I libri per bambini come medicina per tutti i mali

Io e i libri per bambini abbiamo un rapporto tutto nostro, molto speciale, sono come degli amici, su cui so sempre di poter contare.

Ieri sera, dopo la festa di Filippo, i bambini erano molto eccitati, non volevano andare a dormire, anche se stanchi, così al momento della lettura della buonanotte, ho scelto io per loro i libri da leggere. Faccio così quando capisco che il momento richiede una lettura particolare, che il libro deve aiutarmi per lo scopo, in questo caso farli calmare e accettare che sia giunto il momento di dormire. Ho scelto questi:

Libri per bambini come medicina

Il pittore di Gianni Rodari e Il libro dei Pisolini di Giovanna Zoboli e Simona Mulazzanti, edito da Topipittori. Perché questi?

  • non li leggevamo da un po’ e la curiosità di riscoprirli mi ha aiutato a catturare la loro attenzione
  • Il pittore lo conoscevamo a memoria, per cui anche con l’aiuto della rima, li ho coinvolti invitandoli a completare le frasi del libro
  • Il pittore è un libro simpatico, breve e tanto mi è bastato per avere la loro attenzione strappando anche qualche sorriso (il malumore iniziare si è trasformato in serenità)
  • Il libro dei pisolini magnificamente illustrato da SImona Mulazzani, che noi apprezziamo molto, mostra e racconta con una serie di filastrocche in rima, una gran varietà  di animali che dormono con i loro pigiamini, copertine decorate, ecc.. Il tutto è servito a conciliare i miei bambini con i loro pigiamini, i loro lettini e il momento della nanna.

Vi racconto questo perché voglio dirvi che per me, come credo per molte mamme, i libri per bambini sono ANCHE uno strumento per arrivare ai bambini e per avere la meglio su situazioni complicate. Nel caso che vi ho raccontato i libri per bambini mi hanno aiutato a vincere la resistenza dei bambini nei confronti della messa a letto.

Ma io mi son rivolta ai libri in moltissimi momenti della vita dei miei figli.

Come molte mamme, anche io ho cercato libri per togliere il pannolinoper l’arrivo del fratellino, per l’inizio della scuola, per convincere i bambini a mangiare le verdure.

Di fronte a delle difficoltà come quelle sopra elencate, io come mamma ho guardato ai libri per bambini come possibile supporto. E’ vero che noi non leggiamo solo libri tematici, da sempre noi leggiamo libri per bambini per il puro piacere di leggerne e il fatto che alcuni di essi ci aiutino in situazioni particolari è in parte la conseguenza del rapporto che abbiamo instaurato con essi.

Ma quando una mamma mi chiede consiglio per un libro per risolvere un certo problema e affrontare una certa difficoltà, io son contenta, perché quella mamma sta facendo un primo passo per avvicinare il suo bambino ai libri e per avvicinarsi essa stessa al mondo della letteratura per l’infanzia di qualità fatta di libri studiati per parlare ai bambini, illustrati per affascinare i bambini, per incantarli, coinvolgerli, emozionarli al punto che forse dopo, il problema che prima c’era, non c’è più.

La mamma di fronte ad un momento di difficoltà emotiva del bambino si rivolge al libro tendenzialmente per due motivi:

  1. cercare lei stessa spunti per risolvere il problema di cui non riesce a venire a capo da sola
  2. dimostrare al bambino che il suo problema non è solo suo, ma di tanti altri.

Cosa c’è di così speciale nei libri per bambini da poterli usare come una medicina per tutti i mali?

C’è il fattore immedesimazione. C’è il coinvolgimento emotivo. C’è il riconoscimento del problema. C’è la conferma/scoperta che il problema ha una soluzione.

Usare i libri per bambini come medicina per tutti i mali non significa  sminuire i libri e il piacere della lettura fine a se stessa. Una cosa non esclude l’altra.

Nella libreria dei miei bambini convivono libri-medicina e libri che al di là di qualunque morale, insegnamento, etica, son lì solo per il gusto di essere letti o anche solo guardati. Son lì solo per emozionare, ma una cosa non esclude l’altra.

Avvicinare i bambini ai libri scegliendo libri tematici volti ad aiutarli nell’affrontare prove emotivamente difficili, avrà effetti più che benefici su di loro:

  • Il bambino capirà che il libro può essere un suo alleato nei momenti difficili.
  • Il bambino sarà portato a pensare che nei libri ci si può riconoscere e trovare la strada quando la si è persa.
  • Il bambino penserà che nei libri ci sono altri bambini come lui che hanno affrontato quel suo momento particolare e ne son venuti fuori in qualche modo.
  • Il bambino penserà che a tutto c’è una soluzione e a volte la si può cercare in un libro.

Quindi io dico si ai libri per bambini come medicina per tutti i mali.

E ora ditemi la vostra, è giusto attribuire questa valenza ai libri per bambini? Vi è capitato di farlo?

A qualcuno di voi è capitato di avvicinarsi ai libri per bambini per risolvere un particolare problema e poi da lì rimanere affascinato dalla letteratura per l’infanzia?

Raccontatemelo nei commenti!

E se vi va, votate il sondaggio sul gruppo facebook La biblioteca di Filippo – Libri per bambini

9 Comments

  • Viviana ha detto:

    Ma lo sai che io credo di non avere mai letto un libro perché spinta da una particolare esigenza!!!?? Eppure leggo tanto, non solo per la mia bambina ma anche per me.

