L’importanza della comunicazione non violenta con i figli

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Il lavoro più grosso che una mamma deve fare è quello di mettersi in discussione.
In realtà penso che questa regola valga sempre nei rapporti a due, soprattutto quando c’è di mezzo l’amore e il rispetto: mettersi in discussione e cercare di analizzare la cosa da diversi punti di vista, tralasciando il proprio, troppo comodo.
Come mamma, la cosa dovrebbe essere ancora più tenuta in conto perché la persona che abbiamo davanti, più di un adulto, può subire le conseguenze del nostro comportamente, somatizzandolo non avendo la capacità di reagire e di gestirlo.
E dunque riconosco l’importanza di assumersi la responsabilità del rapporto madre-figlio.
Ma tra il riconoscerlo razionalmente e il praticarlo realmente, come sempre accade ci sono una infinità di “fastidiosi contrattempi” dallo stress della vita frenetica che facciamo, alla gestione dei fratellini piccoli, al menage familiare sempre più complicato, insomma la quotidiana stressante routine ci toglie la giusta serenità per riflettere prima di alzare la voce. Ma queste non sono altro che pallide scuse.
La verità vera è che ogni volta che alziamo la voce o peggio le mani, noi abbiamo fallito! Urlare non serve a comunicare, si forse ci farà ottenere quello che vogliamo nell’immediato, ma ci farà perdere l’occasione di analizzare il momento e capire le ragioni di nostro figlio e di spiegare a lui le nostre.

FiliA me ultimamente succede spesso. Edoardo non va al nido da più di un mese per motivi di salute, così io e il papi siamo costretti a fare i salti mortali per darci il cambio a casa con lui, col risultato che quando ci sono io non c’è lui e viceversa. Stare da sola con due bimbi, tutti i giorni è diventato pesante per me: Edo richiede attenzioni e io gliele concedo perché gravata dal senso di colpa pensando ai pomeriggi interi che dedicavo a Filippo a questa età, e Filippo quasi abbandonato a se stesso, gioca da solo, inventa, crea e si ribella in continuazione. E quando lo fa, io lo sgrido, lo minaccio e poi, quando resto sola, penso… penso a quanto sono ingiusta con lui e quanto sbaglio ad urlare perché in fondo non se lo merita affatto.

Filippo è sempre stato un bambino con una forte spinta all’autonomia, un po’ perché io sono il tipo di mamma che incoraggia sempre i tentativi dei bambini in questo senso, un po’ perché di carattere è uno a cui piace fare da solo.
Filippo mangiava da solo con cucchiaio e forchetta a 13 mesi, ha tolto il pannolino a 2 anni e dai 3 anni, si lava da solo il viso, i denti, e col tempo anche i piedini e il bidet serale li fa da solo… E da quando è nato Edo, io mi sono un po’ approfittata… al punto che non solo si lava da solo, ma per evitare che Edo metta le mani dove non deve e combini disastri in bagno, ormai neanche gli faccio più compagnia mentre si lava. E io so quando a lui dispiace questo, ma per me è più comodo così e quindi lo lascio comunque da solo.
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Filippo adora fare lavoretti, intesi come attività creative con colla, forbici, stoffe e carta… ne facciamo da quando era molto piccolo e ormai va da solo sia nell’inventare che nel fare… E anche di questo ormai mi approfitto lasciandolo solo nel suo mondo creativo per dedicarmi ad Edoardo che altrimenti romperebbe in continuazione.

Ed ecco mi accorgo che lo sto trascurando quando si avvicina e mi mostra qualcosa che non pensavo fosse in grado di fare da solo. E allora la domanda spontanea è “mi son persa qualcosa?
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Si, mi sto perdendo tanto di Filippo.. rispetto al nostro stare sempre insieme, al condividerci per ogni sciocchezza… un po’ è anche per colpa dei suoi orari d’asilo: l’uscita alle 16.30, la cena di Edo alle 18.30 comprimono il tempo a nostra disposizione e il tempo davvero di qualità da passare insieme è pochissimo, un po’ per quello che dicevo sopra a proposito di Edoardo, ma come bismamma mi sento un disastro e chi ci rimette è decisamente Filippo!
E quando lui si ribella alle mie richieste, io urlo. Poi ci ripenso e non posso fare a meno di sentirmi in colpa per aver gridato, ma anche perché la sua spinta all’affermazione di sè, il suo voler dire la sua a tutti i costi, è una fase della crescita, si, ma anche una conseguenza dell’autonomia che io gli consento/incoraggio durante il giorno… Quello che voglio dire che è non posso pretendere che faccia tutto da solo quando fa comodo a me e poi all’improvviso pretendere di decidere per lui su quello che fa comodo a me. 
Guardando la cosa da suo punto di vista, se è grande abbastanza per giocare da solo, lavarsi da solo, come faccio poi a pretendere che non si senta abbastanza grande da decidere se continuare a giocare a pallone e sudare, se mangiare questo o quello, se mettere o meno la felpa o la sciarpa??!
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Credo di aver perso la bussola… e ora sta a me ristabilire i ruoli e riprendermi le mie responsabilità.

