zelda per Lucia Annibali

che oggi compie gli anni e inizia una nuova vita.

Ecco, il mio augurio è che sia piena di sorrisi e palloncini colorati…!

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25 Comments

  • lipstikanddummy ha detto:

    Mamma di figlio maschio….anche io mi faccio spesso domande su quali valori trasmettergli e quali strimenti dargli per permettergli di essere felice e di amare liberamente. Grazie per aver condiviso questa tua riflessione.

  • Cara Federica,
    ho letto il tuo post
    ed è e sarà un post da conservare,
    ora che un piccolo gnomo scatenato fa parte dei nostri giorni e del mio ruolo di mamma.
    Credo che educare l’intelligenza emotiva,l’accettazione del limite e la gentilezza d’animo
    valga più del saper leggere e far di conto a 4 anni!

    grazie di cuore

    a presto

  • tinella ha detto:

    Purtroppo è un argomento che sento molto, potrei parlarne ore ma mi limiterò a un post. Hai fatto bene a scrivere dell’educazione dei maschi, io aggiungo che c’è da lavorare molto anche sulle femmine, educarle a sognare solo di essere belle e brave principesse sta rovinando una generazione. Io non sto insegnando niente di diverso ai miei figli, sono maschio e femmina, per me sono persone e basta.
    Grazie per la tua riflessione Federica!

  • MammaImperfetta ha detto:

    Cara Fede,
    io i miei li sto crescendo cercando di farli ragionare su una cosa per volta. Troppi imput restano inascoltati.
    Noi stiamo lavorando sulla generosità. Li mando a scuola con la merenda e dico loro di regalarne ogni giorno metà. E altri gesti, piccoli, se vuoi, ma “faticosi”. Penso ci soffermeremo sulla generosità a lungo.
    E’ ciò che rende una persona, una persona degna.

  • sly ha detto:

    che dirti cara fede…è un gran casotto…io ho un’amica carissima che ha subito dei maltrattamenti…e qualche caso a scuola…a me viene da ricondurre tutto alla fonte, all’infanzia , ad eventi che si sono subiti e a modalità che sono state legittimate…parlando di me e della mia situazione, devo dirti che mi sento molto fortunata avendo in contemporanea Cami e Fili…noi stiamo affrontando in questo momento la loro sessualità (sicuramente in Filippo è più marcato l’approccio, forse per questioni fisiologiche -sto pisello che è onnipresente)…loro sono molto curiosi, e mi stiamo discutendo parecchio sul nostro corpo…IL CORPO E’ MIO e decido io…alla base di tutto c’è comunque il RISPETTO che io pretendo in ogni dove (come mamma e come maestra) ciao

    • MammaMoglieDonna ha detto:

      Sei una brava mamma, immagino che l’essere anche maestra ti dia qualche competenza in più vantaggiosissima in questo caso.
      E’ vero, forse avere un maschio e una femmina è una ricchezza per loro, io spero di riuscire strada facendo a costruire due ometti che sappiano rispettare prima di tutto, ma non è facile, me ne rendo conto…!

  • twinsbimamma ha detto:

    ciao …ho scoperto che non mi si aggiornava la tua pagina a nuovi posti..ora spero di aver sistemato con un nuovo inserimento.. che bel post…. per mio figlio spero in una ragazza dolce ma anche ferma che non si faccia abbindolare dai suoi modi da “marpioncino” come li chiamo io o da furbetto….ma che soprattutto sia sincera e che lo aiuti ad affrontare tutte le sfide della vita… per mia figlia spero la adori e abbia un sostanzioso portafoglio….non che sia ricco economicamente ma ricco di cuore e che adori con lei fare shopping….per ora i vestiti sono la sua passione 😛

  • Adriana ha detto:

    Cara che dire, ti risponderò con post appena avrò un attimo.
    Da mamma di maschi condivido le tue parole ma ti dico che ho anche tanta paura di sbagliare
    Bacio

  • Commossa. Guardo il mio BigD 7mesenne e mi dico che il fallimento più bruciante sarebbe quello di non riuscire ad insegnargli nel modo giusto il rispetto per le donne. Fortuna che non sono sola in questa sfida!

  • Saby ha detto:

    Insegniamo loro che la sconfitta non è un fallimento!
    Questa frase la fascio mia! Io madre di un figlio maschio, felice, orgogliosa di quel che è…. Complimenti per i messaggi del tuo articolo!

  • Lusi ha detto:

    E’ una riflessione che faccio mia. Come è stato detto in un commento precedente, è un post da conservare. Da mamma di un maschio di 10 mesi, mi chiedo spesso come sarà da grande; da pendolare, mi ritrovo a osservare i ragazzi di oggi sui mezzi ogni giorno; da ricercatrice universitaria, vengo a contatto con loro spesso. C’è il ragazzo educato, ma purtroppo c’è anche quello che non lascia il posto ad un anziano che sale sul bus e anzi ride di lui, o quello che pretende di prendere un voto pieno all’esame anche se non ha studiato. In questi piccoli comportamenti ci vedo le basi del rispetto, per gli altri e per sè, lo stesso che poi avranno anche verso le donne. Come dici tu, sarà colpa di una cattiva educazione? E mi viene proprio tanta paura di sbagliare…Grazie per aver condiviso questo argomento!

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