
Il sentiero di Marianne Dubuc è quello che conduce la Signora Tasso in cima alla montagna di Pan di Zucchero, insieme a Lulù, giovane compagna di viaggio, ma è anche metafora del sentiero della vita quello che conduce nonni e nipoti mano nella mano per imparare a sentire con le orecchie e col cuore, per imparare la generosità, l’amore per le piccole cose, per la vita, per la natura.
Il sentiero è quello che porta i nonni a cedere il passo ad un certo punto. Un libro mooolto poetico perfetto per la festa dei nonni.

La signora Tasso è anziana ma non rinuncia alla sua passeggiata domenicale in cima alla montagna, il Pan di Zucchero. Raccoglie piccoli tesori nel bosco ed è gentile con tutti. Il piccolo gatto Lulù una mattina decide di andare
con lei, anche se non ha troppa fiducia nelle sue giovani zampe. Seguendola, impara un mucchio di cose: i nomi delle piante e degli animali, ma anche a dare ascolto agli altri e al proprio cuore.

Vedere il mondo dall’alto è una grande emozione, così, domenica dopo domenica, Lulù e la signora Tasso si arrampicano.

Passa il tempo e la signora Tasso è sempre meno in forze, ma Lulù continua ad andare, e colleziona per lei sempre nuovi tesori. La sua montagna e la sua gentilezza sono ora di Lulù.

No, il percorso non è dei più semplici. Ripido e scosceso richiede determinazione ed esercizio, ma con una buona guida non sarà difficile raggiungere la cima. E anche se il panorama dalla vetta è bellissimo, il vero traguardo del viaggio -come insegna Proust- non sono nuovi paesaggi, ma occhi nuovi. Sopra tutto per guardare gli altri. Questo, con straordinaria e immediata semplicità, racconta Marianne Dubuc alle lettrici e ai lettori più giovani nel suo “Il sentiero”, in libreria dal 27 settembre.
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