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    L’Aquila, la mia città

    15 Marzo 2013

    La mia città del cuore è Roma, adoro ogni angolo di questa città, la sua austera maturita, le sue romantiche primavere, le sue torride estati quando vorresti toglierti anche la canottiera, i suoi tiepidi autunni rossastri. Adoro i suoi colori, le sue meraviglie a cielo aperto, le sue infinite possibilità.
    Ma oggi voglio raccontarvi la mia città, quella in cui sono nata e cresciuta: L’AQUILA.
    L’Aquila è la città che mi ha visto crescere, quella in cui ho camminato da bambina per mano alla mia mamma e alle mie nonne, e poi da adolescente per mano al mio primo ragazzo.
    Non posso esimermi dal raccontare la mia città, quella della mia vita da ragazza, quella dei miei amici, quella dei miei studi, quelle delle mie prime volte al cinema che non c’è più, quella dei miei baci al sole sul prato del Parco del Sole accanto alla chiesa di Collemaggio, quella dei portici di San Bernardino col mercatino dei libri usati, quella delle scalette di San Bernardino stracolme per lo spettacolo di Gigi Proietti, quella dei miei primi Levis 501, quella degli inseguimenti adolescenziali, quella dei batticuore, quella dei diari di scuola su cui le amiche scrivevano di amicizie e di risate che non dovevano finire mai…, quella dell’autobus alla fontana Luminosa, quella dei gelati in piazza duomo e le serate a piazza San Biagio, quella dell’Iris Pub quando ancora si fumava nei locali e del cinese sotto l’ufficio di papà in via Verdi.
    Roma mi ha adottato, ma non dimentico… Non dimentico quello che era e che non è più… e che forse non sarà più… La mia città che ora è così per colpa di quella maledetta notte… la città fantasma…
    index
    E perché voi possiate capire, immaginare il dramma che si è consumato quella notte, voglio raccontarvelo in modo inusuale, ma in un modo che mi è tanto caro, con un libro per bambini, che racconta il terremoto, con gli occhi di un cane.
    grande-cane-città-fantasma_Baldi-Capelli

    Il grande cane nella città fantasma di Francesca Capelli e Brunella Baldi edito da Prìncipi&Principi racconta la storia di un cane che quella notte dormiva in giardino perché ormai era quasi primavere e i suoi padroni avevano ripreso a farlo dormire fuori. Quella notte che la terra aveva tremato e tutto era volato in aria, lui era corso per vedere come stava la sua famiglia, aveva provato ad entrare, ma la porta non c’era più e la casa non c’era più. Aveva continuato ad abbaiare ed annusare mentre lo trattenevano al guinsaglio e aveva abbaiato più forte quando quegli uomini avevano portato via la sua famiglia avvolta in lenzuoli bianchi… perché lui doveva proteggerli… Dove li portavano? cosa stava succedendo? Li aveva aspettati ogni giorno e ogni sera da quella notte… era tornato a sedersi su una sedia e attendere i suoi padroni come un bravo cane deve fare…. ogni sera…

    il grande cane-05
    Ma i giorni passavano e nessuno tornava. Poi un giorno una famiglia di rom, si stanzia col camper lì vicino e ci sono due bambini che gli portano da mangiare e gli tirano la palla… e lui lentamente si lascia andare, riprende a mangiare, a giocare, ad aspettare.  Finché un giorno la famiglia rom è costretta a partire e il grande cane nella città fantasma deve fare la scelta più coraggiosa e dolorosa…
    il grande cane-2L’autrice racconta che il libro è nato da un incontro, a L’Aquila nell’ottobre 2009, a pochi mesi dalla tragedia… “Tra tutti, mi colpì un grande cane grigio, che assomigliava tanto a quello del mio racconto.Gli portai un po’ di pane secco ma lui, anziché mangiarlo, allungò una zampa per chiedermi una coccola. Quell’immagine mi ha accompagnato per settimane e sentivo che quel cane voleva che io raccontassi la sua storia, o quella che avrebbe potuto essere la sua storia.”
    Un libro per raccontare il terremoto ai bambini, in modo delicato, dolce, ma infinitamente doloroso e graffiante… un libro talmente ben fatto che mi ha toccato il cuore, mi ha fatto pensare, ma anche sperare che come per il cane, anche per la mia città ci possa essere una nuova vita…  

    A tutti quelli che sperano e a quelli che non possono sperare più, come il mio amico Andrea Cupillari che il terremoto si è portato via.