Devo armarmi di pazienza e gestire meglio la situazione.
Essere bismamma non può significare gestirli uno alla volta e sentirsi in colpa ora per l’uno ora per l’altro, essere bismamma significa occuparsi di entrambi insieme, se necessario, ma soprattutto non penalizzarli. Ci lavorerò.
E voi come conciliate il vostro essere bismamme!?! Questo post partecipa al blogstorming

27 Comments

  • antonellaVì ha detto:

    🙂 mi metti in crisi. Sai io ho due figli grandi (20 e 16) per cui sono autonomi e quindi le attenzioni che dedico all’ultimo sono anche capite data anche la situazione. Ma tra il primo e il secondo vivevo esattamente ciò che vivi tu con grandi sensi di colpa per aver come dire…”trascurato” il primo per crescere il secondo. Col tempo ho capito che è inutile colpevolizzarsi perchè sei una e non puoi dividerti. Magari avrei potuto sicuramente inventarmi cose che coinvolgessero entrambi ma di mezzo c’era anche il lavoro e l’essere moglie. Sicuramente nel calderone, spesso dimenticavo me! Però il fatto che ti sei messa in discussione subito ora che son piccoli è segno di grande intelligenza. 🙂 Io sono stata meno in gamba….l’ho capito con ritardo e un pò se ne sono anche approfittati facendo leva sul mio senso di colpa

  • Micaela ha detto:

    L’autonomia, il saper fare da solo è un’ottima cosa, gliel’hai insegnata benissimo e ora Filippo sa andare avanti con le sue gambe e, a parte l’alzare la voce, non vedo alcun problema in questo, anzi!
    Da quando bisogna a tutti i costi condividere ogni singolo lavoretto con i propri figli?
    Da quando bisogna essere per forza protagoniste nei loro giochi e nei loro passatempi?
    Sono i LORO giochi e i LORO passatempi.
    Non c’è niente di male a lasciarli fare da soli.
    Non è abbandonarli, non lo è affatto! E’ solo che STANNO CRESCENDO.
    Basta, dai… hai gettato delle ottime basi…
    Basta sensi di colpa. Vivila più “easy”.
    Almeno, questo è il mio punto di vista ed è quello che mi ripeto per sopravvivere…

    • E se va bene per te che ne hai 3… andrà bene anche per me… grazie!

    • Debbie ha detto:

      Io ho solo un figlio, ma anche per me inizia la fase di distacco da lui e non la vedo come un abbandonarlo, piuttosto mi sto sforzando di lasciargli il suo spazio perché ha l’età per iniziare a sperimentare l’autonomia anche nel gioco e nell’atto creativo. Anche a me piace essere partecipe, ma l’adulto tende a dominare il bambino nel gioco o nella creatività, seppur inconsciamente, e non è giusto per i nostri bimbi. Dobbiamo sapere quando è il momento di tirarci indietro, è un regalo che gli facciamo per aiutarli a trovare la propria identità al 100%, e serve a noi per capire che i figlio non sono nostri. A volte sono lì che lo guardo e sussurro a mente: stai zitta, stai ferma, retro front…Quindi io ti assolvo;) Non fare confronti tra i due figli, le loro storie sono diverse, Filippo era solo, Edo ha già la compagnia del fratellino e una madre già esperta! un bacio cara

    • Grazie Debbie per le tue meravigliose parole!!

