

Che cos’è un oggetto transizionale?
L’oggetto transizionale è un oggetto al quale il bambino si lega affettivamente, che il bambino può portare con se e che lo aiuta a superare eventuali momenti di difficoltà come ad esempio il distacco dalla mamma al momento della messa a letto o dell’ingresso a scuola.
Teorizzato da Donald Woods Winnicott, l’oggetto transizionale è la famosa coperta di Linus, quella che il bambino porta con se ovunque, che lo rassicura, lo fa sentire protetto e più forte. E’ un oggetto cui i bambini si attaccano profondamente e spesso diventa di importanza vitale, per esempio, nella fase immediatamente precedente al dormire.
Di solito è il bambino che sceglie il suo oggetto transizionale tra quelli che trova più facilmente a disposizione ed è lui che lo metterà via quando sentirà di non averne più bisogno perché la transizione sarà completata (ad esempio nel caso dell’inserimento al nido) o perché la sua crescita emotiva sarà maturata e sentirà di poterne fare a meno.
La scelta dell’oggetto transizionale
Edoardo e la giraffa si sono conosciuti quando Edo stava per iniziare l’inserimento al nido e io volevo provare a rendergli le cose più semplici. Avevo letto tante volte di come i bambini sotto l’anno di età si affezionano ad un oggetto e si sentono sicuri quando possono tenerlo con loro. Il mio piccolino sin dalla nascita era sempre stato un bambino molto abitudinario, molto regolare, quello che Tracy Hogg definisce un bambino da manuale e avevo pensato che se gli avessi trovato un oggetto transizionale, forse per lui andare al nido sarebbe stato meno traumatico.
Ecco come è nata la storia d’amore tra Edo e la sua giraffa:
- Ho scelto io la giraffa. Era un peluche di Filippo, comprato nel bazar del Bioparco di Roma un paio d’anni prima. Ho scelto la giraffa perché avendo il collo lungo aveva una presa facile e sicura anche per un piccoletto di 10 mesi.
- Ho iniziato a proporgliela mentre lo cullavo prima di andare a letto. Lo tenevo in braccio e facevo in modo che lui stringesse tra le braccia la giraffa: la mettevo nel letto insieme a lui addormentato e al risveglio enfatizzavo il fatto che lei fosse lì… facevo in modo che le coccole del risveglio includessero anche giraffa.
- Il passo successivo, in concomitanza con l’inizio dell’inserimento, è stato quello di creare una routine per la messa a letto che coinvolgesse l’oggetto transizionale per metterlo nel lettino ancora sveglio con la giraffa, perché si addormentasse da solo.
- Quando ero incinta, avevo comprato per lui un carillon che suona una musica molto delicata così ho creato una routine che prevede la giraffa, il carillon e il ciuccio.
- La riuscita della routine era molto legata anche ad un uso corretto del ciuccio: era fondamentale perché tutto riuscisse, che lui non usasse il ciuccio durante il giorno, se non per dormire. Devo dire che ha funzionato quasi subito. Edoardo si era affezionato alla giraffa e la sua presenza lo tranquillizzava al punto che poteva addormentarsi da solo.
- Quando ha iniziato a dormire al nido, ho proposto alle insegnanti la possibilità di portare la giraffa a scuola e loro l’hanno accolta volentieri. La giraffa è diventata la sua inseparabile amica: dormiva con lei, ma non solo, quando lo lasciavo la mattina, lui continuava a stringerla tra le sue manine paffute e in questo modo si tranquillizzava.
A distanza di un anno, sono molto contenta del rapporto che si è creato tra Edoardo e la giraffa. La sua “ATTIA” fa parte della routine della buonanotte: leggiamo un libro insieme al fratellone e poi ognuno del suo lettino, uno accanto all’altro: Filippo sceglie ogni sera un peluche diverso, Edoardo abbraccia la sua giraffa e chiede il ciuccio. Io do loro il bacino della buonanotte, gli auguro sogni d’oro, accendo il carillon e me ne vado, tranquilla.
La giraffa è il suo oggetto transizionale, un punto fermo per lui, a volte se ha bisogno di un po’ di relax o forse solo di compagnia, va nel suo lettino, la prende e se la porta con se, mentre sfoglia un libro o gira per casa. E’ così tenero! Sono i suoi momenti di relax, momenti appunto che poi passano e la piccola peste può tornare a combinare qualche guaio. Crescendo questi momenti sono sempre meno, ma che ci siano non mi dispiace, né mi preoccupa. Sono sicura che col tempo imparerà a fare a meno del suo oggetto transizionale, ma per ora, se lo aiuta ben venga.
E i vostri cuccioli? Hanno anche loro un oggetto transizionale? Avete mai pensato che questo potrebbe aiutarli ad affrontare l’inserimento al nido!?
Oggi Edo ha quasi 6 anni, la sua giraffa dorme ancora con lui, ma insieme a tanti altri peluche. Non è più il suo oggetto transizionale, non ne ha più bisogno! ^_^

Anche noi non ci separiamo mai dal nosto coniglio di pezzo che io chiamo “kiko” e lui invece semplicemente “nanna”. Abbiamo un rituale della buonanotte molto simile anche se da qualche mese devo stare con lui in camera fino a che non si addormenta … poco male, mi porto un libro mentre lui si culla con il suo pupazzo.
Anche io avevo scritto un post … ti metto il link se t’interessa: http://www.ufomom.com/site/?p=74#more-74
Post interessante…per non dimenticare che siamo stati piccoli anche noi e che la sicurezza di sè, l’autostima ed il distacco dalla figura materna passano per percorsi apparentemente banali, ma di fondamentale importanza per i nostri piccoli…l’oggetto transizionale è il sostituto fantasmatico della figura materna…non importa quanto duri il suo passaggio nelle vite dei nostri figli o con quanto attaccamento venga vissuto…è fonte di sicurezza e dà forza…in psicologia infantile è un argomento ampiamente disquisito. Mi fa piacere scoprire che ci sia chi tratta argomenti importanti con la semplicità e l’esperienza del proprio personale vissuto di mamma e mi fa immensamente piacere conoscerti, mi unisco ai followers…
http://marikacakes.blogspot.it/
https://www.facebook.com/marikacakes/
Benvenuta Marika.
Grazie per la tua testimonianza e per i complimenti.
Volentieri ti seguo anch’io!
Che bello questo articolo! Io ancora non sono mamma ma spero di diventarlo presto. Per ora mi occupo dei miei bimbi dell’asilo e anche alcuni di loro hanno un oggetto transizionale. Una bimba ha una giraffa come la tua. Un altro bimbo invece ha una copertina leggera che lui chiama ” la nanna”. La mia cuginetta che ha 8 anni, quindi abbastanza grande, ancora adesso dorme con il suo orsetto di peluche. Il suo arrivo risale a 6 anni fa quando un nostro zio le regala questo orsacchiotto. Lei che aveva 2 anni, decide di chiamarlo come lui, Fabiano. Ancora oggi, che lo zio purtroppo non c’è più, lei se lo tiene stretto e spesso ricorda da chi le é stato regalato. Sono molto dolci davvero. Un bacione
Grazie Stella per la tua testimonianza.
Lavorando con i bambini puoi avvalorare quello che dico io, testimoniando quanto possa essere importante per loro.. grazie!