    L'Aquila Libri per bambini di 4 anni Libri per bambini di 5 anni Libri per bambini di 6 anni un po' di me
    by Federica 
    37 commenti

    About Federica

    Appassionata di libri per bambini, mamma di due maschietti di 8 e 11 anni. Program Manager per lavoro e inclinazione personale: amo programmare, organizzare e non sto mai ferma! Tra Roma e Genova, cresco i miei figli cercando di educarli al bello, dai libri all'arte, alla buona cucina.

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    Commenti

    1. antonellaVì dice: 15 Marzo 2013 alle 10:11

      Bellissimo post! Mi hai fatto emozionare nella prima parte del tuo racconto poi gli eventi della vita lasciano il vuoto! 🙁

      Rispondi
    2. Micaela dice: 15 Marzo 2013 alle 10:13

      Non oso immaginare a quel che provi quando ripensi a quei posti…

      Rispondi
    3. dottoressa marzia dice: 15 Marzo 2013 alle 10:15

      bellissimoooo post…ma soprattutto la storia del cane mi ha fatto venire i brividi….dall’emozione

      Rispondi
    4. Gege Mastucola dice: 15 Marzo 2013 alle 10:21

      bellissimo… veramente….

      Rispondi
    5. Giorgia dice: 15 Marzo 2013 alle 10:25

      Grazie per questo bel post!

      Rispondi
    6. Before and After dice: 15 Marzo 2013 alle 10:43

      Mi sono emozionata ed il racconto è veramente bellissimo!!

      Rispondi
    7. Alessandra dice: 15 Marzo 2013 alle 10:49

      Bellissimo post, fatto di emozioni vere e sentite profondamente. Grazie!

      Rispondi
    8. samantagiambarresi dice: 15 Marzo 2013 alle 10:52

      Bel post… per non dimenticare!

      Rispondi
    9. raffaella dice: 15 Marzo 2013 alle 11:02

      Che dolore. Tu lo racconti in modo poetico. Grazie.
      Raffaella

      Rispondi
    10. Giulia nfrtiry Lecci dice: 15 Marzo 2013 alle 11:25

      Concordo con Antonella: bellissimo post (ho gli occhi lucidi se lo vuoi sapere).
      Curvy Mom

      Rispondi
    11. Jessica dice: 15 Marzo 2013 alle 11:25

      Grazie per questa condivisione, quanto riesce a dire l’immagine del cane grigio…

      Rispondi
    12. Luisa dice: 15 Marzo 2013 alle 11:41

      Bellissimo post! Il racconto del libro,poi mi ha veramente emozionato. Per quanto riguarda Roma…ah, Roma! Bellissima, è verò e proprio per questo mi fa una rabbia che non ti dico…mi fa rabbia vedere quanto cose ha da offrire e quanto sia difficile fruirne per colpa della sua invivibilità!

      Rispondi
    13. Francesca-Il caffè delle mamme dice: 15 Marzo 2013 alle 12:59

      Ho i brividi,grazie per aver condiviso con noi la tua città del cuore, grazie per avermi fatto conoscere questo libro che prenderò sicuramente e leggerò ai miei figli.
      Non oso immaginare cosa si prova a vivere un’esperienza così forte e devastante.

      Rispondi
    14. Aline SF Persempremamma dice: 15 Marzo 2013 alle 13:34

      Il terremoto del 1997, 5 lunghi mesi di scosse, avevo 13 anni.
      A noi è andata bene.
      Quando sento di queste tragedie mi si stringe il cuore e quando accadde all’Aquila stavo per partire con la Croce Rossa locale ma ero in quel periodo troppo fragile per motivi personali e fui sconsigliata a partire per quella terra distrutta a toccare con mano il dolore e la devastazione della morte.
      Ma col cuore ero lì.
      Mi hai commosso e fai bene a ricordare che quella notte molto è stato spazzato via, dai luoghi, dai ricordi, dai cuori.

      Rispondi
    15. Desoleluna dice: 15 Marzo 2013 alle 14:19

      un post profondo e molto toccante complimenti

      Rispondi
    16. Cì dice: 15 Marzo 2013 alle 14:29

      Che storie tristi, ma la vita purtroppo non è sempre felice.
      Mi dispiace, da quello che hai scritto da me direi che sei stata toccata profondamente, posso solo scrivere una frase banale, ma è sincera. ciao

      Rispondi
    17. CK Boschi dice: 15 Marzo 2013 alle 14:42

      Una sola parola: SPLENDIDO!!!!