  • simplymamma ha detto:

    hai scritto perfettamente quello che accade a me. tu sai che sono solo all’inizio avendo la mia piccola 4 mesi. ho lasciato la grande pomeriggi interi davanti alla tv per sopravvivere, con urla e grida successive mie e sue. è stato un periodaccio da cui ancora non esco. facevo il mea culpa ma con un neonato ad alta richiesta è difficile rimanere in sè. ho trovato la mi soluzione. non potevo permetterlo ma l’ho fatto. 2-3 pomeriggi viene a casa una ragazza con cui facciamo attività o ci alterniamo con la più piccolina. la grande è molto più serena, abbiamo ritrovato un equilibrio e quei momenti di sclero sono svaniti. la nostra bravura sta nel capire il problema e cercare di risolverlo, come dici tu metterci almeno in discussione. poi siamo esseri umani e abbiamo la nostre debolezze che vanno contro i nostri principi ma già che ne parliamo vuol dire porsi in ascolto dei nostri figli.

  • Parola di Laura ha detto:

    non sempre è facile. Io cerco di gestirli insieme e non sempre ci riesco lo ammetto, e pure qua partono gli urli. Ora che la grande deve fare i compiti gestire il piccolo che sis ente trascurato non è facile.
    Ma io fossi in te sarei molto soddisfatta dell’indipendenza che hai saputo insegnare, quella è un grande dono!

  • Twins(bi)mamma ha detto:

    tocchi un tasto dolente…io a volte mi guardo indietro e penso sempre che avrei potuto comportarmi diversamente in certe occasioni…io avendo due gemelli ho sempre pensato stanno insieme, giocano insieme, rispetto ad un figlio unico che ricerca gli amichetti di gioco sono avvantaggiati ma sono due personalità distinte e bisognerebbe seguire queste diverse inclinazioni…io lavoro tutto il giorno ..il papà idem ma con orari che permettono di seguirli il pomeriggio…per forza di cose non possiamo troppo diversificare ma ci proviamo…lo scorso sabato io sono uscita a fare shopping con la gemella e il papà ha costruito una barca di legno con il gemello…xò capita raramente di solito facciamo insieme tutte le cose…e ci riduciamo nel week-end xhè durante la settimana non riesco a dire si alla gemella/o che alle 21 di sera mi chiede: mamma giochiamo a costruire..a dipingere…attività di lungo tempo insomma…cerco anche io di trovare spazi e intanto penso che cercare di fare il meglio sia un buon inizio poi strada facendo migliorerò…comunque sei una mamma molto attenta e questo conta!

  • Stefania ha detto:

    Intanto mi sento di dirti che non dovresti colpevolizzarti. Analizzare i comportamenti per migliorare, quello si, ma non darti troppe colpe… Anche io ho due bambini, di 18 mesi di differenza in fatto di età. La principessa di casa ha 7 anni compiuti a dicembre, il piccoletto ne farà 6 a giugno… ebbene, ci sono stati momenti in cui avrei voluto sbattere la testa contro un muro perchè mi sentivo del tutto incapace di dare ad entrambi la stessa dose di attenzioni… io credo di essere una mamma fortunata perchè, probabilmente per via del fatto che hanno poca differenza d’eta, i miei bimbi vanno molto d’accordo tra loro e siamo arrivat ad un’età in cui si sentono molto complici anche nel relazionarsi con me. Probabilmente se lo scarto d’età fosse stato maggiore le cose sarebbero andata diversamente… Dopo una fase di sbandamento – dovuta a gelosie, a situazioni legate a stati di salute dell’una o dell’altro, lavoro e tutto il resto – credo di essere arrivata ad una fase di equilibrio, sbilanciata solo (qualche tempo fa) dal fatto che ho cambiato lavoro ed orari… ora va meglio ma ce n’è voluto d’impegno… Insomma… tutto questo per dirti che non sei la sola ad avere delle difficoltà di gestione e che i bambini spesso ci mettono a dura prova… ogni mamma, però, vuole il bene dei suoi figli e sono certa che riuscirai a trovare quell’equilibrio che a volte ti sembra mancare.

