

Mi domando spesso come sarà l’adolescenza dei miei figli, se mi accorgerò di quando inizierà o se è già iniziata.
Filippo ha quasi 10 anni e seppur abbiamo sempre avuto e posso dire che abbiamo ancora un rapporto di fiducia e rispetto reciproco, noto che col passare del tempo che tende a condividere meno le sue cose con me (i suoi innamoramenti ad esempio) e che decisamente dice qualche NO in più rispetto a quelli che era abituato a dire sapendo che la mia parola è una. Sono confidente che quanto abbiamo costruito nel tempo, rimanga una solida base su cui poggiare per gestire qualunque difficoltà dovesse presentarsi nell’adolescenza, ma non so se basterà. Nel frattempo mi domando se sarò all’altezza, se son stata per lui la migliore mamma possibile.
Con Edo invece il mio lavoro di mamma è duro da sempre, litighiamo perché lui non accetta nessuna verità come rivelata, perché lui ha sempre bisogno della prova tangibile, della spiegazione fino allo sfinimento. Ed è bello per certi versi, ma difficilissimo per altri, perché non sempre si ha il tempo, la pazienza ma anche la voglia di soddisfarlo, specie quando si mostra irragionevole. Ci sono volte in cui lo scontro è inevitabile e quando succede, capita che mi guardi con la faccia di uno che cambierebbe volentieri mamma se potesse. Ovviamene esagero, ma quando ho letto il libro La fabbrica delle mamme di Claudia Mencaroni, edito da VerbaVolant edizioni, ho pensato subito a lui, immaginandolo come il protagonista del libro, che, dopo l’ennesima discussione con la mamma che vuole portarlo a casa perché ha faccende da sbrigare, mentre lui vuole finire la sua partita, esplode dicendo “Io non voglio più essere tuo figlio! Voglio la mia mamma!”

Alzi la mano chi, durante un litigio con il proprio figlio, non ha mai avuto la sensazione che questo avrebbe voluto cambiare mamma…
E se esistesse una fabbrica delle mamme dove poter scegliere la propria mamma, come la vorrebbe?
Se ci fosse, non un catalogo di mamme tra cui scegliere, ma la possibilità di costruire una mamma a proprio piacimento, i nostri figli come lo vorrebbero?

“Tanto per cominciare vorrei una mamma buona, che mi lasci giocare a pallone quando mi va. Deve avere la bocca grande per chiacchierare con le altre mamme, così non mi chiamerà ogni cinque minuti per andar via. E poi una bocca grande è capace di dare tanti baci può tornare utile”
“Voglio una mamma brava, che sappia fare le navicelle spaziali con i mattoncini, costruire le capanna sui prati e preparare cose buone in cucina. Non si devono stancare mai le sue mani, non si possono fermare mai, tra coccole e frittelle con lo zucchero. ”
“Voglio una mamma dolce che legga per me tanti libri, deve avere gli occhi grandi per fare scorte di storie, e poi raccontare, raccontare e raccontare. ”
“Voglio una mamma paziente che non si arrabbi se deve ripetermi cento volte di mettere i calzini nel cesto dei panni sporchi. Forse ci vorrebbe un nasino piccolino, così non sentirebbero le puzzette dei mie piedi!”
“E poi voglio una mamma forte che mi prenda in braccio se sono stanco, così posso andare dovunque e arrivare più in alto quando mi va di arrampicarmi. Deve avere piedi grandi per camminare svelta e braccia lunghe e resistenti per sollevarmi senza fatica. ”

E i vostri bambini come vorrebbero la mamma se potessero costruirne una su misura alla Fabbrica delle mamme?
A proposito, volete sapere come va a finire la storia di Nino e della sua nuova mamma costruita su misura?
Finisce che Nino mentre è li che aspetta che la fabbrica delle mamme sforni la mamma perfetta, si sente improvvisamente smarrito, si guarda allo specchio senza più riconoscersi, come se senza la sua mamma, quella unica e sola, lui non potesse più essere se stesso.

Finisce che Nino scopre di essersi sbagliato e corre più che può per uscire dalla fabbrica delle mamme e tornare sui suoi passi spaventato all’idea di perdersi, di non trovare la strada, di non trovare nessuno ad aspettarlo.
Ma la mamma c’è.
Le mamme ci sono sempre.

Una storia molto tenera in cui ho rivisto Claudia, ma anche me, ho immaginato i suoi bambini, ma anche i miei chiedermi più tempo, chiedermi meno stanchezza, chiedermi più pazienza e più voglia di giocare e mettermi in gioco con loro. La fabbrica delle mamme è un libro che fa riflettere le mamme, ma che non manca di sorprendere e divertire i bambini che nella fabbrica delle mamme vivranno un sacco di avventure.
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