      Rispondi
    18. pattibum dice: 15 Marzo 2013 alle 15:33

      Hai ragione, era doveroso.
      Ho modo di vivere quella realtà tramite un caro amico che vive a L’Aquila. Provo ogni volta una profonda rabbia.

      Rispondi
    19. Manuela-design therapy dice: 15 Marzo 2013 alle 16:22

      Grazie per la commozione e per tenere vivo il ricordo di chi come il tuo amico non c’è più…ed il libro che hai scelto è bellissimo!

      Rispondi
    20. Aliceland dice: 15 Marzo 2013 alle 18:36

      Il tuo post è veramente commovente (lo so, ripeto quello che hanno detto gli altri, ma è così). Ed è bellissima anche l’iniziativa della staffetta. Spero di avere tempo di andare a vedere come funziona e magari partecipare per la prossima volta. Se dovessi dire qual è la mia città forse direi Venezia

      Rispondi
    21. Lallabel dice: 15 Marzo 2013 alle 18:45

      Un post bellissimo e struggente, sto scrivendo con la gola stretta in un nodo e cerco di ricacciare indietro le lacrime. Mi auguro davvero che L’Aquila da città fantasma torni a rifiorire!

      Rispondi
    22. Le mie patate Lesse dice: 15 Marzo 2013 alle 22:14

      Il tuo post è commovente, sarebbe doveroso da parte di tutti ricordare cosa è successo quella notte…in modo che non si ripeta mai più

      Rispondi
    23. MICHELA PALATUCCI dice: 16 Marzo 2013 alle 00:41

      Bellissimo post. Grazie per averne parlato e averlo ricordato.

      Rispondi
    24. camille javal dice: 16 Marzo 2013 alle 15:10

      il post è toccante e vero. comprerò quel libro

      Rispondi
    25. ferengibruxelles dice: 16 Marzo 2013 alle 21:11

      Grazie per le tue parole, è importante non dimenticare.

      Rispondi
    26. Stefania dice: 17 Marzo 2013 alle 12:23

      Tematica molto delicata… e storia molto toccante. E’ un libro che non conoscevo. Lo cercherò.

      Rispondi
    27. Daria dice: 17 Marzo 2013 alle 16:11

      Mi hai fatto commuovere… penso che vedere la propria città in quelle condizioni sia tremendo. Grazie anche per il libro. Un abbraccio!

      Rispondi
    28. Federicasole dice: 17 Marzo 2013 alle 17:51

      Mi hai emozionata con i tuoi bellissimi ricordi da piccola e da adolescente e poi commossa con la triste realtà presente. Non sapevo che tu fossi originaria dell’Aquila. Il libro mi sembra utile, lo aggiungo subito alla lista dei desideri. Grazie di questo post così intenso.

      Rispondi
    29. antoguida dice: 17 Marzo 2013 alle 19:18

      bellissimo e commovente!

      Rispondi
    30. LaDivaDelleCurve dice: 18 Marzo 2013 alle 04:03

      bellissime le tue parole tristi, ma non pietose, è talmente devastante pensare al vuoto che a lasciato in quella città la tragedia.

      Rispondi
    31. Alessandra Granata dice: 18 Marzo 2013 alle 14:12

      Ho un cane e mi hai fatto venire una stretta enorme al cuore…un abbraccio e solo silenzio…

      Rispondi
    32. Simona dice: 18 Marzo 2013 alle 14:36

      davvero un bel post, emozionante

      Rispondi
    33. Palmy dice: 21 Marzo 2013 alle 18:47

      Conosco bene L’Aquila perché mia sorella ci ha vissuto per tre anni. La ricordo nella sua bellezza e vederla così anche a me che non ci sono cresciuta provoca un senso di tristezza grande…

      Rispondi
    34. Tamara dice: 30 Marzo 2013 alle 12:41

      Bellissimo post e bellissimo libro. Non ci possono essere altre parole.

      Rispondi
    35. Moky dice: 6 Aprile 2013 alle 16:03

      Grazie per aver parlato della città della tua infanzia, della tua adolescenza, per aver condiviso con tutti i tuoi ricordi…
      Il libro è bellissimo, nonostante la storia sia molto tragica.

      Rispondi

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