Salta Bart! di bambini, tecnologia, amore

La mia vita ha preso una piega inaspettata, non so voi, ma io non immaginavo che avrei avuto uno smartphone in grado di tenermi in contatto 24 ore su 24 con persone che neanche ho mai visto, che nelle mie vicende personali contasse l’opinione di persone che conosco solo attraverso lo schermo di un pc, ma che sono a tutti gli effetti parte della mia vita.

La tecnologia ci ha avvicinato, ha permesso di creare e mantenere legami a distanza, di esserci anche se non fisicamente.

Si dice che ogni epoca abbia le sue rivoluzioni, la nostra indubbiamente è quella dei social, quella dei legami online che spesso diventano importanti quanto e più di quelli offline, quasi si potesse vivere un rapporto di amicizia senza un contatto fisico. Ma è davvero così?

Davvero possiamo fare a meno di toccarci, stringerci la mano, abbracciarci? E sopratutto se questa è la strada che abbiamo imboccato, dove finiremo?

Me lo chiedo spesso, ma ancor di più me lo son chiesta leggendo Salta Bart! il nuovo libro di Susanna Tamaro, edito da Giunti Junior, un romanzo che ha come protagonista un bambino la cui vita è impregnata di tecnologia, le cui giornate sono scandite dalla tecnologia sapientemente programmate dalla mamma, donna in carriera che neanche vuole essere chiamata mamma, ma Amaranta, che vive lontana dal bambino, ma presente attraverso uno schermo gigante installato in casa e un orologio da polso che le permette di sapere sempre dov’è suo figlio e cosa sta facendo, ma anche di intervenire in caso di pericolo.

Salta Bart!

Sembra bello eh? Poter essere sempre con i nostri figli, poter sapere tutto tutto di quello che fanno, dove vanno, con chi parlano, una specie di grande fratello… No, forse neanche sembra bello. Sembra rassicurante, giova al nostro bisogno di protezione, di onnipresenza, di controllo verso i nostri figli, ma per loro l’idea di essere sempre seguiti non deve essere una gran cosa… che fine fanno la fiducia, il bisogno di crescere, di fare esperienze? Non potremo proteggerli in eterno, anche se lo vorremmo, non potremmo sapere sempre cosa stanno facendo, anche se questo ci rassicurerebbe.

Quello che possiamo fare invece è esserci fisicamente ed emotivamente tutte le volte che possiamo, non lesinare abbracci, carezze e coccole, giocare con loro, passare tempo di qualità con loro, fare la lotta, far sentire loro la nostra presenza che non è solo voce, ma soprattutto contatto, perché è di quello che i nostri bambini hanno bisogno.

Anche Bart ne avrebbe bisogno, lui che la mamma la vede da uno schermo e l’unica manifestazione d’affetto è “ailaviuailaviuailaviu” il saluto che apre e chiude i suoi incontri con la mamma, che suona ipocrita e vuoto.

Una mamma onnipresente, ossessiva al punto da controllare la sua attività onirica, da analizzare la sua pipì ogni mattina, ma così inesistente dal punto di vista affettivo, così lontana dall’emotività di suo figlio da far sparire il suo peluche preferito, l’unica fonte di calore e rassicurazione che il bambino aveva. Sarà grazie all’incontro con un anziano cinese che Bart troverà, guardando per terra (cit. “cuore grande guarda cielo. Cuore grande guarda terra. Ma oggi cuore grande guarda terra. Guarda terra!”) che Bart troverà qualcuno in grado di sconvolgere finalmente la sua vita facendolo catapultare in un nuovo mondo alla scoperta dell’affettività e dei sentimenti e di tante avventure.

Salta Bart 2

E accettando di fare quel salto e farsi inghiottire dal libro, Bart accetterà finalmente di diventare protagonista della sua vita.

E alla tecnologia si sostituirà l’avventura, il coraggio, il rispetto per la vita e la natura.

Salta Bart è un romanzo divertente, ma per noi genitori una occasione per guardarci allo specchio e per fermarci a riflettere su dove vogliamo andare e quale insegnamento vogliamo dare ai nostri figli sulla tecnologia.

Perché forse non è tardi per ricordarsi che la tecnologia è un mezzo e non il fine, che la vita vera è quella che si vive all’aria aperta tra una corsa, una capriola, un picnic e il profumo di un fiore. Pensiamoci e facciamo in modo che la vita dei nostri figli sia piena di calore e di bellezza!

Post realizzato in collaborazione con Giunti

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