    È vero, non amo particolarmente i libri-guida per genitori (tipo per la nanna, la pappa, il secondo fratellino…) perché mi annoio subito Ahaha E’ più forte di me. Allora chiedo a Ketty (che invece li adora) di raccontarmeli oppure leggo le sue esaustive recensioni.

    Allo stesso modo tutti i libri acquistati e letti per la mia bambina, sono stati semplicemente ispirati dalla sensazione che ho provato nel vederli, nel leggere i consigli sempre utili da parte tua o delle altre del gruppo FB, nelle immagini, nel calore che mi hanno dato al primo sguardo…

    Poi certamente, siccome ogni libro ha un suo significato particolare e insegna qualcosa, ne abbiamo tratto tutti i suoi benefici…ma in modo sempre inconsapevole.
    I libri sulla rabbia, sulla paura del buio o altro li abbiamo letti ma non perché avessi scorto una di queste problematiche in mia figlia. Semplicemente ero curiosa e ho pensato potessero rientrare all’interno del nostro percorso di lettura insieme.
    Tutto questo non per scelta. Semplicemente seguo il mio spontaneo approccio alla lettura e non ne conosco altri. Non so sia giusto o sbagliato ma intanto ci fa stare bene quindi credo sia questo quello che conta.

    I libri che hai consigliato dopo una giornata di forti emozioni, mi ispirano:)) quindi me li segno.

    Un bacio
    Vivy

  • Mammaalcubo ha detto:

    Anche per me i libri sono spesso una medicina, a cui mi rivolgo quando non so come gestire una situazione con i bambini o semplicemente per far passare un messaggio trovando altre parole oltre alle mie.
    Ho trovato molto utili delle letture per aumentare l’autostima e il coraggio nelle proprie capacità, oppure per gestire capricci e proteste.
    Spesso una storia simpatica, ben illustrata, che parla una lingua più vicina a quella dai bambini, riesce ad arrivare dove il ragionamento e la logica non arrivano.

  • Giorgia ha detto:

    Con il Gremlins parlo molto perciò qualsiasi cosa l’affrontiamo sempre parlando poi in alcune situazioni i libri sono stati certamente un ottimo ausilio per rimarcare cose magari già discusse a voce perché disegni, fantasia e il fatto di potersi immedesimare nel personaggio di un libro sono certamente cose molto d’impatto su un bambino. E’ una cosa molto immediata, poi alla fine della lettura vengono fuori sempre curiosità, domande e cose che magari io non avevo nemmeno in mente ma che per lui sono importanti e vuole approfondire. Essendo una divoratrice di libri ho sempre pensato che i libri servano per sognare, imparare, vivere altre vite, altri luoghi e perciò anche per il Gremlins ho sempre comprato di tutto, dai libri fini a se stessi cioè quelli che raccontano semplicemente una storia di fantasia e quelli invece che aiutano ad affrontare argomenti importanti, quelli che ci danno uno spunto per parlare e affrontare insieme un argomento. Non necessariamente perché lui abbia dei problemi o delle particolari difficoltà, è capitato qualche volta ma non è la regola, quanto perché magari ci sono libri che parlano di disabilità, di sicurezza sul lavoro insomma di argomenti che reputo importanti per la sua crescita…argomenti che senza libri sarebbe difficile da intavolare con un bambino ma che dal mio punto di vista fanno parte dell’educazione che gli voglio dare. Penso che i libri servano un po a tutto, perciò vanno benissimo se usati come ausilio se il bambino ha delle difficoltà, vanno benissimo per iniziare ad intavolare un discorso e vanno benissimo semplicemente per sognare. L’unica cosa importante è che al di là del fine per cui si legge un libro, il libro venga letto sempre in modo coinvolgente e divertente. Non deve essere una noia perché dobbiamo risolvere un problema o affrontare un argomento, dev’essere sempre un gran divertimento per noi e per i nostri bambini.

  • Federica ha detto:

    Adoro Rodari, i miei genitori me lo leggevano sempre da piccola!
    Io da qualche giorno sto cercando di fare un piccolo libro illustrato per il mio Francesco. Spero di finirlo in tempo per Natale!

  • Pamela Trainito ha detto:

    Anche per noi è così, per ogni fase o memento particolare del mio bambino ho sempre trovato il libro adatto, in cui si rispecchiava e che lo ha aiutato molto
    Un abbraccio

  • Ketty ha detto:

    Ho il tuo stesso approccio. A volte scelgo libri che penso possano aiutare la mia bambina a manifestare e addolcire le sue emozioni, le paure, le perplessità. A volte compro libri solo perché penso che possano divertirci tanto o, come dice la mia amica Viviana secondo “la sensazione” del momento.
    Succedono anche imprevisti esilaranti, del tipo che un libro “serio” ci fa ridere più di un libro “leggero”.
    I libri, come dici tu, sono amici! E gli amici sono le persone con cui ridiamo di gusto ma che, nel momento delle difficoltà, sanno essere anche sostegno e balsamo per il nostro cuore.
    Bacioni.
    Ketty

  • la solita Simonetta ha detto:

    Il successo di Nati per leggere sta tutto qua. Sperimentando la lettura insieme a propri bambini si crea un legame indelebile che mette al centro genitori e figli. Il libro è un ponte che li allaccia. Da bibliotecaria e mamma, garantisco che con l’ingresso alla scuola primaria gli effetti si vedono anche a lungo termine: concentrazione, capacità di elaborazione e comunicazione, facilità di lettura e comprensione del testo.
    Auguri di buone feste :).

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