  • Anonymous ha detto:

    Se avete un libro nel cassetto è ora di tirarlo fuori: fino al 14 marzo sono aperte le iscrizioni all’edizione 2013 del torneo letterario IoScrittore http://bit.ly/155qMcQ

  • Mammola ha detto:

    Questo post avrei voluto scriverlo io ma non avrei saputo scriverlo così…ho provato e provo le stesse tue cose nei confronti di Tigro e ormai il mio sentirmi in colpa nei suoi riguardi è diventato la costante della mia vita…miglioreremo Federica, ci vorrà sicuramente tanto lavoro ma impareremo, magari aiutandoci a vicenda, ad occuparci di entrambi senza nulla togliere a uno o all’altro…quanto è difficile!!!!

    • Difficilissimo… per me è una continua altalena… sto con l’uno e penso all’altro e viceversa… e quando son loro che mi richiedono, contemporaneamente, penso che sarebbe giusto ascoltarli e accoglierli entrambi, ma come!?!
      Comunque il mio dramma è la ribellione di Filippo, quando si ribella, io capisco che si sente perso, ed è solo colpa mia!

  • mammapiky ha detto:

    Tra due mesi potrò iniziare questa esperienza di bismamma e sono mooooltoooo preoccupata, già ora mi sembra di non dedicarmi abbastanza al l’uno o all’altra, figuriamoci dopo. So che l’amore si moltiplica ma con lui, credo anche la stanchezza e le difficoltà. Spero solo di riuscire a mantenere la calma abbastanza da essere sempre una madre giusta ed equa, perché anche di questo ho paura.

  • Aline SF Persempremamma ha detto:

    ho letto questo meraviglioso post con estrema attenzione… mi ci sono molto ritrovata.
    siamo mamme, ma prima di tutto siamo persone e non Madonne.
    Credo che sia fondamentale, ogni giorno, mettersi in discussione e cercare di modificare in positivo i comportamenti che attuiamo e non ci piacciono.
    Io sono un’urlatrice con Mya, a volte anch’io mi pento perchè l’ira nasce non tanto dal suo errore quanto dal mio nervosismo accumulato, dalla stanchezza.
    Seguirli entrambi è fondamentale ma non siamo polipi e a farne troppe insieme ci rimettono tutti, quando ci sono più figli è normale che ci siano momenti dedicati ad uno e altri ad altri.
    Ora sto cercando di gridare meno la mia bambina ma lei è testarda e provocatrice e la sua affermazione la seguo e la condivido finchè non esce da schemi precisi di regole di educazione.
    Non sentirti in colpa, sbagliare è umano e recuperare è possibile, parola di bismamma che lotta ogni giorno per modificare se stessa alla ricerca del recupero di continui sbagli.
    I nostri figli ci sanno comprendere e guidare più di ogni altra persona o cosa, ascoltali e spiega loro, vedrai in loro una comprensione che lascia senza fiato e in quel momento ti sentirai una mer** ma contemporaneamente avrai avanti agli occhi tutto quanto hai dato loro.
    Io parlo molto con mia figlia, le chiedo scusa e le spiego se ho sbagliato e perchè o se ho ragione e perchè e lei sai che mi dice? 27 mesi ha, “mamma tutto bene, mya bene, pano bene, mamma ti voglio bene” e mi accarezza e mi abbraccia.
    ti stringo forte, sei una mamma eccezionale e questo post ne da conferma.

  • Carissima sai hai scritto un post bellissimo. Io sono mamma di un bimbo di 5 anni. Ho solo lui . La vita e’ un gioco di incastri. Lavoro, casa figlio e tutti gli annessi e connessi. Guarda se c’è’ una cosa che ho capito e’ proprio quella Dell’ inutilità’ del senso di colpa. Con il mio bimbo spesso mi faccio le sesse tue domande. Mi chiedo se sono presente abbastanza nei suoi momenti. Non sempre è’ facile perché’ ci sono giorni in cui in ufficio va tutto storto e io arrivò a casa Aversa più’ che altro snervata ed è’ giurato che il mio angioletto ha le paturnie. Ma to’ talmente male se urlò e reagisco con sfogo n quel momento che ho imparato a parla i. Mi dico di respirare e poi parto a risponder gli con il sorriso. Secondo me sei un’ ottima mamma. Gli errori ci insegnano a cambiare quello che non va. Al posto di sentirsi in colpa promettiti che hai imparato qualcosa e che on rifarai più’ quel genere di errore. Poi siamo appunto donne e come tali umane e dobbiamo anche saperci perdonare. Un abbraccio

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